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Oscar De La Hoya ripresenterà davvero il fantasma del Golden Boy?

DeLaHoyaSconfittodi Gualtiero Becchetti

Bene! Anzi...male!
Rientra sul ring anche Oscar De La Hoya.
Quarantasette anni. Immenso campione di una generazione di pugili fa. Inattivo dal 2008, oro olimpico a Barcellona 1992 e debuttante al professionismo nel medesimo anno. Sono passati ventotto anni! Un arco di tempo in cui sono diventati famosi e persino tramontati atleti che nascevano mentre il messicano-californiano saliva sul podio a cinque cerchi.
Inutile ripercorrerne la fantastica carriera, superfluo rivangarne gli straordinari meriti e gli allori conquistati. Come lui, il bel "Golden Boy" che spezzava pure tanti cuori femminili, ne nascono pochi.
Ovviamente non so se questa idea gli sia "frullata" in testa per la necessità di mettere in tasca dollari. Non credo. Più probabile che si tratti del nefasto, irresistibile, subdolo richiamo di una giovinezza che non c'é più, di una forza ingiallita dal tempo, di una nostalgia tenuta nascosta in soffitta per anni e ora prepotentemente fuoriuscita dal buio con l'avvicinarsi di quella soglia dei "50" che infastidisce non poco tutti.
Ha detto che infilerà di nuovo le mani nei guantoni nei primi mesi del 2021 e contro un buon pugile. Magari persino un campione...
Non si tratterebbe quindi di un'esibizione come quella che si appresterebbero a sostenere Mike Tyson e Roy Jones, ma di un match reale.
Che tristezza!
Tutti abbiamo visto pochi giorni orsono la patetica, malinconica immagine di colui che "fu" Iron Man dinanzi alle telecamere e agli occhi di milioni di spettatori. Ritrovarlo addormentato o stordito e a testa bassa nel corso dell'intervista é stato come una pugnalata al cuore di chi tuttora lo ama e l'ammira incondizionatamente.
E tutti abbiamo visto pure un paio di tremendi ko subiti da Roy Jones che hanno fatto addirittura temere esiti drammatici.
Oscar De La Hoya ha il dovere di restare nei nostri cuori e nella nostra memoria un "Golden Boy" a vita.
Quando si ritirava dodici anni orsono non era più l'indomito, elegante, potente, spettacolare pugile dei momenti magici.
Non potrà a maggior ragione esserlo oggi.

Il suo volto devastato, attonito, incredulo e disperato per la consapevolezza che l'avventura di pugile era finita dopo la resa contro Pacquiao, é quasi lo struggente simbolo della sconfitta e la fotografia in primo piano lo comprova.
Potrebbe pure vincere qualche match. Poi? Ad un certo punto si troverebbe inevitabilmente davanti il ragazzo assetato di vittoria e sarebbero guai molto, molto seri...
Per informazioni sicure basterebbe che egli domandasse a tanti grandi pugili che hanno ritentato l'avventura con i capelli grigi sulle tempie.
Anche a casa nostra...
Il Golden Boy è un uomo, un imprenditore e un promoter di successo. Che vuole ancora?
Osservi bene il filmato di Mike Tyson e mediti.
Come tutti i miti dello sport non appartiene solo a se stesso ma anche alle moltitudini che l'hanno sempre ammirato e sostenuto.
Ci ripensi, per favore...

 

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