Una triste notizia, arrivata poco fa, ha raggelato tutto il movimento pugilistico italiano che perde uno dei suoi più gloriosi interpreti.
Da tempo malato, è deceduto infatti all’età di 78 anni Fernando Atzori, sardo di Oristano trapiantato a Firenze sin da bambino.
Atzori resterà tra gli immortali della boxe, non solo italiana, per aver conquistato la medaglia d’oro ai giochi olimpici di Tokyo 1964 battendo in finale il polacco Artur Olech.

Nel febbraio del 1965 arriva l’inevitabile passaggio al professionismo con la firma del contratto con il manager fiorentino Adriano Sconcerti.
Dopo solo 15 incontri disputati, senza passare dal titolo italiano, Fernando nel 1967 conquista il titolo europeo battendo ai punti a Villeurbane il francese Renè Libeer.
Dopo nove difese, nel 1972 lascia la cintura nelle mani dello svizzero Fritz Chervet che, sul ring di Berna, lo batte per KO alla undicesima ripresa.
Torna in possesso del titolo l’anno successivo sconfiggendo per ko alla dodicesima ripresa il francese Dominique Cesari.
Oramai logorato da una lunga carriera e senza più grandi motivazioni viene ancora battuto da Chervet, che, nella prima difesa del titolo, gli impone il KO nel corso della settima ripresa, sempre a Berna.
Fallisce il suo lancio internazionale in due occasioni.
Nel 1968 battuto in quattro riprese da Octavio Gomez a Mexico City e l’anno successivo a Manila superato in sette rounds dal filippino Bernabe Villacampo, futuro campione WBA.
Probabilmente, con quattro cinture a disposizione come oggi, sarebbe riuscito a diventare campione mondiale.
Dopo la sconfitta del 1975 a Barcellona contro Manuel Masso si ritira dall’attività agonistica con un record di 44-6-2. RIP.
Max



