E' stato il tecnico di Bernard Hopkins e Shane Mosley
Il 24 di luglio se ne è andato Naazim Richardson. Aveva solo 55 anni ma sapeva di non avere più molta strada da percorrere ancora. Era cardiopatico, nel 2007 aveva avuto un infarto a soli 42 anni. Nigel Collins, due volte direttore di The Ring quando The Ring era il vero The Ring, giornalista e scrittore già nella Hall of Fame di Canastota lo ha ricordato con un commosso articolo su Boxing News. Collins abita vicino a Filadelfia, la città di Richardson, e lì lo incontrammo anni fa. Scrive che quando ebbe l'infarto la parte sinistra del suo corpo rimase paralizzata e i medici dissero che non sarebbe più riuscito a camminare. Richardson cominciò a rieducarsi da solo di notte quando nessuno nell'ospedale lo sorvegliava e poteva impedirglielo e reimparò così a camminare in modo normale.
Il fatto che Bernard Hopkins avesse grande fiducia in lui la dice molto lunga sulla qualità del Richardson tecnico, Hopkins era un perfezionista, scrisse persino una serie di articoli proprio per The Ring su come portare i colpi, difendersi, uscire dalle corde o evitare vi uscissero gli avversari, è un uomo sospettoso ma di Richardson si fidava. Venivano dalla Filadelfia del ghetto nero, la parte più pericolosa di una città pericolosa già di suo, erano coetanei ed entrambi erano stati in prigione prima di trovare nella boxe una ragione di riscatto e di vita. Richardson ha fatto carriera come Hopkins sia pure con compiti diversi ma non ha mai dimenticato da dove veniva e non ha voluto limitarsi ad allenare i grandi campioni ma ha continuato a seguire i ragazzini problematici che dal ghetto arrivavano in palestra.
Ha allenato non solo uno come Hopkins ma anche Steve Cunningham e soprattutto la versione migliore di Shane Mosley ed era uno a cui piaceva "giocare pulito" e che lo facessero anche gli altri. E' famosa la volta in cui, la sera del 24 gennaio 2009 allo Staples Center di Los Angeles scoprì che il bendaggio di Antonio Margarito, che doveva incontrare Mosley, era stato indurito con del gesso. E' prassi che l'allenatore di un pugile segua il bendaggio dell'avversario ma è raro avvengano "incidenti", in quella occasione Richardson si accorse che Javier Capetillo commise quella gravissima e pericolosissima scorrettezza e chiamò subito l'ispettore della Commissione Atletica della California. Sotto le leggi di quello Stato Capetillo e Margarito avrebbero dovuto essere subito arrestati ma forse perché l'incontro si doveva fare ciò non avvenne, in verità on avvenne neppure dopo il match in cui Mosley diede una lezione tale a Margarito da iniziarne il declino pugilistico.
Pochi sanno però che un incidente simile, sia pure non così grave, era già capitato ed era stato già denunciato da Richardson la sera del 29 settembre 2001 al Madison Square Garden quando Bernard Hopkins battè Felix "Tito" Trinidad nella finale del torneo di riunificazione dei campioni di sigla dei pesi medi, torneo in cui Trinidad, il pugile dell'organizzatore dell'evento Don King, era il favorito. Richardson fu l'unico ad accorgersi che il bendaggio di Trinidad non era conforme alle regole della Commissione Atletica dello Stato di New York e pretese e ottenne che fosse rifatto dall'inizio.
Ho conosciuto tanta gente nel mondo della boxe, Richardson no. Mi sarebbe piaciuto.