L'unica possibile ricerca della nobiltà di un uomo colpito dalla calunnia , consiste nel riscatto del tempo per mezzo della verità.. E’ il caso di Floriano “l’italiano Pagliara “ .Cecinese d’ adozione ,passa professionista nel 2006 , nel 2011 vince la cintura Ibf del Mediterraneo A 35 anni avevo già in bacheca una cintura internazionale Ibf, quella italiana dei super piuma e nel 2013 dopo una sconfitta con Scarpa conquista il titolo italiano dei 58,967 kg. Pagliara a quei tempi aveva già un filo diretto con gli States dove aveva esordito nel 2009 disputando validi match con personaggi già famosi come Antonio Espinosa e Diego Magdaleno Nel 2013 dopo il match con Angelo Ardito al Palasport di Cecina Floriano risulta positivo all’antidoping per una presunta assunzione di diuretico.
Pagliara viene travolto da una tempesta negativa a cui risponde con una appassionata difesa della sua innocenza che porta anche nell’aula del tribunale ma viene squalificato con Delibera Coni e perde ogni possibilità di continuare la sua carriera in Italia.
Torna negli Stati Uniti dove combatte nel 2014 e nel 2015 e in un rientro senza fortuna nel 2018. Intanto la sua guerra legale in Italia continua dolorosamente e in un amaro silenzio.
Dopo quasi otto anni Il Tirreno due settimane fa porta alla luce nuove resalta sul “Caso Pagliara “ .Il quotidiano toscano riporta alla luce il “Caso Pagliara” e scopriamo che l’analisi sul campione d’urina di Floriano , giudicato “positivo” nel 2013 , non è stata effettuata regolarmente .
Nell’ultima udienza presso il Tribunale Penale si scopre che nelle analisi solo 20 millilitri appartengono a Floriano e il resto del materiale organico esaminato appartengono ad un altro individuo-
A dicembre il Tribunale potrebbe deliberare l’assoluzione del pugile.
Abbiamo contattato Floriano che ora vive a New York da una decina di anni .
- Si abito a Staten Island con mia moglie Stefania, ci siamo sposati qui in America. Le ultime situazioni della mia causa penale mi hanno restituito una agognata rispettabilità interiore . Sono passati otto lunghi anni da una condanna ingiusta che mi ha spezzato una carriera e mi ha costretto a emigrare .Ho sempre avuto l’anima del pugile e la disponibilità a lottare contro la cattiva sorte .
Spero che in sede penale, la mia innocenza venga ufficialmente riconosciuta . Non ho mai assunto nulla per migliorare le mie performance perché andrebbe contro i miei principi. Amo la boxe in tutta la sua positività. Sono diventato un uomo maturo adottando i principi e i valori che mi ha insegnato il ring e il suo mondo.
A 43 anni sono ancora nel mondo della boxe, mi alleno e frequento praticamente tutti i giorni la palestra , sporadicamente e Covid permettendo riesco anche ad andare a visitare le varie palestre di Boxe in New York . Se tornerò sul ring? Mai dire mai, la storia insegna che ci sono stati tanti pugili a dare un cazzotto all'età. Tyson l'ha fatto ben oltre i 50 anni, ma di esempi ce ne sono tantissimi.
Sarò un ex pugile, forse, solo quando tutta la vicenda doping, iniziata nel 2013, si concluderà. Questo accadrà a dicembre 2021 con la sentenza nella quale il mio team di avvocati, genetisti e periti, confida molto. Tutti hanno dato il massimo per mostrare la mia innocenza.
Voglio dare un consiglio a tutti i “ giovani“pugili e non : l’’esperienza americana è un sogno bellissimo, a maggior ragione a livello pugilistico, ma ovunque voi siate mettetecela tutta perché il sacrificio paga. Cosa ancora più importante non dimenticate mai le vostre origini, Con l’occasione saluto la mia società Boxe Cecina Polisportiva Palazzaccio. -



