Una triste notizia è appena arrivata dagli Stati Uniti.
Un ictus è stato fatale a Rocky Lockridge (44-9), vero guerriero del ring, deceduto all’età di 60 anni.

Un vero campione Rocky, non un campionissimo, che ha iniziato a combattere tra i pesi piuma dove però ha trovato sulla sua strada il panamense Eusebio Pedroza, che si è rivelato essere per lui un ostacolo insormontabile. In ben due occasioni lo sconfisse con titolo in palio, uno dei quali disputato nel 1983 a Sanremo, in una riunione organizzata da Rodolfo Sabatini.
Il passaggio alla categoria superiore dei superpiuma si rivelo' vincente.
Nel 1984, battendo per KO alla prima ripresa Roger Mayweather, conquista la versione WBA del titolo, difesa in due occasioni prima di lasciarla nelle mani di Wilfredo Gomez, che sul ring amico di S.Juan di Portorico, lo sconfisse con un discusso verdetto ai punti.
Una delle due difese venne disputata in Italia, a Riva del Garda, dove il pur bravo tunisino di Branchini, Kamel Bou Ali, non riuscì a contenere l’aggressività di Rocky il quale lo mise fuori combattimento in sei riprese.
Dopo la battuta d’arresto contro JC Chavez per la versione WBC del titolo, Lockridge nel 1987 torna in possesso del mondiale IBF battendo l’australiano Barry Michael, cintura che perderà poi contro Tony Lopez.

Dopo aver dilapidato la fortuna guadagnata nel corso della carriera, Lockridge, alcolizzato e senza più un tetto sulla testa, è finito ai margini della società, fino alla notizia dell’avvenuto decesso.
Max



