Per il Transnational Boxing Rankings Board non esiste attualmente un vero campione del mondo dei pesi gallo che potrà uscire solo da un confronto fra il nr 1 Naoya Inoue e il nr 2 Luis Nery. Noi facciamo riferimento alle classifiche del TBRB per mettere un po' d'ordine nel marasma che è il pugilato contemporaneo ma ciononostante chi scrive non può fare a meno di segnalare che Luis Nery forse avrebbe dovuto trovarsi in questo momento a casa sua e non in procinto di battersi a Las Vegas contro Emmanuel Rodriguez. Se andate a vedere sul sito di boxrec il programma di questa settimana troverete di fianco al nome di Luis Nery una bandierina gialla.
Tale bandierina gialla significa, nel caso specifico, che Nery è stato sospeso a tempo indeterminato dalla federazione giapponese. Una sospensione può essere decisa per motivi medici o comunque precauzionali. Qui invece si tratta di ben altro, perché Nery è sospeso da una delle Federazioni più rispettate e serie del mondo perché è stato "beccato" due volte positivo al controllo antidoping ma essendo messicano e nelle grazie del WBC l'ha passata liscia.
Attualmente Nery, 24 anni, detiene il titolo Silver di questa sigla. E' un peccato per due motivi, il primo è che Nery è a prescindere un ottimo pugile che cerca aiuti illeciti, il secondo è che un match fra lui e Inoue non si farà forse mai, e certamente non in Giappone. Pronti ad essere smentiti perché, lo ripetiamo, la boxe è un marasma dove la certezza della legge non esiste.
Passiamo ora all'evento sportivo. Lo sfidante di Nery è il portoricano Emmanuel Rodriguez, quel 27enne portoricano che nel maggio del 2018 andò in Inghilterra a dare una autentica lezione di boxe al locale Paul Butler, lo atterrò e poi si accontentò di stravincere ai punti. Battuto con fatica Jason Maloney, non sapremmo proprio dire se sia stato ridimensionato da Noaya Inoue perché sono pochissimi i pugili che contro il giapponese non hanno fatto una misera fine pur perdendo, precisamente sono tre e si chiamano Ryoichi Taguchi, David Carmona e recentemente Nonito Donaire.
Dal canto suo Nery è un mancino dalle mani pesantissime per la categoria in cui milita, è un combattente abituato a lavorare sotto e sopra ma non uno che sul ring non ragioni con freddezza, abituato a inquadrare l'avversario e poi a liberarsene. Ma quel peccato originale rimane aleggiante sopra ogni sua prestazione. Crediamo che vincerà anche a Las Vegas nel sottoclou di Wilder-Ortiz perché Rodriguez è uno stilista di ottimo livello ma non ne ha la stessa solidità nè la stessa potenza.