QUATTRO CHIACCHIERE CON DOMENICO "MIRCO" VALENTINO

Domenico Valentino, Mirco per gli amici, è finalmente davanti alla grande chance nella sua carriera professionistica, dopo i grandi successi ottenuti da dilettante.
Il trentacinquenne poliziotto di Marcianese, dopo otto match tutti vinti (uno solo prima del limite) questo venerdì a Milano, all'Allianz Cloud con diretta televisiva su Dazn, nell'ennesima serata targata Opi Since '82 e Matchroom, avrà l'occasione di poter strappare il titolo Europeo dei pesi leggeri al campione belga, Francesco Patera, un match che si presenta dall'esito incerto ma certamente spettacolare. Nella sua ultima uscita italiana Patera (22-3, 8ko) aveva destato una grandissima impressione per come si era liberato dello sfidante Paul Hyland, match chiuso con un duro ko. In questa vigilia abbiamo sentito le impressioni di Valentino, e lo abbiamo sentito particolarmente carico.

-Sei già a Milano, hai fatto la conferenza stampa. Cosa farai da qui a venerdì?
-Scarico, streaching, sauna per migliorare il peso di domani. Insomma cose tranquille. Ho la coscienza pulita per come ho lavorato e sono assai sereno.
-Patera è sicuramente un'ottimo pugile...
-Sono abituato a questi match e a queste vigilie. Anche da dilettante mi è capitato di affrontare pugili che il giorno prima sembravano Tyson, poi sul ring erano morti. Ogni match ha la sua storia. Alla fine è sempre il ring a dire l'ultima parola.
-Come ti sei preparato a questo appuntamento fondamentale per te?
-Mi sono concentrato su ogni aspetto, ho lavorato su tutto, anche sul corpo a corpo. Mi sono goduto la preparazione, l'ho fatta al meglio senza tralasciare nulla e sono soddisfatto. Poi a me non piace parlare molto, non posso dire cavolate, che farò questo o farò quest'altro. Come dico sempre sarà poi il ring a parlare.
-E' una vigilia dove non sei esattamente il favorito...
-Infatti mi danno per sfavorito, ne sono consapevole, ma la cosa mi esalta ancora di più. Mi davano per sfavorito anche ai Mondiale del 2009, sempre a Milano, poi sappiamo come è finita. La strada che credo di aver preso per fare il meglio possibile è quella giusta.
-Devi dire grazie a qualcuno?
-Il primo è il mio maestro Raffaele Munno. La dedica di ciò che farò è sicuramente per lui. Da Marcianise mi seguiranno i parenti e gli amici più stretti. In questi giorni ho avuto incoraggiamenti anche da Parrinello, Clemente (Russo, ndr) e Roberto (Cammarelle, ndr). Sono pronto.
Andrea Bacci



