di Gualtiero Becchetti
Probabilmente in sede di presentazione del match fra il 28enne Tony Yoka (8-0-0; 7 ko) e Johann Duhaupas (39-6-0; 25 ko) erano abbastanza palesi le nostre perplessità sul livello pugilistico del 39enne peso massimo di Abbeville. Ieri sera dinanzi ai 5000 spettatori presenti alla Defence Arena della periferia parigina tali perplessità hanno trovato una conferma ancora più cruda del previsto, dal momento che il già campione mondiale e olimpico dei dilettanti si é sbarazzato dell'avversario dopo appena 1'27" dal suono del primo gong. In un certo senso, Duhaupas ha passato quasi più tempo al tappeto che non in verticale in quello che doveva essere il primo, vero esame per Yoka a livello professionistico, tenendo conto che l'arbitro ha decretato la fine dell'impari confronto dopo due suoi atterramenti.
Probabilmente la durissima carriera gli é piombata sulle spalle con i propri nefasti effetti tutta in una volta e oltre all'inevitabile cedimento atletico potrebbe essersi fatta sentire, nella mente del coraggioso atleta, la consapevolezza che ormai sul ring ciò che doveva fare l'aveva già fatto. E' apparso incredibilmente molto fragile e privo di quella resistenza ai colpi che era sempre stata una delle sue qualità più rilevanti tanto che nel breve lasso di tempo nel quale è rimasto tra le sedici corde non ha allungato mai una sola volta le braccia, chiudendosi a riccio in attesa dell'inevitabile conclusione. Davvero fuori luogo sono poi apparse le sue rimostranze e quelle dell'angolo quando l'arbitro ha posto fine all'imbarazzante spettacolo.
Che dire? Tony Yoka é stato certamente bravo ma un giudizio probante su di lui viene di nuovo rinviato ad un'ulteriore verifica, quando di fronte si troverà un rivale in grado di tenergli testa per tutto il match o quasi.
Purtroppo, Johann Duhaupas non ha aggiunto niente a quanto già non si sapesse riguardo allo statuario massimo di Parigi. E' comunque palese che per lo sconfitto sarebbe saggio dare l'addio al ring perché ieri Yoka e precedentemente Wilder e Povetkin, con i rispettivi ko inflittigli, hanno fatto capire che con il tempo anche le rocce si sgretolano.
Nel contorno della manifestazione, dedicata alla memoria del grande Jean Baptiste Mendy scomparso un mese fa, la moglie di Yoka, l'olimpionica Estelle Mossely, ha nettamente sconfitto ai punti in otto riprese la modesta connazionale Aurélie Froment, evidenziando però una condizione atletica non al top. Comunque dovrebbe difendere il titolo Ibo delle peso leggere in Novembre e quindi ha tempo in abbondanza per riacquistare la forma dei giorni migliori.



