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Garcia domina Cheeseman in un inutile massacro

 

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ll match era da sospendere!

La boxe non è uno sport per mammolette e cuori deboli ma a tutto c'è un limite! Ciò che è avvenuto ieri sera sul ring della O2 Arena di Greenwich, Londra, ha abbondantemente superato questo limite trasformandosi in un pericolosissimo gioco al massacro. Credeteci, di boxe ne abbiamo vista tanta, abbiamo visto match intensissimi, violenti, all'ultimo sangue, purtroppo abbiamo anche visto le tragedie e non le vogliamo più, mai più vedere. E ieri sera abbiamo davvero tremato per la sorte del peso superwelter Ted Cheeseman, un ragazzo dal coraggio incredibile quanto incosciente, al quale è stato grottescamente permesso di rischiare la vita e la salute fino al termine di 12 assurde riprese, più assurde del cartellino del giudice Massimiliano Bianco, che sarebbe da radiare immediatamente, lui e il suo 115 a 114 a sfavore dell'inglese e a favore dello spagnolo Sergio Garcia che difendeva il titolo europeo.

Garcia è un ottimo pugile, un incontrista nato, non dotato di molta potenza ma capacissimo tecnicamente che ha nel proprio vocabolario pugilistico tutti i colpi che il manuale della boxe indica come regolari. Cheeseman non ha questo bagaglio tecnico, non ha neppure un gran colpo, ha però un cuore immenso e un ritmo ossessivo al quale Garcia si è adattato senza alcuna difficoltà. Si può dominare un match pedalando sempre all'indietro ed è quello che Garcia ha fatto, con i suoi spostamenti millimetrici, i suoi rientri chiirurgici, il suo movimento di piedi perfetto. E ha 26 anni. Il tiro al bersaglio è diventato sempre più imbarazzante con il passare delle riprese fino ad arrivare al punto che Cheeseman, 23 anni, non si metteva neppure più in guardia e parava tutti i colpi con la faccia in una assurda dimostrazione di folle coraggio.

Eppure chi frequenta i ring da uomo d'angolo o da arbitro e, perché no, da medico, dovrebbe sapere che un ragazzo così generoso può essere tenuto in piedi dai fiumi di adrenalina che gli scorrono nel sangue fino a terminare sfigurato, sanguinante e in lacrime per la cosapevolezza di aver perso. Ma è proprio in questi casi che si consumano le tragedie del ring, con quella testa perennemente sbatacchiata all'indietro da jab e montanti di un Garcia che ha terminato con la faccia pulita, meritandosi quel 119-109 che due giudici gli hanno assegnato. Rimane da chiedersi come ha potuto l'allenatore di Cheeseman, Tony Sims con l'aggiuta di chi gli stava accanto, permettere che un suo ragazzo venisse malmenato in quel modo, come abbia potuto non pensare, oltre che alla salute del suo pugile, anche alla sua carriera che rischia di essere accorciata, se non stroncata sul nascere, da un pestaggio come questo.

L'arbitro italiano Giuseppe Quartarone, di cui abbiamo sempre avuto stima, non ha commesso nessun errore tecnico nel non fermare questo match pazzesco, perché Cheeseman non si è mai fermato e ha sempre cercato di reagire, magari andando goffamente a vuoto. Ma qualche volta si potrebbe, anzi si deve, infischiarsene altamente delle regole e provvedere alla salute di chi ti viene affidato, perché il compito dell'arbitro è anche questo. A fine match Eddie Hearn, l'organizzatore a capo della potentissima Matchroom, ha dichiarato alla televisione che questo match dimostra la differenza che esiste fra titoli britannici e titoli europei. Ecco, bravo, allora la prossima volta vai tu all'angolo, caro Hearn, a dire una parolina a chi di dovere. Perché poi, dopo, non si può dire "io non c'entro".

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