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Jersey Joe Walcott, il pugile con la Bibbia

di Leonardo Pisani

Era chiamato “Il pugile con la Bibbia”, profondamente credente, la leggeva spesso, di animo buono, per non far troppo male ai suoi avversari, si era allenato per colpire preciso e semmai mettere ko presto e non dare troppi pugni.

Voleva fare il pugile come un suo vecchio zio che combatteva a pugni nudi, d piccolo nella sua scuola dissero che sarebbe arrivato in visita l’orgoglio degli afroamericani: il leggendario Jack Johnson, l’unico nero che aveva vinto il titolo mondiale dei pesi massimi. Il vecchio campione arrivò in auto con due alani, i bambini lo aspettavano fuori a mo’ di corteo. «Non li degnò di uno sguardo - raccontò uno di quei piccoli delusi – promisi a me stesso che se un giorno fossi diventato campione del mondo, non mi sarei comportato ami così». Mantenne la parola sia per la carriera che per il comportamento. Sul ring passò alla storia come Jersey Joe Walcott, il campione dei pesi massimi che riuscì nella incredibile impresa di conquistarlo a 37 anni, era il 18 luglio 1951 quando mise ko il grande Ezzard Charles. Era la 5 volta che tentava di conquistare quel titolo, due volte contro Joe Louis, altre due volte contro Charles. Era testardo e caparbio, del resto aveva patito fame e povertà sin da piccolo. Era nato come Arnold Raymond Cream il 31 gennaio 1914 a Pennsauken nel New Jersey, da una famiglia immigrata dalle isole Bardados.

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Si fece chiamare Jersey Joe Walcott, in onore del vecchio campione  dei welter Joe Walcott, originario delle Bardados e mise Jersey per lo stato di nascita. Non ebbe carriera facile, iniziò come peso medio nel 1930 poi passo subito nei massimi. Aveva un ottimo fisico, alto 183 cm, muscoloso, veloce e faceva male. Poi insolitamente mobile per un peso massimo, un grande gioco di gambe, cambi di guardia, schivate. Elegante e dal pugno di ko. Ma agli inizi combatteva poco, non aveva un gran manager, pensava anche di lasciare il ring, ma ci ripensò per fortuna. Si fermò dal 1040 al 1944, per via della guerra poi  battè forti massimi come Lee Oma, Joe Baksy, Jimmy Bivins, Steve Dudas dopo qualche sconfitta contro Joe Maxim e Ray Elmer ma subito vittorioso nella rivincita ebbe la possibilità del mondiale contro l’imbattibile Joe Louis, il bombardiere nero. Era nettamente sfavorito quel 5 dicembre 1947 al Madison Square Garden di New York: davano Louis favorito per 10 a 1. Invece avvenne l’incredibile, il campione andò al tappeto alla prima ripresa e anche alla quarta. Alla 15 ripresa, Louis era stanco. Il verdetto fu una decisione non unanime per Louis che mantenne il titolo.  I giudici :Frank Forbes  per 8-6 e  Marty Monroe per 9-6 lo videro vincente, mentre l’arbitro Ruby Goldstein vide vincente Walcott per 7-6. Quasi tutti gli esperti dichiarano che Walcott era stato derubato della vittoria. La rivincita l’anno dopo, Louis vinse per kot  al 11 round ma soffrì molto, infatti Jersey Joe lo mise al tappeto al terzo round. 

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Elegante e mobile, con ottima tecnica,e dal carattere mite ma tenace all’inverosimile. Altri avrebbero abbandonato il ring, ma invece lui dopo 4 tentativi falliti, contro Louis nel 1947 e 1948 e contro il magnifico “Cincinnati Cobra” ovvero Ezzard Charles( foto)  dal quale fu sconfitto per il mondiale prima il 22 giugno 1949 a Chicago ai punti in 15 riprese e poi di nuovo ai punti il 7 marzo 1951  a Detroit. Walcott aveva bisogno di dollari per crescere la numerosa famiglia e farli studiare, cosa che non fu possibile per lui. Anche oltre i 35 anni, all’epoca tanti per un pugile, ha battuto forti avversari come il mondiale dei mediomassimi Harold Johnson, il forte Omelio Agramonte, il colosso svedese Olle Tandberg,. Poi finalmente quel 18 luglio 1951 a Pittsburgh, Pennsylvania, per la terza volta contro la sua nemesi Ezzard Charles, un fuoriclasse del ring, veloce e dalla tecnica sopraffina. Charles era favorito 9 a 1, del resto aveva gia battuto due volte Walcott e era alla nona difesa del titolo. Invece vinse l’uomo della Bibbia. Con un montante sinistro da capolavoro alla 7 ripresa: ko e campione del mondo. Poi la rivincita, a Detroit il 5 giugno 1952 e vittoria ai punti di Walcott. Poi arrivò quello che fu definito l’imbattibile e tale rimase. Un giovanotto di origini abruzzesi e campane, si chiamava Rocco Francis Marchegiano, meglio conosciuto come Rocky Marciano. Si era fatto avanti a suon di ko. 23 settembre 1952, Philadelphia, solito montante sinistro al 1 round e Marciano va al tappeto, Walcott è in vantaggio di punti, ma al 13 round un terribile destro manda ko il campione. Nasce la nuova stella del ring, l’anno dopo rivincita e Marciano mette ko al primo round Walcott, che lascerà il ring, a 38 anni. 

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