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Szeremeta troppo forte per Francillette e "fuochi artificiali" tra Tamba e Ismailov!

Szeremeta

Ieri sera, al Palais Litoral di Grande Synthe, nell’estremo Nord della Francia, il 29enne imbattuto polacco Kamil Szeremeta (19-0-0; 4 ko) ha difeso la cintura europea dei pesi medi contro il 30enne transalpino Andrew Francillette (21-2-1; 5 ko), surclassandolo ai punti con un facilità quasi irrisoria. Il foltissimo pubblico presente, nonostante la sede del match fosse una appena una cittadina, é praticamente rimasto annichilito dalla superiorità del detentore e mai, durante i dodici round, ha avuto la concreta speranza che il proprio pugile potesse farcela. In sede di presentazione della sfida avevamo pubblicato su queste pagine che per vincere Francillette avrebbe dovuto compiere un “semi-miracolo”. Infatti, purtroppo per lui, come quasi sempre accade non c’è stato alcun miracolo. A nulla é servita la preparazione sostenuta in gran parte a Cuba, così come le parole ottimistiche della vigilia e il caldo sostegno dei tifosi. Sul ring ci si sale in due e al suono del gong ogni altra cosa scompare, conta zero.

Lo sfidante ha provato, nelle prime sei riprese ad anticipare e a soffocare Szeremeta, ma senza risultati. Il polacco ha atteso, sornione e paziente, che Francillette si spegnesse quasi da solo. Ne ha controllato con irrisoria facilità il correre “a vuoto”, caratterizzato da tanti colpi quasi sempre fuori misura e del tutto privi di efficacia, quasi fosse impegnato in una leggera seduta di sparring. Solo al 7° round Francillette é riuscito a portare qualche colpo al corpo e un gancio destro, per altro dagli effetti minimi e si può considerare proprio questo il momento migliore del francese in tutto l’arco dei dodici round...Non é stato necessario a  Kamil Szeremeta  neppure premere molto sull’acceleratore. Ha continuato a “macinare” l’avversario evitando qualsiasi benché minimo rischio facendo, in sintesi, tutto ciò che voleva, totalmente padrone della scena. Al suono dell’ultimo gong, non c’era proprio bisogno di attendere la lettura dei cartellini, tant’era stata evidente la sua schiacciante superiorità. Comunque, il verdetto unanime ha premiato ovviamente il campione per 117-112,117-112 e 118-111 e Francillette, pur se con cartellini così ampi a proprio svantaggio, non può certo lamentarsene…

Il transalpino, che alla vigilia vagheggiava di strappare a Szeremeta le posizioni di vertice nelle classifiche Wba e  Wbc (2°) e Ibf (4°), alla fine del match ha detto: “Sono deluso, ma ho fatto tutto ciò che potevo, però Szeremeta é stato il migliore stasera. Sono stato prudente perché non volevo farmi prendere a freddo. Era una grande occasione e nonostante tutto sono contento di averla accettata. Bisognerà rivedere il combattimento, analizzarlo e trane i dovuti insegnamenti”.

La verità “nuda e cruda” é probabilmente soltanto una: il campione d’Europa é troppo forte per Francillette, per il quale certi traguardi sono davvero impossibili da raggiungere. Si tratta di un discreto pugile e nulla di più e a trentun’anni é evidente che conseguire consistenti progressi e salti di qualità è velleitario, perché a tale punto della propria carriera si é ormai quello che si é. Se ne deve fare una ragione.

Nel sotto-clou, per il vacante titolo nazionale dei supermedi, il 32enne franco-russo Shamil Ismailov (16-5-1; 13 ko) e il 27enne Gustave Tamba (12-1-0; 9 ko) hanno del tutto confermato la potenza sottolineata su queste pagine in sede di presentazione del combattimento, del quale avevamo ipotizzato la conclusione prima del limite.

Si é trattato infatti di un brevissimo match dalle emozioni esplosive. Al suono del primo gong, Ismailov ha preso a marciare con veemenza su Tamba per affondare le proprie “bombe” e questi commetteva l’errore di accettare la battaglia a viso aperto. Un tremendo gancio sinistro del franco-russo lo centrava in pieno facendolo cadere pesantemente al tappeto e quando si  é rialzato, é stato letteralmente aggredito dal rivale che “annusava” la vittoria per ko, perdendo in tal modo lucidità e raziocinio, andandosi letteralmente a schiantare contro un “destraccio” che lo faceva volare a sua volta a terra. Con le gambe molli e palesemente provato, Ismailov ha subito l’immediato e più freddo attacco di Tamba finché l’arbitro non interrompeva il match, constatando che non era ormai più in grado di difendersi.  

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