Una speranza nigeriana
Ajagba ha debuttato al professionismo a fine luglio del 2017 dopo essersi trasferito negli Stati Uniti dove attualmente vive a Stafford, in Texas, quasi un anno dopo la sconfitta in Brasile. Ha finora combattuto 13 volte vincendo sempre e ottenendo 11 vittorie prima del limite. I primi 7 match sono stati contro i soliti avversari modesti che vengono opposti a un neoprofessionista su cui si hanno delle speranze. Poi è arrivata però una buona vittoria contro Amir Mansour anche se l'avversario aveva ormai 46 anni, ma da notare che il nigeriano ha impiegato meno tempo a disfarsene di quanto impiegato invece dal croato Filip Hrgovic. E' stato poi il turno del tedesco Michael Wallisch battuto in 2 round e che aveva perduto solo contro Christian Hammer. In seguito è arrivata la vittoria ai punti in 10 riprese ma netta sull'imbattuto turco Ali Eren Demirezen nel sottoclou di Porter-Ugas a Carson.

A fine 2019 il nigeriano ha battuto il georgiano Iago Kiladze per K.O. al 5° round ed è risalito sul ring il 7 marzo 2020, poco prima del lockdown, nella riunione del Barclays Center di Brooklyn in cui Adam Kownacki è stato sorprendentemente battuto prima del limite da Robert Helenius. In quella occasione Ajagba ha battuto per K.O.T al 9° round il rumeno Razvan Cojanu.
Alto 1,98, Ajagba è un pugile molto potente con buoni fondamentali che comprendono un buon jab sinistro. Varia sotto e sopra ed è allenato da un ottimo tecnico come Ronnie Shields. Ha assaggiato il tappeto colto d'incontro da Iago Kiladze nel tentativo di finirlo dopo averlo scosso ma si può rubricare questo come incidente di percorso di poco conto ma che certo gli insegnerà ad essere un pochino più prudente in determinate circostanze. Nell'insieme si tratta di un pugile su cui puntare, magari facendolo maturare ancora un po' prima di esporlo contro i migliori, ma si spera in grado di arrivare al livello di Samuel Peter e, fino a quando è stato libero, di Ike Ibeabuchi, suoi connazionali che l'hanno preceduto.
Una curiosità. Efe Ajagba è stato uno dei due protagonisti del match più corto della storia, un record destinato a rimanere imbattuto. Infatti il 24 agosto 2018 a Minneapolis, quando Ajagba affrontava il suo secondo match da professionista, lo statunitense Curtis Harper, suo avversario di quella sera, ha scavalcato le corde e se ne è andato al primo colpo di gong senza scambiare un solo colpo, per protesta contro un ingaggio considerato ridicolo.



