Domani l'asta ufficiale che deciderà se Kaba potrà difendere il tricolore a Bologna contro lo sfidante ufficiale Luciano Randazzo, In questo caso il programma vedrà sul ring altri pugili professionisti di palestre bolognesi. Frattanto il ferrarese Marcello Matano è in piena preparazione per il titolo del Mediterraneo del 14 luglio a Sequals, dove affronterà Khallladi. E il compagno di palestra alla Ferrara Boxe, Nicola Cristofori, farà il rientro il 20 settembre a Schio, nel sottoclou dell’Europeo di Rigoldi

(Da sinistra: Kaba, Salis, Crepaldi, Balducci, Cristofori, Zgurean)
Di Maurizio Roveri
Metti una domenica di fine giugno. All’ora del tramonto. Una ventina di pugili, fra Dilettanti e Professionisti, si danno appuntamento davanti alla palestra bolognese della Boxe Le Torri, in zona Pilastro. E’ da anni il regno del maestro Paolo Pesci. E’ la… casa di Arblin Kaba il neo-campione d’Italia Pro dei superleggeri. Che qui è pugilisticamente cresciuto.
Di fronte all’impianto della Boxe Le Torri si estende, su un terreno dolcemente ondulato, un gradevole parco. Intitolato a Pier Paolo Pasolini, il celebre scrittore e regista nativo di Bologna.
Su una collinetta, circondata da alberi che mitigano la calura d’una giornata che ha avuto un picco da 35 gradi, spunta il ring. Il programma prevede una intensa, interessante, avvincente “sguantata”. Un’ora e quaranta minuti a ritmo elevato. L’idea è di Paolo Pesci, l’allenatore della Boxe Le Torri, che per questa iniziativa si è avvalso della collaborazione di Moreno Barbi il tecnico della Boxe Regis. Coinvolgendo inoltre Sergio Di Tullio maestro della Tranvieri e Roberto Croce maestro della Ferrara Boxe.
Apprezzabile e importante questa bella collaborazione. Fra società, fra maestri. E’ un periodo vivace e interessante per il pugilato in Emilia-Romagna, in particolare si registra una confortante e positiva ripresa dell’attività Professionistica.
Una bella occasione, quest’iniziativa bolognese, per radunare tutti i sei pugili Professionisti del capoluogo regionale: Arblin Kaba (Boxe Le Torri), Mario Salis (Regis), Marco Balducci (Tranvieri), Pavel Zgurean (Le Torri), Antonio Casali (Tranvieri), Daniel “Cuba” Quiroz (Le Torri). Oltre ai bolognesi, da Ferrara Roberto Croce ha portato l’ex-campione d’Italia dei welter Nicola Cristofori e il 69 chili Riccardo Crepaldi, dilettante ventiduenne con già 66 match disputati, Professionista dal prossimo 1 gennaio. Marcello Matano - l’ex-campione d’Italia e Intercontinentale IBF - domenica non c’era ma… lui aveva già dato. Nel senso che appena un paio di giorni prima - in un pomeriggio infernale per il grande caldo all’interno della palestra della Boxe Le Torri - Marcello s’era sobbarcato con Arblin Kaba quattro riprese di grande energia. Boxando forte, boxando duro. Come un match vero. Ed era stato spettacolo.

Il gruppo completo di pugili (Professionisti e Dilettanti) che si sono dati
appuntamento nel Parco di fronte alla palestra della Boxe Le Torri di Bologna
Sguantate rapide, da 1 round o 2 da due minuti, poi cambio al volo, pugili che scendono e pugili che salgono al volo, un susseguirsi di confronti in continuità. Con Paolo Pesci, padrone di casa, a fare da arbitro. E Moreno Barbi al microfono, a presentare ogni pugile e contribuendo pertanto a dare più colore a questo spontaneo happening sul far della sera.
Hanno cominciato i Dilettanti, ragazzi in rappresentanza di sei palestre. Una delizia per gli occhi la bella boxe di Sophia Mazzoni (Ferrara Boxe), 14 anni, azzurrina, 52 chili, medaglia d’argento conquistata recentemente, l’1 giugno, ai Campionati Europei Under 17. A Galati, in Romania. Decisamente interessante, questa ragazza che già due volte ha lasciato il segno del proprio talento nel Torneo Nazionale Italia “A.Mura” a Roccaforte Mondovì. All’età di 14 anni, Sophia ha già combattuto 16 match vincendone 11.
