La classe dell'americano brilla a Las Vegas

Dopo due minuti di studio Brook aveva cominciato ad azionare il suo jab sinistro contro un Crawford che era uscito dal suo angolo in guardia normale. Ritmo lento e quel jab portato con grande tempismo al quale Brook aggiungeva o il gancio sinistro o il montante destro. Colpi isolati, con ancora una certa cautela, ma l'inglese vinceva le prime due riprese mentre Crawford portava gli effetti di quel jab con l'occhio destro che cominciava a gonfiarsi. Ma l'uomo del Nebraska aveva preso la sua decisione e si metteva in guardia destra vincendo il terzo round sul nostro cartellino lasciando andare un po' le mani e portando a sua volta il jab destro. Poi improvvisamente dopo meno di un minuto del 4° round Brook portava un sinistro ma era anticipato dal destro di Crawford alla punta del mento. Brook sbandava all'indietro e finiva per essere sostenuto solo dalle corde senza le quali sarebbe volato fuori dal ring. Prima che l'arbitro Tony Weeks riuscisse ad intervenire per il conteggio Crawford portava un altro paio di colpi. Brook faceva segno all'arbitro di poter continuare dopo che il conteggio aveva raggiunto l'8 ma Crawford non è uno che si lascia scappare un avversario in difficoltà e gli era subito addosso. Una valanga di colpi e il signor Weeks, ad avviso di chi scrive uno dei migliori arbitri in circolazione se non il migliore, dichiarava lo stop e il titolo di sigla WBO dei welter rimaneva negli Stati Uniti.
Difficile che Brook decida di continuare la carriera a 34 anni. Dopo il match chiedeva ai suoi secondi cosa fosse successo. Quel destro non l'aveva proprio visto. Quanto a Crawford speriamo che le politiche, le beghe personali e gli interessi non ce ne privino, soprattutto non ci privino di match con gente come Spence, Ugas, Porter, Thurman e forse anche Pacquiao. Lo merita lui a 33 anni e, perché no, anche noi.



