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Stamane i funerali di Mazzinghi. Da Benvenuti parole d'affetto e stima

mazzinghi

 

Erano in centinaia questa mattina a rendere omaggio a Sandro Mazzinghi, che se ne è andato via per sempre sabato scorso.
Il Duomo di Pontedera era pieno di persone venute da tutta Italia per tributargli l'utimo saluto.
La bara è stata portata a spalla sino all'altare dagli allievi della sua scuola pugilistica.
Sul feretro i guantoni di tante battaglia e la maglia granata del Pontedera, squadra di cui Sandro era tifoso.
Ieri aveva visitato la camera ardente Nino Benvenuti.
"Sandro Mazzinghi? La nostra rivalità era come quella fra Coppi e Bartali, abbiamo diviso l'Italia dello sport e, nel nostro caso, del pugilato, sport che più di ogni altro, secondo me, determina il valore di un atleta. Arrivati a questo punto dell'esistenza (Nino ha 82 anni, Mazzinghi li avrebbe compiuti a il 3 di ottobre) può succedere di andarsene. È accaduto a Sandro, ora potrebbe toccare a me, intanto è già bello essere qui a parlarne, di lui e di me e delle battaglie a cui abbiamo dato vita sul ring. Per batterlo dovevi dare veramente qualcosa in più, io lo so bene. Quelle fra noi sono state battaglie dure. Se devo definirlo con una parola, dico che Sandro era un guerriero. Sul ring ti metteva paura, lo guardavi negli occhi e capivi che per lui c'era solo il volerti sopraffare, voleva vincere a tutti i costi. Fra noi c'era rispetto e lo ricordo con affetto. Per parlare di lui bisogna trovare le parole migliori. Io lo considero il mio rivale più tenace in assoluto, uno quasi imbattibile e averlo sconfitto per me è stata un'impresa, ci siamo sempre battuti arrivando ognuno allo stremo delle forze. Per salire sul ring e fare il pugilato ci vuole coraggio e lui, credetemi, ne aveva tanto. Sul quadrato non puoi nasconderti, e lui era uno di quelli che non lo faceva mai. Quando guardi il rivale non pensi a cose brutte, ma lui incuteva rispetto, sapevi già che c'era da soffrire. Avevo ottenuto cose che pochi altri avevano, e averlo battuto sicuramente ha dato qualcosa in più alla mia carriera".

immagini.quotidiano


Lasciando la Chiesa dei Santissimi Crocifissi dove era esposta la salma, Nino ha firmato il registro delle presenze con una tenera dedica.
"Caro Sandro ti ho visto per l'ultima volta e credimi, mi ha fatto felice". 
Questa visita ha lasciato un segno di profonda commozione nella famiglia Mazzinghi.
Ha detto il figlio David.
"È un gesto che ha un significato forte e testimonia ancora una volta il grande rispetto che c'è sempre stato tra loro. È un gesto che ha emozionato tutti in famiglia. Ci aspettavamo la visita da parte di Benvenuti e della moglie. Appena appresa la notizia della morte di nostro padre ci hanno telefonato, preannunciando la loro presenza. È un gesto che testimonia il profondo rispetto che c'era tra loro come quando si chiamavano Alessandro e Giovanni anche se per tutto il mondo erano Sandro e Nino". 
La Federazione Pugilistica Italiana ha deciso di organizzare un Memorial Sandro Mazzinghi, in onore del grande campione.

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