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Lo sport contro il corona virus: "O mi ammazza o lo batto!"

Scrivevo il seguente articolo nel Marzo scorso, quando il tragico caos pandemico era agli inizi, anche se oggi sappiamo che circolava per il mondo "in segreto" già da diversi mesi. Lo ripropongo perché adesso possiamo finalmente valutare con maggiore consapevolezza ciò che accaduto e che ci aspetta. Lo Sport é alla resa dei conti e la sua funzione sociale vacilla, con tutto quanto di negativo tale rischio comporta. Se avete pazienza, rileggetelo perché credo che interpreti quello che molti di voi pensano e anche se non potrà cambiare l'incerto futuro dinanzi a noi, almeno una briciola di  "tribolata" speranza in più può offrirla. Sarà poco, ma meglio di niente...

Coronavirus

di Gualtiero Becchetti

Tra le tante tragedie, le migliaia di lutti, le sfighe, i disastri personali e socio-econimici creati dal corona virus, ci sono anche i problemi connessi allo sport. A partire dal baratro in cui sono precipatate un'infinità di palestre e di minuscole società sportive. Chiaramente, fanno molta più notizia le voci sul rinvio delle Olimpiadi, degli Europei di Calcio, della sospensione dei campionati di ogni disciplina. Destano immenso clamore le "fughe" di tanti divi del pallone verso le loro case all'estero, della positività ai test dei tamponi (quelli che però mancano per la gente comune chiusa in casa...) di celeberrimi campioni o presunti tali del pallone.

Molto meno clamore, ma soltanto per ora, solleva invece il pericolo che tra qualche settimana (O mesi? O anni?), molte famiglie scopriranno che i figli e i nipoti, ma pure i papà, le mamme e i nonni,  non avranno più a disposizione quel preziosissimo luogo di aggregazione, di benessere, di educazione e formazione, di prevenzione ai malanni rappresentato dalla palestra o dal sodalizio sportivo.
Di Cristiano Ronaldo, Higuain e Dibala, ecc, pur con sommo dispiacere se ne può pure fare a meno, così come dell'assegnazione dello scudetto 2020 o delle Olimpiadi rimandate in altro momento. Ma degli impianti, degli istruttori, delle strutture preposti ad accogliere i bambini, i ragazzi, gli anziani non se ne potrà fare a meno! Perché sarebbe molto, molto più dura essere privati di tutto ciò di quanto non lo sia essere privati di celebrati fuoriclasse.
La "bestiaccia", arrivata sin qui da noi dalla Cina con coincidenza a Monaco di Baviera, ha cambiato e cambierà lo stile di vita forse del mondo intero, sicuramente degli italiani, "agnelli sacrificali" di tanta sfortuna e tante imbecillate che la metà sarebbe stata già un'esagerazione. Ci siamo presi pure la colpa di essere gli "untori" del male, salvo poi scoprire che invece ne eravamo stati le prime e disgraziatissime vittime. Ma questo é un altro discorso...
Niente sarà più come prima.
Però il diritto-dovere della nostra gente a divertirsi, addestrarsi, crescere o invecchiare meglio frequentando palestre, piscine, campi sportivi agonistici o amatoriali deve essere considerata un'assoluta priorità. Quindi lo Stato deve farsene carico. Subito! Un esercito di volontari e migliaia di professionisti hano dedicato la loro vita affiancando le famiglie per fare crescere al meglio i loro figli. Li si vuole abbandonare? I grandi campioni potremo anche accontentarci di vederli purtroppo solo in televisione. Ma affinché gli italiani abbiano l'opportunità di tutelare la propria salute, per primi i bambini e i ragazzi, SI DEVONO sostenere concretamente e non a chiacchiere chi rende ciò possibile: le palestre e le piccole società sportive sparse in ogni dove lungo questo meraviglioso e disgraziato stivale. Non si parla di realtà effimere e superflue, ma di priorità sociali con ricadute pesanti sulla quotidianità di milioni di famiglie.
E neppure il microcosmo del pugilato tricolore sarà più come prima. Non potrà e non dovrà più esserlo se vorrà avere un futuro.
Il coronavirus, quando lo si metterà ko, sarà soltanto perché dopo tante maldestre fughe, mille clinch malfatti, ostruzioni senza senso e scorrettezze inutili, si é finalmente deciso di affrontarlo guardandolo negli occhi in tutta la sua cattiveria e pericolosità, con la guardia alta e le palle di granito. Con l'atteggiamento di chi pensa "o mi ammazza o lo batto".
La medesima cosa dovrà accadere per la nostra boxe declinante, ammosciata e chiacchierona, perché le guerre si vincono con i quattrini e le armi, ma soprattutto con il cuore e il cervello. E quella che stiamo vivendo é una guerra contro un nemico senza divisa né bandiera che colpisce alle spalle...Un nemico vigliacco.
Siamo o non siamo italiani?
Ne abbiamo passate di tutti i colori nel corso di millenni di Storia (sì, perché noi abbiamo i millenni alle spalle!) e ce la faremo anche stavolta senza alcun dubbio. Siamo caduti e ricaduti, ma con le mille nostre qualità e i nostri tantissimi difetti ci siamo sempre rialzati e nessuno può dire di averci mai trovati, alla fine, sdraiati a terra piangendo.
Accadrà anche stavolta. Per noi, il popolo dai numerosi vili ma anche e soprattutto dai sommi eroi.
Accadrà per lo sport, le palestre, le piscine, i campi da gioco pieni di bambini, di vecchi e di sorridente speranza.
Accadrà per il pugilato. Ma dovremo sudare, soffrire e meritarcelo.

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