
Due giudici con un punteggio vergognoso al momento del K.O.T
Il trentaquattrenne picchiatore russo Artur Beterbiev è il nuovo campione del mondo dei pesi mediomassimi. Ha conquistato il titolo sul ring di Filadelfia battendo per K.O.T al 10° round l'ucraino Oleksandr Gvozdyk , trentaduenne alla seconda difesa di un titolo conquistato in circostanze drammatiche ai danni dell'haitiano canadese Adonis Stevenson. Beterbiev raggiungecosì la 15esima vittoria prima del limite in altrettanti incontri professionistici, una cosa impressionante, ma il barbuto pugile russo ha anche una grande carriera professionistica alle spalle, campione europeo e del mondo ai mondiali AIBA di Milano nel 2009.
Si può parlare di progressiva demolizione per questo match dove Beterbiev ha bissato una vittoria ottenuta su Gvozdyk fra i dilettanti sempre prima del limite. L'ucraino aveva cominciato meglio nel primo round andando a spasso per il ring girando a destra per tenere lontano il destro del russo, e utilizzando bene il jab e le combinazioni. A fine round Beterbiev ha rotto gli indugi e Gvodzyk è andato al tappeto su quella che era una spinta con aggiunta tenuta che l'arbitro Gary Rosato, parecchio in difficoltà in questo match, ha ritenuto un valido atterramento. Per fortuna la commissione della Pennsylvania utilizza l'instant replay e ha rovesciato il giudizio arbitrale.
Gvodzyk è stato nel match per la prima metà ma la sensazione che la fisicità e la potenza di Beterbiev fossero prevalenti erano evidenti. Il russo ha cominciato a mettere in atto un poderoso lavoro al corpo. In reatà l'ucraino è rimasto nel match solo fino a quando ha potuto sopportarlo poi ha cominciato a cedere e lì si è capito che il match poteva finire prima del limite. Beterbiev non è un pugile che si preoccupa apparentemente molto di difendersi, in realtà il suo movimento di tronco e anche il suo jab non sono poi da sottovalutare. Certo in questo settore Gvodzyk sembrava meglio ma tutto questo poi non conta se non sei in grado di far male. Intendiamoci, il record dice cheanche Gvozdyk è uno dal pugno pesante ma Beterbiev per ora appare fatto di ferro ed è ancora più potente. All'angolo di Gvozdyk il trainer Teddy Atlas ha continuato a incoraggiarlo a muoversi ed ha pure lavorato sotto l'aspetto psicologico ma c'era poco da fare, la resistenza del suo protetto andava sgretolandosi.
L'antipasto della fine è arrivato all'inizio del 9° round quando un sinistro al corpo di Beterbiev ha fermato Gvozdyk che ha di fatto fermato l'incontro come fosse basso, l'arbitro non ci ha capito nulla e neppure Beterbiev che si è fermato a sua volta. Pochi secondi che hanno consentito a Gvozdyk di riprendere ma da quel momento Beterbiev l'ha dominato in un round penoso per l'ucraino, forse da 10-8. Beterbiev lo colpiva sotto e sopra, gli entrava nella guardia ed arrivava a corta distanza con facilità.
Nel 10° round Gvozdyk andava giù su un destro sopra che però era solo l'ultimo colpo di una prolungata demolizione. Si rialzava ma poco dopo una combinazione sinistro-destro lo rimetteva giù. Il sudatissimo arbitro Rosato lo contava, Gvozdyk si rimetteva in piedi e veniva avvisato che era all'ultima chance. L'ucraino provava a ribattere all'assalto del russo ma poi rimetteva il ginocchio a terra e l'arbitro diceva basta.
La categoria si arricchisce di un temibile campione che ora ha anche il titolo di sigla IBF oltre al WBC che già possedeva. Ma ciò che conta è che sia il vero campione del mondo. Da segnalare che due giudici su tre l'avevano in svantaggio, uno addirittura di 4 punti. La soluzione prima del limite ha evitato uno scandalo!



