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Giovanni De Carolis punta a battere Gevor domani e sogna Canelo Alvarez

QUATTRO CHIACCHIERE CON GIOVANNI DE CAROLIS
Giovanni De Carolis (27-9-1, 13 ko) non solo è uno dei migliori pugili italiani dell'ultimo decennio ma anche del momento attuale, e forse dell'immediato futuro. Un personaggio che certo non fa che bene all'intero movimento. Laziale di Viterbo, De Carolis passa professionista nel 2007 e sembra poter avere solo una carriera in altalena tra vittorie nei sottoclou e sconfitte titolate, tra cui quella con Nespro per il titolo italianio dei medi e con Lolenga Mock per l'Unione Europea dei supermedi, la categoria che più gli si confà per struttura fisica, dal momento che nei medi perde anche con Signani, sempre cintura tricolore in palio. Poi cambia marcia, vince il Mediterraneo Wbc dei supermedi e l'International dello stesso ente nel 2012, l'anno dopo fa un figurone in Germania contro Abraham pur perdendo, vince l'Internazionale Ibf e nella difesa mette sotto anche l'allora quotatissimo Muhammad Ali Ndiaye, cosa che gli dà l'oppurtunità nell'ottobre 2015 di andare in Germania a contendere il mondiale Wba al tedesco Feigentbuz: Giovanni perde ma ingiustamente, qualche mese dopo l'avversario deve dargli la rivincita che lui vince alla grande per ko tecnico all'undicesima ripresa, titolo difeso pareggiando contro Zeuge, lo stesso avversario che nel novembre 2016 gli toglie la cintura con una conclusione prima del limite. Nel 2017 fa un solo incontro e lo perde, riparte lo scorso anno con un buon test a Nepi vinto per ko tecnico alla seconda ripresa, quindi la sfortunata avventura australiana e la sconfitta contro il giovane Akkawy solo ai punti. Ma De Carolis non demorde: conquista per la prima volta il titolo italiano dopo un grandissimo match contro Roberto Cocco, poi fa suo un altro titolo vero, l'Internationl Wbc dei supermedi, battendo il romeno-fiorentino Dragan Lepei che gli era succeduto come campione tricolore. Domani, nella grandissima serata targata Davide Buccioni e la sua Bbt a Ostia Lido, presso il Parco della Pace, Giovanni difende la sua cintura contro il tedesco-armeno Khoren Gevor (43-9, 17ko), già campione europeo dei medi e tre volte sfidante mondiale tra medi e supermedi. Nello stesso evento, Michael Magnesi andrà all'assalto dell'International Silver Wbc dei superpiuma contro quell'Emanuel Lopez che della categoria è stato addirittura iridato ad interim, quindi quattro incontri di sottoclou.
Attenzione alla diretta televisiva: dalle ore 21 su Sportitalia per i titoli, a seguire su Mediasport Channel (canale 814 di Sky) per il sottoclou.
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- Giovanni, tornato dall' Australia ti sei rimesso in pista alla grande, hai fatto due bellissimi match e conquistato due cinture importanti che ti mancavano. E ora il match con un pugile vero e dalla grande esperienza come Gevor.
-I match con Cocco e con Lepei sono stati entrambi molto impegnativi. Cocco per la grande esperienza che ha, Lepei per la freschezza e l'esplosività. Questi due incontri mi hanno dato segnali molto positivi, per cui la mia intenzione è quella di ambire a traguardi importanti a livello internazionale, e questo vuol dire affrontare avversari decisamente ostici. Khoren Gevor è uno di questi.
- La serata di domani riveste una grandissima importanza, del resto Davide Buccioni ultimamente sta lavorando molto su percorsi davvero notevoli, sia a livello organizzativo che logistico.
-Davide è uno che a livello lavorativo si rimbocca sempre le maniche, la serata ha due titoli importanti e un sottoclou di incontri dal risultato non scontato. Il pubblico verrà a vedere un grande spettacolo. Anche stavolta Davide si è fatto veramente in quattro per superare tutte le difficoltà e offrire una serata davvero sopra le righe. Nella boxe di oggi puoi trovare una bellissima cornice, ma se poi offri dei match dal risultato già preconfezionato che non facciano appassionare le persone, allora diventa un problema. A Buccioni va dato atto del lavoro che sta facendo.
