A FONDI TUTTO SECONDO COPIONE, MICHAEL MAGNESI CAMPIONE MONDIALE IBO CON UNA SOLUZIONE DI FORZA.

Il maestro Mario Massai è uno che la sa lunga e lo aveva pronosticato due giorni fa che Michael Magnesi avrebbe vinto contro Kinigamazi molto prima che si arrivasse ai punti dopo dodici riprese. Così è stato: il “Lupo Solitario” di Cave è il trentaseiesimo campione mondiale italiano di una sigla iridata riconosciuta dalla Fpi, in questo caso la IBO, categoria supepiuma. Lo è diventato dopo un match esemplare in cui ha coniugato come un veterano preparazione e forza fisica, ritmo, precisione dei colpi, scelta di tempo e difesa. Dopo quattro round controllati alla perfezione e un conteggio imposto all'elvetico Kinigamazi alla metà esatta del terzo round, Magnesi ha esploso un perfetto gancio destro quando mancava una trentina di secondi alla fine della quinta ripresa, gancio che ha fatto cadere pesantemente l'avversario. Kinigamazi si è rialzato con difficoltà, ed è parso evidentemente provato anche durante il conteggio dell'arbitro svedese Hook che, saggiamente, poneva la parola fine alle ostilità. Insomma una conclusione che lo staff di Magnesi, vedendolo preparatissimo e determinato, aveva facilmente pronosticato. A onor del vero Kinigamazi (ora 32-3, 4ko) era l'avversario giusto per esaltare le qualità del ragazzo amministrato da Buccioni: poco potente, non velocissimo ma comunque integro fisicamente e molto più esperto dell'italiano. Il fatto è che Magnesi (ora 18-0, 10ko) anche stavolta ha reso lui tutto facilissimo. Di questo ragazzo, che ormai seguiamo attentamente da qualche anno, ci colpisce il continuo e costante progresso a livello tecnico-tattico oltre che agonistico, la grande rabbia pugilistica, la determinazione feroce. A ventisei anni si ritrova una corona mondiale IBO che dovrà essere per lui un trampolino di lancio verso traguardi ancora più importanti, cosa che gli può senz'altro dare la convizione che ormai ha di sé stesso, come pugile di assoluto livello. Il Magnesi visto stasera potrebbe impensierire e guardare dritto negli occhi qualsiasi superpiuma del pianeta. Ma un passo alla volta, che la strada va affrontata con calma e serenità.

Nel sottoclou di questa bella serata organizzata dalla BBT e trasmessa negli ultimi tre match in diretta nazionale da Sportitalia si sono viste altre cose interessanti e pugili da tenere bene in considerazione per il futuro.
Damiano Falcinelli (ora 13-0, 6ko) ha dimostrato di poter avere presto la chance con il titolo italiano dei superwelter in palio per come ha disposto di forza del brasiliano Idiozan Matos (ora 36-20, 30ko) che lo ha impegnato solo nel primo round. Due conteggi nella seconda ripresa, due anche nel terzo e ovvio ko tecnico per Falcinelli che è a ragione uno dei pupilli di Davide Buccioni. Ha potenza e precisione, se migliora anche in fase difensiva può essere un buon prospetto. Buon prospetto che senz'altro è il supergallo albanese-romano Muhamet Qamili (ora 2-0, 1ko) che ha battuto ai punti in sei riprese il mai domo Alex Ferramosca (ora 3-1, 3ko) nel match più bello e combattuto visto stasera. Il ventiduenne albanese ha sofferto solo nel primo round il lavoro del mancino Ferramosca, trentasettenne ex nazionale dilettanti, poi ha preso il suo ritmo e condotto con mestiere e tecnica un match in cui l'avversario non ha mai fatto un passo indietro. Il match era valevole per un quarto di finale del Torneo delel Cinture Wbc-Fpi, ma questa è solo un'etichetta che comunque ha permesso di vedere un gran bel match. I primi due confronti della serata avevano come protagonisti i pesi medi Simone Bicchi e Yuri Lupparelli. Il primo (ora 4-0) ha battuto ai punti il serbo Nikola Mancic (ora 1-9, 1ko) ma soffrendo le pene dell'inferno: dopo quattro round condotti senza problemi, nella quinta ripresa Bicchi è stato raggiunto da un montante destro seguito da una pesante azione a due mani ed è andato al tappeto, quindi dopo il conteggio ha resistito fino al gong. Il calvario del senese continuava anche nella sesta e ultima ripresa, che fortunatamente lo vedeva ancora in piedi al suono dell'ultima campana. Bicchi rimane imbattuto ma dovrà certamente lavorare molto. Bene invece Lupparelli (ora 6-0, 2ko) dotato di lunghe leve e bellissimi colpi portati con precione da lontano che ha controllato e battuto agevolmente ai punti il serbo Sladjan Dragisic (ora 5-22-2, 3ko), che comunque ha fatto il suo per impegnarlo.
Andrea Bacci



