Dopo la sconfitta per KO alla decima ripresa, subita ieri sera contro Joe Joyce (12-0) alla Church House di Westmister-Londra nell’incontro con in palio il titolo europeo dei pesi massimi, Daniel Dubois (15-1) è stato trasportato al Moorfields Eye Hospital, dove vi ha trascorso la notte.
Gli accertamenti ai quali è stato sottoposto hanno evidenziato la rottura dell'osso orbitale e il danneggiamento del nervo dell’occhio sinistro che si era gravemente gonfiato nei round centrali del match, dopo essere stato ripetutamente centrato sin dall’inizio dai jab di Joyce, chiudendosi poi del tutto.
Dubois nella giornata di domani verrà visitato da uno specialista del settore per decidere se l’infortunio subito dovrà richiedere un intervento chirurgico.

Operazione o no, si prospetta per lui un lungo periodo di stop, se non addirittura il rischio della fine prematura della carriera, come ipotizzato da Carl Frampton, ex campione s.gallo e piuma.
Frank Warren, suo impresario, dovrà necessariamente rivedere la strategia che prevedeva il ritorno sul ring di Dubois nel mese di marzo-aprile 2021 per poi cercare di ottenere la rivincita da Joyce, ipotesi per la quale il clan del neo campione, medaglia d’argento ai giochi di Rio, è sembrato essere alquanto freddo.
A giudizio di chi scrive il match di ieri sera era prematuro per il 23enne di Greenwich.
Nonostante le sue indubbie qualità e nonostante si presentasse con un record immacolato, Dubois è arrivato a questo appuntamento senza la necessaria esperienza sul ring.
Le sue 15 vittorie (14 delle quali prima del limite) nei quattro anni di professionismo sono state di fatto ottenute al cospetto di avversari di non eccelsa quotazione che non lo hanno impegnato più di tanto.
Anche la posizione n. 2 del ranking assegnatagli dalla WBO si è rivelata essere stata, alla prova dei fatti, una scelta alquanto generosa.
Proprio ieri sera, nonostante fosse avanti nel punteggio, Dubois ha dato l’impressione di non essere ancora pronto per disputare un incontro con titolo mondiale in palio.
Più volte in questi anni mi è venuto naturale paragonare il percorso di Dubois a quello del connazionale Frank Bruno, a cui lo accumuna la notevole potenza nei pugni.
Bruno conquistò il titolo europeo dopo quattro anni di professionismo, battendo nel 1985 a Londra per KO alla quarta ripresa lo svedese Anders Eklund, avendo però alle spalle un numero maggiore di incontri disputati (27) rispetto a Dubois e sopratutto dopo essere stato messo di fronte ad avversari con un sempre crescente livello di difficoltà.
Comunque Dubois, occhio permettendo, avrà tutto il tempo per riscattare l’amara sconfitta di ieri notte.
Max