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-In effetti in Italia si sta lavorando in maniera molto diversa dal passato, cercando di non ripercorrere gi stessi errori di far allontanare la gente.
-L'attività si sta moltiplicando, solo su Roma ci sono eventi in maniera assidua e praticamente ogni settimana. C'è grande fermento e grande voglia di mettersi in gioco, soprattutto tra i pugili giovani.
- Cosa pensi di Michael Magnesi?
-Michael è un ottimo prospect, personalmente lo conosco da quando era youth. E' sempre stato un ragazzo dalle grandi doti offensive, un attaccante dal gran ritmo e dal gran cuore. Match come quello che deve affrontare domani sono non dei test, ma delle vere e proprie sfide che lui deve vincere anche per aumentare il suo bagaglio d'esperienza, che poi gli sarà utile quando dovrà affrontare avversari veramente forti. Come dico sempre, i cavalli si vedono all'arrivo, e lui sembra davvero un gran cavallo. Le incognite nella carriera di un pugile sono tante, ma lui ha tutte le carte in regola per fare grandi cose.
De Carolis vs Gevor Roma 21 giugno
- E' lo stesso tipo di carriera che, con le dovute proporzioni, un passettino per volta, hai affrontato anche tu.
-Io ho sempre combattuto senza fare attenzione se lo facevo in casa o fuori. Mi sono sempre fatto trovare pronto. Sono un amante del pugilato, quando mi chiamano soprattutto all'estero a combattere mi si accende una scintilla, non posso rifiutare, mi piace davvero troppo. Tutte queste esperienze mi hanno davvero dato tanto, mi hanno fatto crescere, mi hanno dato soddisfazione e fatto diventare il pugile che sono. Penso che ognuno di noi abbia il suo tipo di percorso, magari Michael affronterà dei tipi di difficoltà diverse da quelle che ho affrontato io e acquisirà consapevolezze di altro tipo. Mi auguro soprattutto che combattendo all'estero non si trovi mai di fronte a giudizi casalinghi come parecchie volte è capitato a me. Un verdetto ingiusto e avverso può essere demotivante, ma mai diventare la scusa per mollare. Un atleta deve cercare di adattarsi anche davanti alla peggiore delle ipotesi.
-Torniamo a te. La domanda sorge spontanea, visto che oltre che essere un pugile sei un autentico appassionato che conosce molto bene il mondo della boxe: c'è qualche campione dei supermedi o categorie limitrofe che ti piacerebbe affrontare?
-Se tu facessi questa domanda a un praticante e grande appassionato di calcio quasi sicuramente ti direbbe che vorrebbe affrontare il migliore. Potendo, chiunque vorrebbe davanti Cristiano Ronaldo, solo per dirne uno. Poi perdi 10-0, però hai affrontato Cristiano Ronaldo e non uno qualsiasi. Io, da pugile, potessi affrontare il più forte, il più quotato di tutti, lo farei anche domani, pur conoscendo tutte le difficoltà. Quando Rocky Fielding affrontò Alvarez, pur non facendo una grande figura, io pensai, chissà che bello e che soddisfazione riuscire a fare un match del genere, in grandissime arene, contro una stella assoluta come il messicano. Di pugili interessanti con cui mi piacerebbe confrontarmi ce ne sono tanti, Alvarez è uno che salta dai medi ai supermedi, fa un po' come gli pare, e sarebbe uno spettacolo fare un match con lui. Questo non vuol dire sapere di essere all'altezza di uno come lui o batterlo senza problemi, è una questione di sport, di accettare una grande sfida e affrontarla al meglio delle proprie possibilità. Nei supermedi ci sono i campioni di sigla, Caleb Plant dell'Ibf, Anthony Direll della Wbc, il John Ryder che ha battuto Akkawy con cui io ho perso in Australia, che sono atleti fortissimi. Se dovessi esaudire un sogno, però, vorrei affrontare “Canelo” Alvarez.
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- Per non dire che poi nella boxe può anche accedere l'impossibile...
-Guarda quello che è capitato con Ruiz. Partito da inesorabilmente battuto è riuscito a zittire il mondo. Nella boxe non si può mai dire, basta un colpo portato in maniera micidiale e può succedere anche quello che si penserebbe impossibile. Oddio, le forze in campo spesso si conoscono molto bene, ma è pure vero che l'inaspettato e l'imprevedibile può sempre essere dietro l'angolo.
Andrea Bacci

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