Un cancro all’esofago è stato fatale a Kazuo “Royal” Kobayashi, gloria del pugilato giapponese, deceduto a Kumamoto all’età di 71 anni.
Pugile dalla grande potenza nei pugni, “Royal” rappresentò il suo paese in occasione dei giochi olimpici di Monaco 72, dove venne eliminato nei quarti di finale del torneo della categoria dei pesi piuma dall’ungherese Andras Botos, dopo aver messo KO alla prima ripresa nel match precedente Pasqualino Morbidelli.
Nel 1973 passa professionista, dove nonostante il sostegno organizzativo dei potenti impresari locali, ha avuto la sfortuna di trovare sulla sua strada autentici assi delle dodici corde ai quali nulla ha potuto opporre.
Dopo 18 incontri (16 dei quali terminati con successi prima del limite, compreso quello con il messicano Joe Medel ex sfidante mondiale di Eder Jofre), arriva per lui la prima occasione di combattere per il titolo mondiale.
Nel 1975, sul ring del Kukigyan Arena di Tokyo, viene messo di fronte per il titolo dei piuma WBA al fuoriclasse nicaraguense Alexis Arguello che lo sconfisse per KO alla quinta ripresa.

La nascita della categoria dei s.gallo gli consente nel 1976 di conquistare la cintura WBC battendo per KO alla ottava ripresa il panamense Rigoberto Riasco.
Il suo regno regno ha però breve durata in quanto, tre mesi dopo, deve lasciare il titolo nelle mani del sud coreano Dong Kyun Yong che lo supera ai punti a Seoul.
Leggenda vuole che in quella occasione Kobayashi venne penalizzato da uno dei consueti stratagemmi coreani. Fu infatti costretto ad una lunga attesa in uno spogliatoio non riscaldato, salendo sul ring infreddolito.
Nel 1978 a Kitakyushu gli venne offerta l’occasione di conquistare la versione WBA del titolo, ma venne battuto per KO alla terza ripresa dal formidabile p.ricano, Wilfredo Gomez, allora appena 21enne.
Nel 1979, sul ring della mitica Korakuen Hall di Tokyo, l’ultimo tentativo di ritornare in possesso del titolo mondiale nella sua categoria naturale dei pesi piuma.
Anche in questa occasione si trovò però di fronte un campione più bravo di lui, il panamense Eusebio Pedraza, detentore della cintura WBA, contro il quale fu costretto ad abbandonare il match nel corso della 13esima ripresa.
Si ritira dall’attività nel 1981 con un record di 35-8.
Max



