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Per San Petronio torna la boxe a Bologna

 


E’ il “Memorial Gabrielli”, una interessante Dilettantistica organizzata dalla Boxe Regis questa domenica. Nel giorno (il 4 ottobre) in cui tradizionalmente si celebra il Patrono della città. Dieci match in programma allo Sferisterio, ma senza pubblico. A porte chiuse, per ora. Inizio ore 18. Sul ring Faouzi Nahi, il marocchino considerato un “prodigio”.





di Maurizio Roveri


Il 4 ottobre è festa a Bologna. E’ il giorno dedicato a San Petronio. Il Patrono della città. Amatissimo e veneratissimo dai cittadini bolognesi. Fu l’ottavo Vescovo di Bologna. Il suo episcopato viene collocato tra il 430 (quando Papa Celestino I lo convinse ad accettare la cattedra bolognese) e il 450. Perché è personaggio così importante per la città delle Due Torri? Perchè in un periodo storico difficile, critico, di decadenza economica e di corruzione, Petronio a Bologna dimostrò grande saggezza. Realizzando opere importanti. C’era una città da far rinascere, da riordinare, da rivitalizzare. Il Vescovo Petronio è famoso per gli edifici sacri che fece edificare, in particolare per aver fatto nascere quel suggestivo complesso di monumenti che i bolognesi chiamano “le sette chiese”. Ma prima… prima di consacrare chiese e santuari, il Vescovo pensò al bene e alla sicurezza della sua gente. E ricostruì le case dei bolognesi, per poi allargare e rafforzare la cerchia delle mura cittadine. Furono felicissime intuizioni. 
Il grande Vescovo bolognese morì verso il 480.
Passarono sette secoli - sette secoli di silenzio attorno al nome di Petronio - tra la sua morte e il ritrovamento del suo corpo che avvenne il 4 ottobre 1141 nella chiesa del Santo Sepolcro in Santo Stefano. In quel monastero, sullo stile Gerusalemme, che lui aveva fatto edificare. Era un 4 ottobre. Venne immediatamente istituita una festa cittadina perpetua. E il 4 ottobre di ogni anno la città di Bologna onora il “suo” San Petronio.

REGIS 4 ott CANCELLA


Dunque, il 4 ottobre a Bologna è sempre un giorno particolare.
Ebbene, questo 4 ottobre 2020 in arrivo sarà un giorno speciale anche per uno sport che la maledetta e inimmaginabile pandemia causata dal coronavirus ha messo a dura prova. La boxe. I lunghi mesi di inattività forzata hanno colpito duro su una disciplina che in Italia già da decenni vive si stenti, fra ristrettezze economiche e patimenti, e una insufficiente visibilità mediatica.
Si temeva che la drammatica situazione andata a crearsi potesse mandare al tappeto un movimento pugilistico costretto spesso a “tirare a campare”.
Ma il pugilato non molla. Non abbassa la guardia. Il pugilato con orgoglio è rimasto in piedi. Il pugilato ha valori importanti. Come la pazienza, la costanza. Conosce la sofferenza. Sa resistere. E riproporsi. Con dignità.
Sono state già organizzate manifestazioni a livello nazionale, a partire da quella straordinaria giornata del “Mermorial Carlo Duran” al Motovelodromo di Ferrara, il 30 luglio.

In questo “San Petronio” 2020 va in scena allo Sferisterio la primissima riunione post-lockdown a Bologna. La sesta in Regione. Si tratta di una interessantissima Dilettantistica che la Boxe Regis del maestro Moreno Barbi organizza, nell’antico impianto di via Irnerio. Proponendo 10 combattimenti. Sul ring tanti pugili giovani, compresi alcuni debuttanti, con il loro entusiasmo, le loro trepidazioni, i loro sogni. Ragazzi che meriterebbero d’essere visti, apprezzati, giudicati dal pubblico. Però, il pubblico non ci sarà. 
Una riunione a porte chiuse. Per ora è così.
Pazienza.
Ma… l’importante era cominciare a organizzare qualcosa. Anche a Bologna. Per ripartire. Per riprendere la strada. Per recuperare lo spirito. E il ritmo.
Moreno Barbi, nell’allestire i dieci combattimenti, ha coinvolto 12 Associazione Sportive Dilettantistiche. Oltre alla sua Regis.
Sul ring ci saranno pugili in rappresentanza di Sempre Avanti Bologna, Tranvieri Bologna, Boxe Le Torri Bologna, Ferrara Boxe, Gordini Ravenna, Boxe Vita Verona, Boxe Team Ruzze Brescia, Pro Evolution Fight Desio, Thudor Team Brescia, Team Gladiators Vanzago (provincia di Milano), Boxe Segrate, Top Team Italia di Castiglione delle Stiviere (Mantova).

