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Stasera in Germania Kolaj contro Boesel: titolo d'Europa e match della vita!

Risultati immagini per Dominic Bösel in Halle gegen Orial Kolaj. boxing  weight photos

Stasera, alla Erdgas SportArena di Halle, città dell'ex Germania Orientale nei pressi di Lipsia, il 35enne albanese di Roma, Orial Kolaj (19-5-0; 12 ko foto a dx ), combatterà il "match della vita" contro il 29enne beniamino di casa Dominic Boesel (28-1-0; 10 ko), detentore della corona europea dei mediomassimi. Conquistare un titolo all'estero é sempre un'impresa difficile e in questa circostanza potrebbe esserlo ancora di più, dal momento che il nostro portacolori non si troverà di fronte un pugile "qualsiasi", ma colui che nello scorso gennaio é stato nominato "Pugile Tedesco del 2018" e occupa il primo posto nelle graduatorie iridate Wbo.

Soprattutto però non si può parlare di questo combattimento senza tornare al 16 febbraio dello scorso anno, quando sul ring del palasport di v.le Tiziano, a Roma, Kolaj s'impossessò della vacante cintura UE della categoria battendo ai punti (116-112, 116-112, 115-114) il marocchino di Spagna Mustafa Chadlioui (12-5-2; 8 ko), al termine di uno dei combattimenti più duri e drammatici svoltisi negli ultimi tempi in Italia. Le dodici riprese e il verdetto, per quanto unanime, sollevarono le veementi proteste di Chadlioui e specialmente del manager Gallego Prada, il quale presentò all'Ebu la richiesta formale per l'immediata, rivincita dicendone di "tutti i colori" riguardo al pugilato italiano e la compiacenza delle giurie. L'ente europeo, comunque, respinse l'istanza iberica. 

Ebbene, da quel giorno Orial Kolaj non é più salito sul quadrato, mentre Chadliouì ha disputato tre match, perdendone due. Una pura casualità o i postumi di un combattimento che potrebbe avere segnato entrambi gli indomiti protagonisti? Effettuare il rientro dopo un’inattività di 14 mesi e contro colui che probabilmente é il pugile più forte mai affrontato richiede enorme determinazione, coraggio e consapevolezza di essere nel pieno delle forze. Se il nostro rappresentante avrà totalmente recuperato gli svantaggi della disabitudine al match e gli eventuali esiti della guerra contro Chadlioui, allora per lui ci sarebbero delle buone chance.

Boesel, che si é riappacificato con il proprio allenatore “storico” Dirk Dzemski, é notevolmente più alto di Orial, usa bene il jab sinistro, si muove agilmente sulle gambe, ma dà la sensazione di soffrire i ritmi elevati e di non possedere elevate doti di potenza e d’incassaggio. Insomma, é un buon pugile, ma di certo non lo si può annoverare tra i tremendi “draghi” di cui la categoria é costellata, nonostante la forse eccessiva generosità con la quale la Wbo lo gratifica nel proprio ranking.

Tra le sue vittime (non sono tanti i nomi di reale livello internazionale), ricordiamo anche Mirko Ricci e Serhiy Demchenko, battuti entrambi ai punti. Ricci cedette, nell'ormai lontano 2013, per 98-91, 97-93 e 95-95 ed era in palio il titolo Youth Wbo. L'ucraino della capitale, a sua volta, perse appena un anno fa per 116-112, 116-112 e 118-110, proprio per la medesima e allora vacante cintura europea della categoria. In quella circostanza, specialmente nella parte finale della sfida, Boesel si trovò in notevole difficoltà e probabilmente salutò il suono dell'ultimo gong come una benedizione. 

Contro un tale rivale, sconfitto una sola volta in carriera nel 2017 per kot all'11° round da quel Karo Murat che nel 2008/09 battè due volte tra i medi Cristian Sanavia (ai punti e per kot) per il titolo continentale della categoria, é chiaro che Orial Kolaj dovrà essere in grado di esercitare una pressione costante, cattiva, dura per mutilargli il fiato, muovendosi di continuo sui fianchi e accorciando le distanze. Il detentore del titolo diventa insidioso se é in grado di combattere a ritmi abbastanza lenti e di far valere il netto vantaggio nell'allungo, ma quando viene aggredito va in crisi ed evidenzia una difesa piuttosto lacunosa ed elementare. 

Per lui, se vincerà, si apriranno stimolanti prospettive ai massimi vertici ed é scontato che il bollente pubblico di Halle lo sosterrà come non mai. Per Kolaj, dovesse compiere l'impresa, sarebbe il favoloso coronamento di un'avventura sul ring, iniziata nel 2008 in punta di piedi, giunta dove allora forse mai aveva immaginato. La stazza fisica, il fattore-campo e l'età rendono inevitabile che i pronostici pendano dalla parte di Dominic Boesel, però se il nostro Orial "The Eagle" saprà portare il match sul piano della battaglia, c'é da aspettarsi di tutto, perché quanto a "cuore" e resistenza alla fatica e al dolore Kolaj non ha proprio nulla da invidiare al campione. Anzi!  

Restano, quale enorme punto interrogativo, la prolungata inattività e le eventuali "cicatrici" nel corpo e nello spirito a seguito della "guerra" con Mustafa Chadlioui. Se Kolaj si fosse liberato di tale fardello, per lo spavaldo tedesco la serata di sabato potrebbe risultare assai più sofferta e difficile di quanto immagini. In caso contrario, é chiaro che tornare a Roma con la cintura ai fianchi diventerebbe purtroppo assai complicato.   

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