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Valentina Alberti trionfa nello “Strandja”: è medaglia d’oro!

 
Nel prestigioso torneo internazionale in Bulgaria, sul ring dell’Asics Arena di Sofia, l’azzurra vince la finalissima nella categoria dei 64 chili in una dura battaglia contro l’aggressiva olandese Heijnen. Decisivo l’uso efficace dei diretti destri, soprattutto nel terzo round. Unico “oro” della spedizione azzurra (maschile e femminile). Nei 57 chili Irma Testa va a prendersi la medaglia di bronzo.
 
 
 
Di Maurizio Roveri
 
 
Il trionfo è donna. L’unica medaglia d’oro della spedizione azzurra (maschile e femminile) in Bulgaria, per il prestigioso Torneo internazionale “Strandja”, ha il bel sorriso d’una ragazza. Lei è Valentina Alberti, ventiquattrenne bolognese, pugilisticamente cresciuta nella palestra della Tranvieri, in Nazionale da fine 2013 e tesserata dal 2014 per il Centro Sportivo dell’Esercito.
Alberti Oro strandja febb
 
Valentina ha conquistato la medaglia d’oro, oggi pomeriggio, sconfiggendo nella finalissima dei 64 chili un’avversaria solida, competitiva, di qualità, come l’olandese Heijnen.
 
Sul ring dell’ASIC Arena di Sofia è andata in scena una intensa e durissima battaglia. C’’è stato da soffrire. E la Alberti l’ha saputo fare. La ragazza dei Paesi Bassi, diciannovenne, ha iniziato fortissimo il match. Con tutta la freschezza, l’energia dei suoi 19 anni. 
L’azzurra - in buon controllo - ha risposto con tecnica ed esperienza. Aggrappandosi al “mestiere” è riuscita a sopportare e arginare l’intensità dell’aggressiva avversaria. Più pulita la boxe di Valentina Alberti, che si è aggiudicata il primo round.
La olandese Heijnen ha continuato a pressare con un ritmo altissimo. E nella seconda ripresa - portata sul filo dell’equilibrio - la Heijnen potrebbe essersi fatta preferire.
Decisivo il terzo round. Ancora molto intenso, molto duro. Valentina Alberti, con la lucidità dettata dall’esperienza di chi (pur essendo ancora molto giovane) va sul ring dal 2011 e dal 2014 ha partecipato a numerosi tornei internazionali con la Nazionale - ha capito qual era la strada giusta per arrivare alla vittoria. Accentuando l’uso del destro, ha creato problemi all’avversaria. La olandese ha perso sicurezza, la sua azione è diventata meno efficace. La tecnica e l’equilibrio di Valentina Alberti sono uscite decisamente alla distanza. Lasciando il segno sulla pelle d’una finale ostica, combattutissima, difficile. E dunque una vittoria (3-2) valorizzata dalla fatica, dalla sofferenza, dalla resistenza. Al cospetto d’una valorosa avversaria.
Alberti da Cancellare( Valentina in una foto d'archivio)
Valentina Alberti ha “addomesticato” la Heijnen con l’uso dei diretti destri. E anche del gancio destro. 
 
“Quando Valentina ha cominciato ad usare con efficacia il diretto destro, il combattimento è andato dalla sua parte”, commenta il consaigliere federale Sergio Rosa. Che da maestro della Tranvieri Bologna ha coltivato (assieme a Sergio Di Tullio) la “vocazione” della Alberti quando prese la strada della palestra e nel 2011 salì per la prima volta sul ring.
 
L’azzurra in questa finale ha lavorato molto anche con il sinistro, che però è risultato meno efficace. Fa ancora un po’ fatica, Valentina, a trovare scelta di tempo e precisione con continuità. E’ comprensibile. Negli ultimi due anni - veramente tormentati a causa di infortuni - Valentina ha combattuto poco. E’ stata costretta a fermarsi, a subìre interventi chirurgici (dapprima ad una spalla nel febbraio di due anni fa, proprio lì a Sofia nello “Strandja) e successivamente nel 2018 ad una mano. 
Gli stop, i tempi di recupero, la delicata e sofferta ricerca di ritrovare la condizione fisica e i ritmi di prima. 
 
Ci sono stati - negli ultimi due anni - momenti gonfi di tormento. Dove Valentina ha indubbiamente faticato. Una situazione che avrebbe potuto toglierle delle certezze. Aggiungiamoci anche la beffa degli ultimi Campionati italiani Assoluti, nel dicembre scorso, con quel verdetto che ha lasciato tutti molto perplessi…
Tuttavia, la ragazza bolognese ha grande carattere. La solidità mentale è una delle sue più belle risorse, forse la più importante. E ha saputo reagire. Superando ogni momento difficile, infortuni e delusioni.
Solidità mentale, costanza, orgoglio, determinazione. Voleva fare bella figura allo “Strandja”. Ci è riuscita. Andando anche oltre le aspettative. 
Per coach Maurizio Stecca il 3-2 dei cartellini è un punteggio che sta stretto alla pugilessa azzurra. Per Stecca, la Alberti avrebbe meritato il verdetto unanime.
 
Parte da qua, da questa medaglia d’oro in un torneo di prestigio, il rilancio di Valentina Alberti. Che ora più che mai insegue un grande sogno. Partecipare alle Olimpiadi di Tokio. E’ competitiva per questo grande traguardo. Però… deve scendere di peso, e dunque di categoria. Dai 64 chili attuali deve arrivare a 60. Non è per niente semplice. Ci vorrà tanto sacrificio. Ma il sacrificio non spaventa Valentina Alberti. Ci prova. Ci proverà a fare i 60 chili, categoria di peso inserita nella manifestazione olimpica. Purtroppo, invece, non ne fanno parte i 64 chili.
Nella giornata della medaglia d’oro di Valentina Alberti, Irma Testa è andata a guadagnarsi il bronzo nella categoria dei 57 chili. La ventunenne di Torre Annunziata era stata sconfitta ieri in semifinale dalla campionessa europea, la bulgara Petrova.

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