
(Il 19enne Leon 'Lethal' Lawson e il 21enne Sebastian “The Towering Inferno” Fundora)
Se dalle nostre parti un maestro annunciasse di allenare nella propria palestra un superwelter (kg. 69.85) di 19 anni e alto 1metro e 96 cm, forse tutti penserebbero ad un errore o ad una frottola da bar, tipo quelle del pescatore che cattura solo pesci dal mezzo metro in su…
Invece, al di là dell’Atlantico, non ce n'è soltanto uno di tali “spaghetti” lunghi-lunghi e sottili-sottili, ma addirittura due e, a scanso di equivoci, si parla non di “dilettantini” alle prima armi, dalla struttura fisica bizzarra e destinati a scomparire dal ring in poche battute! Si parla invece di pugili veri, con già vari match professionistici sulle spalle, i quali non destano solo curiosità, ma vero e proprio interesse da parte degli appassionati e degli addetti ai lavori statunitensi.
E tanto per sottolineare che non si sta esagerando per nulla, é sufficiente ricordare che se il primo é alto 1metro e 96cm, il secondo é...2 metri e 1cm. e per di più pure mancino!
Partiamo dal più “piccoletto”, Leon 'Lethal' Lawson, nato l'8 agosto 1999 a Flint, una cittò di circa centomila abitanti non lontana da Detroit, nel Michigan. Ha cominciato a praticare il pugilato sin dall’infanzia, conquistando poi nelle categorie giovanili ben dieci titoli nazionali, i Golden Gloves nel 2016 e l’oro ai Nazionali Assoluti. Ha indossato anche la canottiera degli Usa tra gli juniores, poi é passato tra i professionisti nel 2017. L'ha accompagnato sempre l'incredulità dei compagni di palestra, degli allenatori e del pubblico. Ogni volta che saliva sul ring per combattere o semplicemente per fare sparring, molti erano i sorrisini dipinti sul viso dei testimoni o gli occhi che si chiudevano ad ogni colpo lanciato da colui che gli stava di fronte. Tutti erano convinti che era solo un conto alla rovescio, ma presto, molto presto "Lethal" sarebbe finito metaforicamente in briciole. Chissà se il nomignolo gli era stato dato per i rischi che correvano gli avversari o non piuttosto lui? Ma, ostinato e pieno di volontà, passo dopo passo l'esile Leon Lawson ha messo a tacere, almeno per il momento, quasi tutti. In briciole non c'é finito. Anzi! Sino ad oggi ha sostenuto 9 match a torso nudo tutti vinti, 4 dei quali per ko. E il cammino é ancora tanto lungo...
L’altro “spilungone” si chiama Sebastian Fundora, nato il 28 dicembre 1997 a Coachella, cittadina di quarantamila anime tra le montagne della California, tra Los Angeles e San Diego. Fu il padre cubano Freddy a portarlo in palestra quando aveva appena otto anni, trasmettendo a lui come ad altri tre figli (ne ha sei) il proprio amore per la boxe che aveva praticato brevemente a livelli molto modesti. Secondo quanto si dice però in famiglia, la migliore sarebbe la "piccola" Gabriela, “stella” della Nazionale femminile statunitense nelle peso mosca a livello giovanile (ha 17 anni), avviata alla Noble Art a sei anni d'età...
La cosa strana é che Sebastian non era particolarmente alto rispetto agli altri bambini quando iniziò, ma é “esploso” verso le nuvole tra i 14 e i 15 anni e già era un pugiletto di buona fama tra i dilettanti. Si allenava al Coachella Valley Boxing Club e se ne infischiava di qualsiasi battuta venisse fatta sul suo conto e sulla sua presunta inadeguatezza fisica alle battaglie del ring. Quando fece il gran balzo tra i “prize-fighter”, papà Fred andò senza esitazioni da un manager di tanti campioni, Sampson Lewkowicz proponendogli d’ingaggiare il figlio ma questi gli rispose che non se la sentiva di amministrare un ragazzino così gracile perché non voleva rischiare di essere coinvolto in una tragedia. Fred non si arrese e l’invitò al prossimo match, garantendo di mettere contro Sebastian un rivale serio e infatti scelse Victor Toney, un giovane duro e imbattuto. Per semplice cortesia Lewkowicz accettò, lo vide e...lo prese "al volo" sotto le proprie cure! Ora sostiene che diventerà il più giovane campione del mondo nella storia dei pesi medi. Non é più soltanto il suo manager, ma il suo primo tifoso!
Vanta un record di 12 vittorie in altrettanti incontri, delle quali 8 per ko, perché il suo smisurato sinistro é una “fucilata”. Lo chiamano “The Towering Inferno” (Inferno di Cristallo, dal titolo del famoso film) e ciò la dice lunga su tante cose. Tra le sue vittime compaiono Marshall, Owens e Urista, pugili promettenti e dal palmarès di tutto rispetto.
Leon Lawson e Sebastian Fundora diventeranno dei veri campioni o dovranno limitarsi a guardare tutti dall’alto solo per l’altezza? Il tempo lo dirà. Intanto, teniamo occhi e orecchie orientati verso i due “watussi” d’America, perché già adesso sono comunque pugili sicuramente fuori dal comune! Immaginate Wilder, i fratelli Klitchko e Joshua con addosso 40 kg. in meno, può dare un'idea di come siano straordinari Leon e Sebastian. E la boxe ha bisogno di anche di storie e personaggi che si stacchino dagli standart dei pugili "normali". Servono a far parlare i tifosi, a stimolarne la fantasia, ad alimentare la curiosità, le previsioni e i ricordi...
Buona fortuna, ragazzi!



