RISULTATI DA CIVITAVECCHIA: VINCONO CHRISTIAN GASPARRI ED EMILIANO MARSILI NELLA MANIFESTAZIONE A SCOPO SOCIALE ORGANIZZATA DALL'A.T.E.R. E DA ROSANNA CONTI CAVINI
Dei risvolti sociali e promozionali verso il pugilato della manifestazione “Pugni popolari” tenutasi oggi pomeriggio a Civitavecchia abbiamo già avuto modo di parlare. Un evento importante che è servito per porre l'accento sulle possibilità educative e positive della boxe, nonché avvicinare la gente a questo sport, attraverso esibizioni e match tra dilettanti e professionisti. La manifestazione, voluta dall'A.T.E.R. e messa in piedi dalla promoter Rosanna Conti Cavini in collaborazione con l'Asd Trixman, si è svolta con grande interesse del pubblico, quello presente fisicamente e le centinaia di appassionati davanti a computer e telefonini per non perdersi la diretta Youtube del canale “Boxe Live”.
Il primo match era valevole per il torneo delle Cinture Fpi dei superpiuma tra Christian Gasperri, che essendo di Tarquinia giocava in casa, e il campano Sabato Sirica. Il mancino laziale, nuovo acquisto della colonia Conti Cavini, ha esibito una buona tenuta atletica e ottima tecnica, con colpi portati dalla corta distanza contro un avversario che lo ha attaccato da subito. Lo spartito del match era chiaro, con Gasparri a far valere velocità e precisione, e a colpire bene a due mani spesso in anticipo sull'avversario, e la tenacia di Sirica nel venire sempre dentro, tanto che ci scappava anche la testata involontaria verso la fine della seconda ripresa. Sirica si manteneva scorbutico e mulinava di braccia, ma Gasparri, con discreti movimenti di gambe e tronco, quasi mai andava in difficoltà anzi aveva sempre modo di colpire bene di rimessa, soprattutto con il suo diretto sinistro. Nel terzo round Gasperri non accettava praticamente mai gli scambi da corta distanza, e con grande atletismo non dava mai punti di riferimento alle sfuriate di Sirica, quasi sempre inefficaci. Per il resto del match il tarquinese esibiva combinazioni in serie e tecnica discreta, buon carattere anche nelle fasi più accese nel quinto tempo, e alla fine dei sei round la sua era una vittoria ineccepibile. Se a Sirica (ora 1-4-1) va riconosciuto il coraggio di non aver mai fatto un passo indietro, Gasparri (ora 5-0, 1ko) dimostra che a soli ventun'anni appena compiuti può crescere con calma ed essere un prospect più che valido per il futuro: tecnica, fisico, scelta di tempo e varietà di colpi ci sono, se ci si aggiungesse esperienza e un pizzico di potenza si sfiorerebbe la perfezione. Il tempo ci darà tutte le risposte.

Chi ormai di esperienza ne ha abbastanza da vendere erano Emiliano Marsili ed Emiliano Salvini, che si affrontavano da pesi leggeri in un match destinato ad entrare nella storia della boxe italiana perché i due insieme fanno quasi ottantasei anni. Marsili non ha certo bisogno di presentazioni, e l'aria di casa lo rendeva particolarmente frizzante, tanto che, a 44 anni, aveva bisogno di risposte, da dare prima di tutto a sé stesso, per inseguire il solito sogno dell'opportunità mondiale prima di lasciare una carriera comunque importante. Tutti gli onori del caso sono per Salvini, 42 anni tra poco, una carriera impreziosita da due titoli italiani in due categorie diverse (gallo e supergallo) e dal coraggio di non aver mai rifiutato un match, anche proibitivo, del resto anche in questo ha accettato con soli tre giorni di preavviso. Il tema del match è stato chiaro da subito, Marsili a fare movimento e girare intorno al ring in attesa di scoccare il diretto sinistro dopo il jab destro, Salvini a oscillare la testa per non dare punti di riferimento e tentare di accorciare la distanza. Il match ha tenuto un ritmo discreto nelle prime riprese, i due contendenti non si sono risparmiati in fatto di corsa e hanno spesso dato l'idea di concedersi una specie di esibizione in cui i primi a divertirsi erano i diretti interessati, del resto non è mancato nemmeno qualche vicendevole sorriso. Salvini ha cercato di fare il possibile senza mai arretrare di un passo, Marsili ha svolto il compitino con ordine cercando più la precisione d'esecuzione che la potenza, tanto per capire l'entità della propria condizione atletica e fisica. Alla fine delle sei riprese grandi abbracci e sorrisi tra i due grandi vecchi della boxe italiana e applausi da parte del pubblico. Per Marsili (39-0-1, 15ko) una vittoria certo non memorabile ma che gli dà qualche conferma sul fatto che fisicamente ancora sia tutt'altro che da buttare, per Salvini (19-31-2, 2ko) i complimenti sinceri per un guerriero che si fa trovare sempre pronto. Insomma questi due ragazzini dimostrano che l'amore per i sacrifici e le grandi rinunce che si fanno per praticare pugilato ad alti livelli non sono mai inutili, anche passati i quaranta.



