
(Hanna Gabriels)
Stanotte, in Nicaragua, la 36enne costaricana Hanna Gabriels (18-2-1; 11 ko), da dieci anni ai vertici mondiali e già detentrice dei titoli iridati Wba e Wbo compresi tra le peso welter e le medio, metterà in palio la cintura Wba delle superwelter sul ring della Baco Discoteca di Managua. E sin qui nulla da dire. Molte perplessità, per usare un eufemismo, riguardano l'avversaria, che sarà un'australiana di Perth, Sarah Dwyer, la quale é professionista da meno di tre anni, ha disputato in tutto 9 match, con 3 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte, 2 delle quali per ko e tra l'altro ha sconfitto solo debuttanti.
Certo, nel pugilato femminile le categorie "grandi" (e tali vanno condiderate quelle delle superwelter e medio) non vantano un alto numero di praticanti e giungere a traguardi internazionali e persino mondiali talvolta é molto più semplice e rapido che tra gli uomini, ma per non svalutare l'immagine della boxe "in rosa" e di sue valorose esponenti sarebbe il caso di non esagerare. E in questo caso, scorrendo molto sempicemente il curriculum di entrambe le protagonoste, il sospetto di "esagerazione" é motivato. Da una parte una talentuosa pugile dalla lunga e prestigiosa carriera e il palmarès per giunta ricco di ko e dall'altra una sfidante acerba e dal curriculum imbarazzante.
Possibile che in tutto il pianeta non fosse disponibile un'avversaria più credibile per la Gabriels? Possibile che non ci fosse nessuna migliore della "povera" Sarah Dwyer? C'é da augurarsi che tale scelta non fotografi la situazione del pugilato femminile perché altrimenti cadrebbero davvero le braccia...
C'é solo da sperare che l'australiana non si faccia male. Ma sul ring accadono spesso sorprese, si potrà dire! D'accordo, però in tal caso significherebbe che per Hanna Gabriels non sarebbe solo iniziato il declino, ma da un pezzo per la pensione.
Nessuno può sostenere seriamente e in buona fede che una ragazza con 9 incontri, appena vinti 3 contro delle "nessuno", sia proponibile per un campionato del mondo. E si sottolinea ciò non per denigrare il pugilato femminile, ma per difenderlo. A meno che non si ritenga che qualsiasi pugile possa bussare ai grandi appuntamenti internazionali solo per il fatto di essere donna e d'infilare sporadicamente le mani nei guantoni. Questa sì, sarebbe davvero un'offesa!



