Di fronte due generazioni di pesi leggeri

Il match fra Vasyl Lomachenko e Teofimo Lopez è un match che rischia di diventare il più importante dell'anno alla pari con la rivincita vinta da Tyson Fury su Deontay Wilder. Sulla carta gia lo è. Ed è un match di quelli che vogliono gli appassionati e c'è da stupirsi che possa andare in scena in piena pandemia e senza pubblico. Merito senza dubbio della Top Rank che organizza per i due pugili, merito dei pugili stessi, in particolare di Lomachenko che ha accettato un ridimensionamento della borsa a favore di quella di Lopez che era insoddisfatto dell'offerta. E' un match che mette a confronto due pugili di due generazioni diverse visto che Lomachenko ha 32 anni e Lopez ne ha 23 e mette di fronte anche un pugile che ha già il suo posto assicurato da tempo nella Hall of Fame a un altro che sembra avere tutte le qualità per assicurarselo anche lui.
Difficile trovare un pugile con un pedigree simile a quello dell'ucraino. Due ori olimpici, tre campionati del mondo AIBA da dilettante, una raccolta di titoli di sigla fra pesi piuma, superpiuma e leggeri da professionista. Secondo molti il miglior pugile pound for pound del momento e uno dei migliori di sempre. Ed è un po' curioso che comunque questa sfida potrebbe comunque lasciare un segno sulla carriera complessiva di Lomachenko, ma quello che è finora mancato a questo pugile è stato un grande rivale. Robinson aveva La Motta, Armstrong aveva Ambers, Pep aveva Saddler, Ali aveva Frazier, chi avrà Lomachenko?. Un fatto curioso è che il mancino ucraino abbia perduto una volta da professionista e ciò sia avvenuto con un pugile bravo quanto si vuole come era Orlando Salido, ma che in generale era almeno un paio di livelli sotto il suo, ma in quella occasione si trattò di un errore di valutazione di Bob Arum perché anche un fuoriclasse come Lomachenko aveva bisogno di un impatto col professionismo meno violento, soprattutto non di un combattente rissaiolo e dalla boxe "sporca" mentre era ancora al suo secondo match. Ma ciò che è successo dopo fa impressione. Gary Russell Jr, Roman Martinez, Nicholas Walters, Jason Sosa, Guillermo Rigondeaux, Jorge Linares, Jorge Pedraza, Luke Campbell sono solo alcuni fra i nomi più famosi che gli si sono dovuti inchinare davanti e alcuni di loro anche in modo abbastanza devastante. Si può forse osservare che da Linares in poi, che lo mise al tappeto prima di finirci definitivamente lui stesso, Lomachenko sia apparso leggermente meno stratosferico di prima ma sono forse inezie e forse legate a qualche problema a una mano.
Lopez invece ha ovviamente meno esperienza e una buona carriera dilettantistica ma non stellare come il suo antagonista di sabato sera, tanto è vero che rappresentando l'Honduras ai giochi olimpici di Rio de Janeiro è stato eliminato al primo turno. Ma era molto giovane e più adatto al professionismo. Il modo in cui si è liberato di Diego Magdaleno e Richard Commey, non due pivelli, ha fatto sensazione. Il ragazzo ha senza dubbio talento e avvenire e l'arroganza di chi crede molto in se stesso. La domanda è se non sia un rischio affrontare Lomachenko già adesso pur portando in dote anch'egli un titolo dei leggeri.
Lomachenko è un pugile dalla tecnica perfetta, è veloce, incassa bene se si riesce a prenderlo e non è facile, soprattutto porta colpi dagli angoli più impensabili, non è un picchiatore ma quando uno arriva a segno come lui l'effetto è assicurato, il tutto agevolato da un tempismo perfetto. E delle sue qualità avrà bisogno perché in realtà l'ucraino è anche meno che un peso leggero e rende qualche centimetro in altezza e allungo e in generale come fisico al rivale. Lopez è più potente di lui, combatte tenendo il sinistro basso e lo fa scattare con grande efficacia e il gancio sinistro, oltre al diretto destro, è una ottima arma contro un mancino. Forse però quella disinvoltura difensiva, facilitata da riflesso notevole, non è garanzia di successo contro uno come Lomachenko, può anche essere pericolosa.
Difficile fare un pronostico ma se Lomachenko è ancora quello di 13 mesi e mezzo fa, data del suo ultimo incontro, è lui che parte con i favori del pronostico. L'ucraino non è tipo da sottovalutare nessuno nonostante abbia vinto tutto ciò che c'era da vincere e sarà come sempre preparatissimo. Lopez ha incontrato finora solo un mancino da professionista ed era Magdaleno, ottimo pugile ma non certo all'altezza di Lomachenko.
Piuttosto a chi scrive preoccupa la scelta di giudici di Las Vegas come Steve Weisfeld che ultimamente non ha brillato, ma soprattutto Julie Lederman e Tim Cheatham. C'è da sperare non diventino loro i protagonisti.




