Tratto da "Duran! Duran! Duran!" di Gualtiero Becchetti (Ed. BradipoLibri - Torino - 2012)
...Oggi, cinquantuno anni fa...

(Eddie Pace e Carlo Duran al peso)
12 Dicembre 1969...Il mattino dell’incontro contro Eddie Pace, brevilineo e temibile pugile di Los Angeles, alle operazioni di peso arrivarono trafelati e preoccupati Sabbatini e Ciaccio; in quegli anni le comunicazioni non erano rapide, le cose le si veniva a sapere con enorme ritardo rispetto ad oggi e la “cosa” in questione il duo romano l’aveva appena appresa fresca-fresca dalla Gazzetta dello Sport. “Carlo e Libero, stateme a sentì-Sussurrò il promoter per non essere udito da estranei-Sono uscite sul giornale le graduatorie mondiali e Pace è al primo posto... Nun lo sapevo; avevo cercato uno bono ma nun così! Che famo? Ve siete allenati bene? Diteme la verità perché se nun state sicuri se trova ‘na scusa e mannamo a monte er match!”. Quasi indignata la risposta di Golinelli: “Carlone s’allena sempre alla grande e siamo in gran forma, parola di Libero! Stasera quello lì lo facciamo più nero di quello che è, vero Carlone?”. Il pugile, che se la rideva osservando la scena, si limitò ad alzare le spalle... A conferma della popolarità raggiunta da Duran, un divertente episodio tipicamente italiano; un gruppo di suoi amici e sostenitori giunti alla Stazione Termini da Bologna, naturalmente in grave ritardo sull’orario previsto, salì su un autobus e dopo qualche cambio arrivò in zona Eur, ma non sapeva dove fermarsi e come raggiungere il palasport, mentre le lancette dell’orologio giravano inesorabilmente. Le ansie del “manipolo” giunsero alle orecchie dell’autista: “Dovete annà a vedee er match de Duran?–Intervenne l’uomo al volante dell’automezzo-Li mortacci... Ce dovevo annà pure io ma un collega m’ha tirato er bidone e oggi nun ha fatto er cambio de turno, ‘sto infame...”. Detto ciò, svoltò per una strada evidentemente non prevista dal percorso, mentre dal fondo dell’autobus si levavano le colorite rimostranze dei passeggeri... “E state bboni che ce metto un minuto! E chissà dove dovete annà!”, fu la serafica reazione dell’autista, il quale, percorso circa un chilometro, si fermò in un punto da dove si vedeva imponente e sfavillante di luci il PalaEur. “Beati voi e divertiteve che con Duran ce se diverte sempre... Aho! E voartri mò la finite de fa’ casino? Adesso ve riporto alla fermata! Se ce stava n’emergenza che dovevo fa’?”.
Tra le dodici corde, poi, Carlo vinse uno dei migliori incontri della carriera sul colored con i capelli a “cespuglio” stile Jimmy Hendrix e indimenticabile resterà l’ultimo secondo dell’ultima ripresa, anche se non si trattò propriamente di un vero esempio di fairplay verso l’ospite. Al suono del gong, Duran non si fermò probabilmente per il boato che stava accompagnando la serie con cui aveva messo in palese difficoltà lo statunitense e questi, a sua volta, fece lo stesso; Libero Golinelli arrivò come una saetta e si lanciò tra i due prendendo per i capelli Pace, “colpevole” di avergli riso in faccia quando gli aveva chiesto di radersi la barba; questi arretrò di un passo, quel tanto che bastava per divenire il perfetto bersaglio di un imponente lancio di panini alla porchetta, frutta, verdura, bicchieri di Coca Cola e palle di carta... Insomma, il povero Eddie divenne il parafulmine su cui si scatenò la tensione accumulata da tutti i presenti, mentre in realtà era perfettamente innocente. Questo ottimo pugile ventinovenne, che tra gli altri aveva sconfitto nientemeno che Freddie Little, Curtis Cookes, José Stable, Pete Toro, Joe Shaw, Hurricane Kid, Stan Harrington e affrontato i leggendari Carlos Monzon, Emile Griffth, Luis Manuel Rodriguez e Josè Napoles perdendo ai punti di misura, scomparirà improvvisamente appena tredici mesi dopo per attacco cardiaco, mentre si trovava al lavoro nell’ospedale di Los Angeles, dov’era infermiere. Il ritorno in treno, quella notte, fu gioioso per i tifosi di Carlo, ma alla stazione di Bologna, appena messi i piedi a terra, sui giornali dell’edicola prospiciente la banchina un titolo da far raggelare il sangue: “Strage a Milano, nella Banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana”. Sì, era il 12 Dicembre 1969... Cominciavano, per l’Italia, gli “anni di piombo”.



