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Michel Soro sbriciola i sogni di Cedric Vitu: il derby francese é suo!

SoroVitu

di Gualtiero Becchetti

Ieri sera, all’AccorHotels Arena di Parigi, l'attesissimo derby che da anni tutta la Francia aspettava tra il superwelter ivoriano di Villeurbanne, Michel Soro (34-2-1; 23 ko) e il mancino di Creil, Cedric Vitu (47-3-0; 19 ko), valevole per il vacante Mondiale Gold Wba, ha emesso la propria sentenza con il successo di Michel per kot al 5° round. Dopo la durissima battaglia, con il volto impietosamente segnato dalla punizione subita, Vitu ha detto le parole che ci si attendeva: "La boxe é uno sport estremamente duro e ad essa ho dedicato vent'anni della mia vita. Ora é arrivato per me il momento di lasciare e di ritornare a tempo pieno in seno alla mia famiglia. La mia carriera di pugile termina qui".

Soro e Vitu da anni erano divisi da una fiera rivalità e invero a volte eccedevano pure, perché oltre ad essere due "galletti" nel medesimo pollaio, si detestavano proprio coltivando un'antipatia reciproca con pochi riscontri simili nell'intero sport transalpino. Parlando di pugilato in Francia con qualsiasi appassionato, i loro nomi entravano sempre in ballo dopo pochi minuti, in una sorta di Benvenuti-Mazzinghi  in "salsa" francese. Il vagheggiato derby però, per una ragione o per l'altra, non si era mai realizzato. Sino a ieri. E stavolta non lascia dietro di sé polemiche o proclami di rivincita. Solo un velo di malinconia, come sempre accade quando un bravo pugile e un bravo ragazzo come Cedric Vitu crolla brutalmente ed esce per sempre dal magico quadrato limitato da sedici corde. Avevamo espresso il parere che Soro fosse nettamente favorito e non a caso. L'ivoriano di Francia é forte in tutti i sensi: mentalmente, atleticamente e tecnicamente. Ha ancora grandi ambizioni e sogna di battersi con i grandissimi della categoria perché é consapevole di non avere raggiunto neppure l'apice della proria già prestigiosa carriera. Vitu, che avevamo conosciuto per la prima volta quando aveva battuto Fiordigiglio per kot, ci aveva invece dato da qualche tempo la sensazione che il sole fosse alle sue spalle. Le ultime e rade prestazioni del trentaquattrenne atleta, seguito dall'appassionato padre-allenatore, lasciavano intuire "crepe" sempre più marcate nel suo carattere, nella sua velocità d'esecuzione, nella grinta con cui si batteva. Non avendo avuto un percorso professionistico molto pesante e non essendo neppure troppo anziano, veniva da pensare che il "sacro fuoco", il quale tuttora arde dentro Soro, in lui invece si stesse lentamente spegnendo. Lo spagnolo Isaac Real per il titolo europeo l'aveva costretto ad una difficile e sofferta difesa ai punti nel 2017 e il nostro Marcello Matano, pochi mesi dopo e prima di finire kot alla 10^ ripresa in un'eliminatoria Ibf, l'aveva fatto soffrire sottolineandone il dilatarsi delle pause e il progressivo decadimento della sua qualità migliore: la velocità. Poi, l'argentino Brian Castano  per il medesimo Mondiale Wba nello scorso anno, l'aveva messo ko all'ultimo round dopo avergli inflitto un pesante lezione. 

Insomma, il derby Soro-Vitu é arrivato sicuramente troppo tardi per risultare equilibrato come avebbe potuto essere alcuni anni fa, ma emozionante e drammatico si é comunque rivelato anche ieri notte. Al suono del gong d'apertura Soro ha preso a marciare su Vitu per giungere a segno con i suoi ben noti e spesso fatali colpi, mentre Cedric ha adottato la tattica del retrocedere attendolo d'incontro, nella speranza di non condergli mai un bersaglio fisso. Inizialmente tutto sembrava andare bene per Vitu, ma la sensazione é durata per poco perché il franco-ivoriano non gli ha mai concesso un attimo di respiro e minuto dopo minuto la dispendiosa boxe di Vitu ha dato segnali di progressivo cedimento. I colpi saettanti e velenosi di Soro hanno trovato le giuste traiettorie e il "tocca e scappa" del rivale non é più bastato ad evitarne le conseguenze. Al quinto round, mentre il pubblico seguiva il match con incontenibile entusiasmo, Cedric stava già respirando a bocca aperta e vani risultavano i disperati incitamenti del padre di retrocedere e rientrare.  Sospinto sempre più spesso verso le corde, nonostante la guardia a "testuggine" e gli ultimi lampi d'orgoglio Vitu é stato centrato in pieno nella zona temporale dal un fulmineo ganco sinistro ed é piombato al tappeto. Si é rialzato e con il viso e gli occhi segnatissimi ha dato fondo alle ultime gocce di orgoglio ma Michel Soro non gli ha concesso tregua, sommegendolo con una pesante serie culminata in un altro gancio sinistro che l'ha quasi paralizzato e a quel punto l'arbitro é saggiamente intervenuto per per interrompere una sfida ormai senza senso.

Qui riprende la strada verso l'alto di Soro e si conclude la storia agonistica di Vitu. Dalle parole che si sono scambiate alla fine, forse un giorno diventeranno finalmente anche amici...

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