Domenica ho visto anche Pamela Malvina Noucho, ventisettenne atleta di grande fisicità della Bolognina Boxe, “fare i guanti” con due maschi. L’uno dopo l’altro. Facendosi rispettare.
Poi, è stata la volta dei Professionisti. Assieme a loro sono saliti sul ring un “quasi” Pro, Riccardo Crepaldi. E il diciassettenne Kevin Mustafaj “gioiellino” coltivato da Pesci, a rappresentare il domani della Boxe Le Torri.
Otto confronti in queste “sguantate” intense, utilissime, divertenti: Salis-Crepaldi 1 round; Kaba-Salis 1 round; Kaba-Cristofori 2 round; Kaba-Balducci 1 round; Balducci-Cristofori 1 round; Balducci-Mustafaj 1 round; Crepaldi-Mustafaj 1 round; in chiusura 2 riprese di guanti fra I superfisici Zgurean (supermedio) e Quiroz (medio).
Non ha fatto i guanti Antonio Casali, il veterano della Tranvieri aveva combattuto venerdì nel milanese un match impegnativo cedendo ai punti all’ottimo Fateh Benkorichi sulla distanza dei 6 round. Tuttavia, ha voluto essere presente a bordoring, per stare assieme ai compagni. C’era uno spirito molto positivo e collaborativo in questa simpatica iniziativa organizzata da Pesci. Con la collaborazione di Barbi, Croce e Di Tullio.
MATANO PRONTO PER KHALLADI - Marcello Matano non s’era risparmiato, venerdì della settimana scorsa. Facendo a cazzotti con Arblin Kaba, e collaudando il ritmo in vista dell’importante combattimento del 14 luglio a Sequals contro Momo Khalladi. In palio il titolo del Mediterraneo IBF dei pesi welter. Matano e Kaba avevano dato vita ad una sessione di guanti decisamente vibrante. Neanche il calore, all’interno della palestra bolognese di un pomeriggio torrido, aveva ridotto l’impeto e gli slanci di due pugili di valore. “Che botte! Quattro riprese che valgono per otto…”, l’esclamazione di Paolo Pesci. Il maestro bolognese, parlando della sfida del ferrarese al tunisino residente in Liguria, commenta: “Sarà un match duro, durissimo. Sia per Matano, sia per Khalladi. Penso tuttavia che alla distanza che a prevalere sarà Matano, perchè è in grado di esprimere un ritmo elevatissimo al quale Khalladi forse non è abituato. E poi conosco Marcello e so con quanta applicazione, con quanta costanza, con quanto sacrificio si alleni. Inoltre, dopo quelle dure e coraggiose battaglie nelle semifinali mondiali dei superwelter contro Williams e Vitu, ha pian piano ripreso decidendo di scendere di categoria. E credo che da welter il suo rendimento sarà più efficace”.
Roberto Croce, allenatore storico di Marcello Matano (cominciarono insieme nel 2006 il loro percorso, l’uno da insegnante e l’altro da pugile), ammette che si tratta di un combattimento gonfio di insidie. “Khalladi ha un pugilato che non è di semplice interpretazione. E’ imprevedibile, molto imprevedibile. Accetta lo scambio, ma è anche mobile, agile sulle gambe, si muove molto velocemente. E dunque per Matano non sarà un match così scontato come i suoi combattimenti ad alto livello potrebbero far credere…”.
Marcello Matano, va ricordato, in carriera ha sostenuto 3 match per il titolo italiano dei superwelter (2 vittorie e 1 sconfitta), 3 incontri per l’Intercontinentale IBF (tutti vinti, a Ferrara) e successivamente due coraggiose e terribile battaglie valide come semifinali mondiali, perdute entrambe per KOT, contro Julian Williams (attuale campione del mondo) negli Stati Uniti, e contro Cedric Vitu a Parigi. Avversari fortissimi, Julian Williams, il “J Rock” di Philadelphia, superwelter dalla struttura da peso medio, e il mancino francese Vitu, già 5 volte campione d’Europa, 47 combattimenti vinti su 50 disputati. Chiaro che due durissime e sofferte battaglie di questo tipo (una nel 2016 e l’altra nel 2017) hanno lasciato il segno. Lo ammette il maestro Roberto Croce. “Il recupero non è stato semplice. C’è voluto tempo, c’è voluta pazienza. Adesso ha completamente recuperato. Sta bene. E da peso welter Marcello è nella categoria più adatta alle sue caratteristiche fisiche. Stiamo andando in giro a fare i guanti. Con Orlando Fiordigiglio, con Matteo Signani, con Arblin Kaba”.
