
Oggi, all’alba, Sandro Mazzinghi è morto.
Solo alle ore 15:00, dopo numerose lamentele, la Federboxe ha pubblicato un articolo sul suo sito ufficiale. Sono in ferie sino al 24 agosto, ma comunque ci sono sempre sembrati in grado di inserire le notizie che ritenevano essenziali, come hanno fatto più volte anche in questi giorni. Qualcuno ha detto: ma alle 12:00 era uscito un post su Facebook. Per cortesia, sono uscite tre righe di condoglianze accanto al post della famiglia che annunciava la scomparsa del campione. Stiamo parlando di SANDRO MAZZINGHI.
Quella della FPI è stata un’imperdonabile mancanza di rispetto per un grande campione, per un uomo che ha onorato il nome dell’Italia nel mondo.
Ecco, come direbbe Sandro, quello che ci dà noia. Tutti noi gli volevamo e gli vogliamo davvero bene.
In fondo aveva ragione lui quando diceva: “A me piacerebbe ricordare tutto della mia vita. Sia la vita che la carriera. C’è un tempo in cui hai tutto il mondo ai tuoi piedi, il momento in cui smetti non ti guarda più nessuno. Sei preso e messo da parte. E questa è una cosa che mi dà noia, nel senso che colpisce il cuore delle persone che hanno un po’ di sentimento”.
Ciao Sandro, di sentimento in giro ce n'è davvero poco.
Ma stai tranquillo lassù, in tanti quaggiù ti vogliono un mondo di bene. Sono quelli che ti hanno conosciuto, che amano il pugilato e sanno cosa hai fatto per il popolo della boxe.
Abbiamo pensato a lungo se fare o meno questo articolo. Una polemica suona stonata in un momento luttuoso. Ma poi ci siamo detti che questa non è una polemica, è solo un grido di dolore verso un mondo che non ha rispetto delle proprie radici.