Si chiama “Memorial Gabrielli”, questa Dilettantistica. Dedicata al ricordo di Carlo Gabrielli. Spentosi all’età di 80 anni nel maggio scorso. Una persona che ha dedicato tanto, tantissimo della sua vita alla Boxe. Da pugile (a cavallo tra gli anni ’50 e i ’60) e da istruttore. Nel mezzo, anche qualcosa da organizzatore in quegli anni ’70 quando - con le organizzazioni di Pagani e Gabrielli, con quelle di Bruno Amaduzzi e poi del modenese Francesco Famigli - la “piazza” di Bologna proponeva una riunione Professionistica ogni mese. E così fu possibile lanciare un prodotto bolognese come Lucio Cusma (“scuola” Tranvieri), arrivato a conquistare il titolo europeo dei pesi leggeri.
Carlo Gabrielli da pugile è cresciuto in Sempre Avanti, uno dei tanti allievi del maestro Leone Blasi. In quella palestra che è stata una fabbrica di talenti, la Sempre Avanti di Checco Cavicchi, di Alfredo Parmeggiani, di Orazio Venturi, Luciano Mazzacurati, Dante Canè, Enzo Farinelli, Franco Palmieri e tanti altri. 
Da pugile dilettante, Gabrielli vinse quasi sempre. Cominciò la carriera professionistica in maniera particolarmente interessante: tre match, altrettanti successi (uno per ko). Presumibilmente avrebbe fatto strada. 
Ma Carlo aveva già cominciato a lavorare in Posta. Era un posto buono. E sicuro. Cosicchè, da persona saggia, di buon senso e di grande equilibrio, scelse il lavoro. Lasciando l’attività agonistica.
Non rinunciò mai, tuttavia, alla passione - pura, genuina - per il pugilato. E quando - tempo dopo - gli è stato possibile, ha ripreso la strada della palestra. Per insegnare boxe. Mettendosi a disposizione dei ragazzi che avevano voglia di imparare.
L’ho visto allenare. Ragazzi, ragazze. Non importava se non avevano talento! Lui, Carlo, li aiutava tutti, li coinvolgeva, li istruiva, li motivava. E lo faceva con una passione, una pazienza, una delicatezza, un’umiltà tali che… era bello soffermarsi a guardare quell’uomo che ci metteva l’anima. Con la genuinità e la semplicità che hanno sempre accompagnato la sua vita. In famiglia (da marito, da padre, da nonno) e in palestra. 
Tutti gli volevano bene. Era impossibile non voler bene ad una “bella persona” quale è stato Carlo Gabrielli.
La Boxe Regis è stata l’ultima palestra nella quale Carlo ha lavorato. E allora è giusto, è doveroso che la società pugilistica di Moreno Barbi abbia deciso di ricordarne la figura istituendo il “Memorial Gabrielli”.

Tutti i match in programma si annunciano interessanti, per la qualità dei pugili e per la scelta degli accoppiamenti.
Ma… tre sfide, in particolare, sono di alto livello. E gonfie di pathos.
A cominciare dal confronto fra i 60 chili Emanuel Mor (lombardo del Team Ruzze) e Alessandro Adami (veneto della Vita Boxe Verona). Adami è un azzurro. Con la Nazionale ha partecipato agli Europei Youth nel 2017. Quando’era uno junior di 46 chili ha conquistato la medaglia d’argento ai campionati italiani di categoria. Ha già combattuto 57 match, con 39 vittorie, 7 pari e 11 sconfitte. Il bresciano Mor è un veterano: 27 anni, in attività dal 27 settembre 2008 quando debuttò sconfiggendo Francesco Grandelli!. Però, va detto che ha avuto quasi 6 anni di sosta, dal luglio 2013 all’aprile 2019. Propone un record di 33 match, 23 successi, 4 pari e 6 sconfitte. 

Decisamente stimolante anche il combattimento fra Yasin El Gana, 16 anni, stellina della Regis, e il pari età Christian Mulas solido prospetto della Boxe Sagrate. Si tratta d’una rivincita. I due “junior” si sono già affrontati quasi un anno e mezzo fa a Pieve di Cento, il 20 aprile 2019, e vinse ai punti il ragazzo lombardo. 
Yasin El Gana, al suo match numero 28 in 31 mesi di attività, è pronto. Per cercare il riscatto. A dispetto di un record “negativo” che parla di 10 vittorie, 5 pari e 12 sconfitte, il ragazzino della Regis merita attenzione. Ha talento. E’ stato vice campione d’Italia degli Schoolboys nel 2018. L’avversario, Christian Mulas, presenta un record decisamente apprezzabile e convincente: 12 vittorie, 1 pari e appena 3 sconfitte. Anche lo junior lombardo è stato vicecampione d’Italia.