PROBABILMENTE KABA INCONTRERA’ RANDAZZO A BOLOGNA - La prima difesa del titolo italiano dei pesi superleggeri da parte di Arblin Kaba, il portacolori della Boxe Le Torri e del pugilato bolognese, si farà a Bologna se domani l'esito dell'asta ufficiale sarà favorevole . Lo sfidante ufficiale è Luciano Randazzo. Sarà il ritorno di un campionato italiano professionistico nella città delle Due Torri a distanza di sette anni dall’ultimo match tricolore, quello del peso medio Simone Rotolo. Quando il bolognese sconfisse Cosseddu nel novembre 2012.
Arblin Kaba è il miglior professionista prodotto dalla boxe petroniana nel dopo-Rotolo. Il 24 maggio scorso, nel suo primissimo match per un titolo, ha sconfitto un avversario difficile e molto più esperto quale Massimiliano Ballisai sul ring di Mantova. Conquistando la cintura di campione d’Italia e mantenendo l’imbattibilità. Kaba, che è pugile professionista dal 26 dicembre 2016, ha sempre vinto. 11 match, altrettante vittorie. Nato in Albania, Arblin è in Italia fin da ragazzetto. Dapprima in Puglia, dove cominciò a praticare la boxe nella palestra Taralli di Foggia, poi a Bologna dove risiede da oltre cinque anni.
Venticinquenne, Kaba ha la cittadinanza italiana da metà 2017. Il suo avversario la sera dell’11 ottobre sarà Luciano Randazzo. Che è lo sfidante ufficiale designato dalla Federazione Pugilistica Italiana. Ventiseienne, siciliano nativo di Lentini, residente ad Alessandria, Randazzo si prepara nella palestra della Boxe Valenza. Era lui il pugile designato come sfidante ufficiale di Ballisai, ma un infortunio al volto lo costrinse a rinunciare al combattimento del 24 maggio a Mantova. Il suo posto venne preso proprio da Arblin Kaba. Ovviamente Randazzo ha mantenuto la sua qualifica di sfidante ufficiale. Ha 26 anni e presenta un record di 13 vittorie, 3 sconfitte, 3 pari.
Kaba, da ragazzo umile e intelligente, sa che ogni avversario va rispettato. A maggior ragione uno sfidante ufficiale. Per la prima volta Arblin interpreta il ruolo di campione. Impegnativo e delicato. Inebriante ma, al tempo stesso, scomodo. La gente, adesso, si aspetta sempre performances di alto livello.
“Randazzo è buon pugile. E’ stato campione d’Italia anche lui. Pugile di vasta esperienza. Possiede un ritmo intenso, è mobile, però non mi sembra particolarmente pericoloso con le mani. Non è uno che fa male. Però, questo non significa che non sia un avversario valoroso e difficile. Andrà affrontato molto attentamente. E al meglio della condizione, proprio com’ero in occasione del combattimento con Massimiliano Ballisai. Questo è il livello dei match, e degli avversari, che sono chiamato ad affrontare. Sicuramente affronterò il prossimo incontro con una carica superiore. Chiaro che superando un avversario del valore di Ballisai, e conquistando il titolo di campione d’Italia, acquisisci delle certezze importanti. Certezze che in realtà avevo anche prima, ma che ora sono accentuate. Io ovviamente sto lavorando per migliorarmi. Ad esempio, voglio diventare più efficace sul piano del tempismo”.
Una curiosità: Arblin Kaba è il primissimo prodotto della boxe bolognese ad aver vinto il titolo italiano nella categoria di peso dei superleggeri.
