
Per un errore del terzo uomo cambia di mano un titolo!
E' molto grave quando è un arbitro a determinare, anche se crediamo involontariamente, un risultato di un match, tanto più di un titolo di sigla, in questo caso quello dei minimosca WBO. L'arbitro è il signor Thomas Taylor, il danneggiato è l'ormai ex campione di sigla portoricano Angel Acosta e il beneficiato il messicano Elwin Soto. Era appena iniziata l'ultima ripresa di un match che Acosta, stava nettamente vincendo ai punti, secondo noi 8 , per i giudici un po' meno, quando Soto durante uno scambio in cui stava subendo ha indovinato un gancio sinistro al volto che scombussolava Acosta il quale arretrava alle corde con le gambe molli. Soto si lanciava per approfittare dell'unica situazione che poteva dargli la vittoria, l'arbitro si frapponeva e dichiarava la sua vittoria per K.O.T! L'errore, grave, sta nel fatto che Acosta era sicuramente in difficoltà ma era lucido, aveva le mani alte a protezione e replicava. In questa situazione un match non va fermato, tanto meno di questa importanza e Acosta ha tutto il diritto di lamentarsi. Nessuno può sostenere che Acosta sarebbe arrivato comunque in piedi a fine round e col titolo ancora in tasca ma nessuno può sostenere neppure il contrario!
Il match era stato bello e combattuto fin dal suo inizio. Soto si muoveva molto sulle gambe attorno ad Acosta portando un insidioso gancio destro da lontano che girava intorno al braccio sinistro di Acosta per arrivare al capo.Acosta, accreditato dalla fama di grande picchiatore e comunque in grado di produrre una boxe elegante tutta fatta di colpi in serie per linee soprattutto interne, in particolare con un destro in gancio subito doppiato da un montante corto sempre di destro. Però al 3° round Soto metteva subito a terra Acosta con un uno-due gancio sinistro-diretto destro. Acosta si rialzava un po' scosso ma Soto non riusciva a capitalizzare anche perché per frenesia si gettava in avanti mettendo a terra Acosta con una mossa da wrestling che costringeva l'arbitro al richiamo, cosa che consentiva al portoricano di rifiatare.
Nello stesso round però Acosta cominciava a trovare le contromisure portando sempre più serie sopra e sotto arrivando a dominare il 5° round e a vincere secondo noi tutti gli altri più o meno chiaramente. Meravigliava casomai la resistenza del 22enne Soto che dimostrava di avere una mascella di granito. Si arrivava così al regalo dell'arbitro nel 12° round. Dire che una rivincita si imponga è d'obbligo. Possibilmente con un altro arbitro...



