
Ad una certa età si può dire tutto e l'88enne Bob Arum, che a tal proprosito non si é mai fatto troppe remore, naturalmente non fa eccezione.
E' quasi impietoso nel giudicare Thurman, dopo il vittorioso rientro da due anni d'inattività effettuato sabato scorso, battendo ai punti Josesito Lopez al Barclays Center di Brooklyn, a New York. Durante il settimo round del combattimento, Thurman è stato gravemente ferito da Lopez e sembrava sul punto di essere fermato, poi invece é riuscito a continuare il match, facendo soprattutto affidamento sulle gambe, mentre il rivale ha continuato ad inseguirlo per sfruttare la situazione favoevole. Dopo il combattimento Thurman ha accettato la proposta ventilata per un match con Manny Pacquiao, due settimane orsono a sua volta dominatore di Adrien Broner in dodici round, all'MGM Grand di Las Vegas.
Ed ecco, come si diceva, l'intervento di Arum: "Thurman avrebbe potuto essere fermato durante il drammatico settimo round. Credo che non sia più lo stesso pugile di un tempo, a causa degli infortuni che l'hanno bloccato per quasi due anni. Non può continuare a combattere e ritengo che per lui sia stato terribile contro Lopez. Siamo onesti, Lopez non è un pugile d'élite, non lo è mai stato eppure ha fatto tremare Thurman nel settimo round ed è risaputo che non è un uomo da ko, altrimenti l'avrebbe fatto saltare in aria. Per quanto riguarda un potenziale scontro tra Pacquiao e Thurman, ritiengo che il filippino possa vincere. L'allenatore di Pacquiao, Freddie Roach, vorrebbe la sfida con Thurman e poiché sono entrambi della Premier Boxing Champions, le trattative sarebbero molto semplici".