CRISTOFORI NEL SOTTOCLOU DI RIGOLDI - Una sconfitta prima del limite non è mai indolore. Se poi… si porta via il titolo italiano, si trasforma in un mare di tormenti. Sono le sensazioni che ha provato il ferrarese Nicola Cristofori. Era il campione d’Italia dei pesi welter. Stava già cominciando ad accarezzare sogni più ambiziosi, perchè quando si ha 24 anni è bello sognare, e nulla faceva pensare ad una serataccia così storta come quella dell’8 marzo scorso sul ring del PalaSantaFilomena di Chieti. E invece è accaduto…
Quella sera Cristofori non andò oltre le cinque riprese. Perdendo il match, e il titolo, per kot al 5° round.
“Non c’ero. Non c’ero con le gambe. E anche con la testa non ero lì. La nascita del figlio, proprio in quei giorni. E anche qualche difficoltà a rientrare nei limiti di peso, negli ultimi giorni in particolare. Ecco che cosa può avermi condizionato quella sera di quattro mesi fa in Abruzzo. Non ero io. Il mio avversario, Cavallucci, era invece agguerrito, carico, reattivo. La mobilità di gambe è la caratteristica principale del mio pugilato. Quella sera stranamente ero fermo. Poi è arrivato un colpo d’incont ro e mi ha spento. E’ capitato, purtroppo. Appunto, è capitato. Il passato me lo lascio alle spalle. Guardo avanti, ora. Guardo al domani. La delusione di Chieti l’ho smaltita. Sono pronto a rimettermi mi gioco e a ripartire. Farò tesoro di quell’esperienza amara, voglio farla diventare utile. Aspetto la sfida fra Cavallucci e Tobia Loriga, che si svolgerà il 4 ottobre a Crotone. Poi toccherà a me affrontare il vincitore. E mi riprenderò il titolo. Ma prima, molto prima, farò il mio rientro sul ring. Quando? Il 20 settembre, a Schio, nel sottoclou dell’Europeo dei supergallo di Luca Rigoldi. Il vicentino difenderà il suo titolo EBU dall’assalto di Olexander Yehorov”.
ZGUREAN CHIAMA CHIOCHIU - Stava conducendo un buon match, Pavel Zgurean, la sera del 9 marzo nella palestra della Bolognina Boxe. Addirittura si stava disimpegnando meglio del previsto, tenendo conto che non saliva sul ring da nove mesi (per sei-sette mesi s’era dedicato alla scoperta dell’Europa, un viaggio come esperienza di vita). All’improvviso, nel corso del quinto round, il supermedio della Boxe Le Torri si trovò lungo disteso al tappeto. Buttato giù da un maligno gancio corto, rapido e preciso, di Petru Chiochiu. Era un derby moldavo. Facendo leva sull’orgoglio e sulla sua forza fisica, Zgurean riuscì a rialzarsi. Con uno sforzo notevole. Però ai primi passi l’equilibrio si rivelò precario e l’arbitro sospese il conteggio decretando giustamente il kot. Da quella sconfitta prima del limite sono trascorsi quattro mesi. Pavel sta da tempo lavorando duro in palestra. Ha ritrovato i riflessi e il ritmo dei giorni migliori. Chiede la rivincita a Chiochiu. “Ritroviamoci di nuovo faccia a faccia sul ring! Se ti senti più forte, non dovresti avere problemi a concedermi questa opportunità”. Così dichiara Zgurean. La sfida è lanciata…
La rivincita fra il moldavo residente a Monselice e il moldavo della Boxe Le Torri Bologna potrebbe avvenire l’11 ottobre, nel contorno professionistico del tricolore di Kaba, in quella che sarà una “serata speciale” per Bologna. A proporre l’evento sarà la collaudatissima Organizzazione di Mario Loreni. In occasione di quell’evento il maestro bolognese Paolo Pesci vorrebbe vedere sul ring tutti tre i suoi Professionisti: e dunque, oltre a Kaba, anche il supermedio Pavel Zgurean e il medio Daniel Quiroz detto “Cuba”. Inoltre, Marco Balducci l’abruzzese che frequenta l’Università a Bologna e pugilisticamente è tesserato per la Tranvieri del maestro Di Tullio. “Balducci è pugile interessante, possiede una grande etica del lavoro - afferma Di Tullio - e merita di essere seguìto, appoggiato”.



