
(Una drammatica immagine del primo Alvarez-Kovalev)
Il 34enne campione dei massimi-leggeri WBO, il colombiano di Montreal Eleider Alvarez (24-0-0; 12 ko), ha già la mente completamente rivolta alla rivincita con Sergey Kovalev, duramente sconfitto nell'agosto scorso per ko al 7° round ad Atlantic City.
Sabato prossimo, 2 febbraio, sul ring texano di Frisco, si vedrà per davvero se il colpo che stroncò il russo nella prima sfida sia stato, com'egli sostiene, "pugno fortunato".
"Per prima cosa, voglio conservare la cintura-Ha detto con sarcasmo Alvarez al The Montreal Journal-La seconda è che farò di tutto per dimostrare a Kovalev che il risultato del primo combattimento non è stato un incidente, come continua a ripetere sui social network sin dal 4 agosto. Gli farò capire, sabato, che incapperà in un secondo incidente, se a lui piace definirlo così!".
Il colombiano-canadese, per non incorrere in pericoli di deconcentazione o sottovalutazione, non presta attenzione ai titoli dei giornali che, in qusti giorni, raccontano di come Kovalev sia immerso in gravi problemi legali per l'accusa di avere picchiato una donna diversi mesi fa.
"Mi hanno riferito questa notizia, ma non me ne curo e di Kovalev non mi interessa niente, a parte ciò che farà sul ring. Sono questioni sue e mi preparo al match come se non avessi sentito niente su tale argomento. Il match é la mia sola preoccupazioe", ha aggiunto Alvarez.
Il sudamericano, giunto ai vertici mondiali in età non verdissima e forse anche inaspettatamente, dimostra di rendersi conto del "tredici" azzeccato contro il 35enne russo e di come debba sfruttarlo al meglio per costruire un futuro per sè e la sua famiglia.
"Sono sicuro che il prossimo combattimento sarà più difficile e duro del primo-Ha sottolineato Alvarez, quasi ad avvertire il team di Kovalev di non illudersi che egli lo sottovaluti-Mi sono allenato ancora più duramente dell'altra volta e in Colombia, prima di ritornare qui, ho perfezionato, corretto e rinnovato le armi che mi sranno utili per vincere di nuovo. Fisicamente mi sento al meglio come non mai, anche perché ho ripreso la preparazione presto e non da "zero"! Gli effetti positivi della preparazione sostenuta a Bogotà si fanno sentire ogni giorno di più. Vincerò. Ne sono certo".



