
(Cieslak attende il disordinato attacco di Kalenga)
Il pugilato é un ascensore e per salire o scendere basta davvero poco. Per ogni pugile che avanza verso i piani alti, quasi sempre ce n’é un altro che sprofonda a terra. Questa metafora si é rinnovata all’Arena Hall di Legionowo, in Polonia, dove due giorni fa il 30enne massimo leggero franco-congolese Youri Kalenga (24-6-0; 17 ko), benché ancora relativamente giovane, ha probabilmente dato il malinconico e definitivo addio ai sogni di gloria.
E’ stato l’alto, semisconosciuto e imbattuto pugile di casa Michal Cieslak (18-0-0; 12 ko) a suonare la campana fatale per un pugile che sino a pochissimo tempo fa era ai vertici internazionali della categoria, arrivando persino a conquistare la cintura ad interim Wba contro Masternak nel 2014 a Montecarlo e a battersi per il titolo mondiale della medesima sigla l’anno successivo contro Lebedev (dignitosa sconfitta ai punti), sul ring di Mosca, oltre ad essersi impossessato di altri vari titoli nazionali e internazionali.
Kalenga è stata una vera “meteora”, se si considera che é passato professionista appena nel 2010. Una luce velocemente rivelatasi e ancor più velocemente tramontata.
Contro Cieslak, al quale rendeva parecchi centimetri in altezza, ha dimostrato poco senso tattico e gli si é lanciato contro come se avesse voluto vincere in poche battute, subendo un’infinità di jab e non riuscendo mai a raggiungere la distanza giusta. Già alla terza ripresa il transalpino ha vacillato sotto una serie precisa e veloce del polacco, arrivando provato al gong. Nonostante i saggi consigli dell’angolo, Kalenga ha continuato imperterrito a “sbattere” contro i colpi dell’avversario, certamente più inesperto, ma assai più lucido e razionale nella conduzione del match. Al 7° round, sostenuto dal caloroso tifo dei supporter, Cieslak ha premuto decisamente sull’acceleratore e per Kalenga é stato un vero e proprio calvario non cadere a terra. Ormai distanziato largamente ai punti, in piena crisi psico-fisica, al suono del gong dell’8^ ripresa Youri Kalenga é rimasto seduto sullo sgabello in segno di resa, benché mancassero appena tre minuti alla fine del match.
Evidentemente aveva dato tutto e ora il pugile che fu un protagonista dovrà accontentarsi di fare parte del gruppo dei “tanti”. Sempre che decida di continuare a salire sul ring, ma come comparsa e nulla di più.



