
(Cletus Seldin nell'ultimo match contro Mate)
Cletus Seldin (22-1-0, 18 KO) é un pugile poco noto, al di fuori dei confini degli Stati Uniti. Anzi, a volere essere chiari non é che sia popolarissimo appena fuori dai confini di Brooklyn, dove ed é nato 32 anni fa. In possesso di un fisico brevilineo e compatto, piuttosto veloce di braccia e con notevole potenza nei guantoni, é soprannominato "The Hebrew Hammer" (Martello Ebreo), cosa che già la dice lunga sulle sue caratteristiche di fighter e pure sulle origini delle quali va evidentemente molto orgoglioso. Già ricevitore nel foot-ball americano con i Longwood Lions, é stato anche praticante di Ju-Jitsu e ha avuto lusinghiero succesi pure nel solledvamento pesi, stabilendo il record dello Stato di New York con 219 kg. Ha studiato, diplomandosi al Suffolk Community College. Ha cominciato a praticare la boxe quasi per gioco, poi si é appassionato in maniera totale e dal 2011 é professionista.
Campione International Silver Wbc nel 2014/16 nei leggeri e nei superleggeri, ha comiciato a battere avversari di una certa quotazione e quasi tutti a suon di ko. Johnny Garcia, Jesus Selig e Roberto Ortiz sono tra i nomi più importanti presenti nel suo record, che ha una sola "macchia nera": quella rappresentata dalla sconfitta ai punti subita contro il forte Yves Ulise jr, nel 2017 in Canada, quando ne prese una sacco e una sporta, toccando il tappeto tre volte nei primi tre round. Cletus Seldin sostiene di essere stato "pizzicato" a freddo e di non essere riuscito a recuperare ed é convinto che la rivincita avrebbe un esito molto diverso. Chi lo sa? Intanto é rientrato e ha ottenuto altre due vittorie per ko, l'ultima delle quali sabato scorso al Mohegan Sun di Uncasville, nel Connecticut.
In verità ha destato notevole sensazione perché ha messo ko Adam "Bad Boy" Mate (28-13, 21 KO) in appena 44" della prima ripresa, mentre nel precedente match ne aveva impiegati ancora meno, riservando il medesimo trattamento in 26" a Nelson Lara.
Non é più giovanissimo e non ha molto tempo per arrivare a traguardi importanti. Non é nemmeno da escludersi che Yves Ulise ne abbia già definiti i limiti, che sono soprattutto tecnici e in fase difensiva, dal momento che egli interpreta il pugilato come un assalto continuo alla ricerca del ko. Forse rimarrà un brutto cliente per tutti e niente di più, Uno di quei pugili che un tempo veniva definiti "becchi a gas", cioè non particolarmente quotati né molto famosi, con palmarès di non rilevante valore ma che venivano accuratamente evitati da tutti. Anche e specialmente dai campioni veri. Perché? Semplice...Arrivavano zitti-zitti e in punta di piedi e se ne tornavano a casa spesso sconfitti, ma talvolta anche lasciando l'osannato pugile di casa steso al tappeto a domandarsi cosa mai gli fosse successo...