Da un match che si annuncia molto avvincente ad un altro che promette scintille. Sarà il clou della manifestazione. La Regis mette fra le dodici corde - al suo secondo combattimento - un ragazzo diciannovenne che viene considerato un autentico prodigio. E’ marocchino, si chiama Faouzi Nahi, categoria di peso 75 chili. Una boxe naturale che incanta. E’ stato campione d’Africa Youth. Poi, una decisione forte, coraggiosa. Ha abbandonato la Nazionale, mentre si trovava in Bulgaria per la preparazione ad un torneo. I ragazzi venivano pagati una miseria. Faouzi chiedeva qualcosa di più. E per questo aveva litigato e lasciato la squadra. Rimanere in Europa, la sua decisione. Voltare pagina. L’Europa rappresentava la speranza di una vita nuova. 
A 17 anni si sogna. E’ legittimo. Per il suo sogno, Faouzi era pronto a soffrire. Ma non avrebbe mai immaginato di rischiare di morire. Ha girovagato tra Bulgaria e Serbia, senza soldi in tasca. Un tormentato pellegrinaggio tra i Balcani. E’ stato attaccato dai lupi. Ha dormito sugli alberi. Poi, quel drammatico viaggio all’interno di un treno merci pieno di granaglie. Faouzi era uno di quegli otto disperati che - pare - abbiano pagato 2500 euro a testa ad un trafficante kosovaro. Che li ha fatto salire di nascosto su un vagone di quel treno partito dallo scalo merci di Sid, città della Voivodina al confine con la Croazia. Destinazione Italia. Cinque lunghi giorni, cinque lunghe notti di viaggio. E poi, all’improvviso i rumori, le grida, la paura. Sono stati degli operai a dare l’allarme. Il treno è stato fatto fermare a Buttapietra, Comune della provincia di Verona. Sono intervenuti la Polfer e i Vigili del Fuoco. E’ una storia di immigrazione e di disperazione del 2017. Adesso, Faouzi Nahi è a Bologna. Tesserato dalla Boxe Regis. Ha debuttato con la maglietta della sua nuova società il 31 luglio a Reggio Emilia. Vittoria prima del limite. E allora, per capire e verificare meglio quante potenzialità abbia veramente il “prodigio” marocchino della Regis, si è deciso di alzare l’asticella. Chiamando dal mantovano un avversario ostico, pugile già abbastanza esperto, Paulin Jaku, 24 anni, 19 match alle spalle, 12 vinti, 2 pareggiati e 5 perduti. 



IL PROGRAMMA
(Domenica 4 ottobre ore 18, palestra dello Sferisterio. A porte chiuse)

DILETTANTI
Categoria Youth, kg 56: Matteo Zheno (Boxe Regis Bologna) contro Simone Grotti (Ferrara Boxe).
Elite, kg 60: Simone Quadri (Sempre Avanti Bologna) contro Gabriele Boschi (Pro Evolution Fight Desio).
Youth, kg 60: Diego Rosini (Boxe Regis Bologna) contro Ibrahimi Dafer (Pugilistica Tranvieri Bologna).
Elite, Kg 60: Emanuel Mor (Boxe Team Ruzze Brescia) contro Alessandro Adami (Boxe Vita Verona).
Youth, kg 60: Edo Ferrante (Boxe Regis Bologna) contro Simone Mia (Boxe Gordini Ravenna).
Youth, kg 69: Alex Tarozzi (Sempre Avanti Bologna) contro Alessandro Baresi (Thudor Team Brescia).
Elite, kg 75: Eugenio Naldi (Boxe Regis Bologna) contro Francesco Fusillo (Boxe Le Torri Bologna).
Elite, kg 60: Haredin Taraj (Pug. Tranvieri Bologna) contro Yuri Zanoli (Team Gladiators Vanzago).
Junior, kg 52: Yasin El Gana (Boxe Regis Bologna) contro Christian Mulas (Boxe Segrate).
Elite, kg 75: Faouzi Nahi (Boxe Regis Bologna) contro Paulin Jaku (Top Team Italia Castiglione delle Stiviere).

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