Punteggi troppo vicini a Los Angeles

Lara, cubano dal grande pedigree dilettantistico scappato dal suo Paese due volte quando era il favorito per la medaglia d'oro alle Olimpiadi del 2008 fra i welter, è un pugile che soddisfa chi pensa che la boxe sia una nobile arte. Ha affrontato questo incontro consapevole della propria superiorità e senza strafare, si è limitato a mostrare la consueta abilità difensiva nel parare e bloccare e a dimostrare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la sua capacità di grande incontrista. Non c'è colpo del manuale pugilistico che Lara non sappia portare ma non è un picchiatore, se c'è una opportunità di vincere prima del limite non se la lascia sfuggire ma se non si presenta non corre rischi per andarla a cercare. Da qui la sua poca spettacolarità per un pubblico come quello statunitense che apprezza molto le risse da saloon che gli sono totalmente estranee. Ma non dimentichiamo che stiamo parlando di uno che non solo ha portato al limite Canelo Alvarez ma che secondo diversi esperti e un giudice di quell'incontro lo aveva anche battuto e che ha nel record vittorie su molti dei pari peso del suo tempo.
Detto questo Vendetti va elogiato per la testardaggine e il tentativo continuo di pressarlo, togliergli spazio, bloccarne le gambe con un assiduo lavoro al corpo e a corta distanza. Speranza vana. Punteggi di 117-111 (due volte) e un 116-112 molto generoso per Vendetti, Noi avevamo 119-109.




