RISULTATI DAL PALASANTORO DA ROMA PER LA SERATA PROPOSTA DALLA BBT DI DAVIDE BUCCIONI. MONDONGO NUOVO CAMPIONE ITALIANO DEI PESI PIUMA, VERSACI SI CONFERMA NEI MASSIMI LEGGERI PER PARI TECNICO. NEL SOTTOCLOU SUCCESSI DI SOCCI ED EL HARRAZ
Nonostante qualche prevedibile problema di collegamento al server, messo in difficoltà all’inizio per il grandissimo numero di acquisti in pay-per-wiew sul sito e sull’app di FL Sport, la serata di Roma proposta da Davide Buccioni e dalla sua BBT ha offerto spettacolo, buoni match e anche inevitabili rammarichi. Ma, si sa, la boxe è sport dove l’imprevedibilità è sempre dietro l’angolo. C’erano in palio due titoli italiani e ottimi pugili nel sottoclou come Socci ed El Harraz.

Nel primo match titolato, il tricolore vacante dei pesi piuma, era subito spettacolo e colpi a raffica senza praticamente soluzione di continuità. Suat Laze, del resto l’ultimo a detenere quel titolo, metteva il match sull’aggressività mulinando pugni di continuo, Christopher Mondongo era bravo a difendersi con ordine e spesso a rientrare con maggiore precisione dell’avversario, tanto che le prime riprese gli si potevano tutte aggiudicare. Ma Laze non stava a guardare, aumentava ancora l’intensità della sua azione e gli scambi si facevano intensi, tanto che poteva scapparci l’atterramento in qualsiasi istante. Detto, fatto: all’inizio del quinto round destro di Mondongo che faceva barcollare Laze, ma il romano di colore si disuniva e veniva incrociato dal destro del rivale, e andava così lui al tappeto. Mondongo era comunque bravo a far passare il momento di difficoltà, rischiava ancora sul finale del tempo poi nella sesta faceva capire di aver ben recuperato. Il match comunque si stava riportando in un certo grado di equilibrio fino a che, inizio settimo round, un incrocio di teste provocava una ferita alla tempia sinistra dell’ex campione, con relativa interruzione del match. Si doveva andare quindi alla lettura dei cartellini. A parte un pari, 66-66, gli altri due recitavano 67-66 e 67-65 per il successo comunque meritato di Christopher Mondongo (ora 9-2, 3ko), ed era Suat Laze (ora 25-7-1, 7ko) a sottolinearlo in fase di commento. Per il ragazzo di Buccioni è questo il primo grande alloro in carriera e la possibilità di guardare con fiducia al futuro, quello che dovrà fare, a quarantuno anni d’età, anche il pur bravo e sfortunato Laze.

Nel match valevole come prima difesa di Francesco Versaci (ora 21-3-1, 5ko) contro Mattia Faraoni (ora 6-1-1, 3ko) il match vedeva solo la prima ripresa, anche piuttosto interessante, segnata però nel finale da un colpo alla nuca fortuito subìto dal calabrese. Versaci si alzava per la seconda ripresa ma in evidente stato di difficoltà e in precario equilibrio, per cui il medico di riunione propendeva giustamente per lo stop. Il verdetto era quindi di pari tecnico e cintura italiana che resta ai fianchi di Versaci, con grande rammarico di Faraoni per i mesi di preparazione purtroppo gettati al vento. Ma nella boxe ci stanno anche di questi problemi, ed è un peccato perché poteva uscire davvero un grande spettacolo.
Dario Socci, essendo un nuovo arrivo nella colonia di pugili di Buccioni, aveva molto da dimostrare, e certamente non ha mancato di mostrare le doti di grande combattente che già gli si riconoscono. Ha trovato un avversario ostico e tignoso nel giamaicano di Firenze, quel Jovan Giorgetti che sarà anche un collaudatore ma è uno che non molla mai. Si è assistito a sei riprese ruvide, tutte cuore e coraggio e pure qualche scorrettezza, con cui Giorgetti, che comunque il suo l’ha fatto, ha cercato di sopperire alla maggiore tecnica del salernitano giramondo. Socci ha messo in mostra buona tecnica e la capacità di non lasciarsi innervosire da un avversario che aveva tutto l’interesse a spezzettare il match. Insomma, pur con qualche fatica nell’inquadrare l’avversario, Socci ha messo al tappeto Giorgetti con una combinazione sinistro-destro nel corso del terzo round, quindi il fiorentino si è fatto pure ammonire ufficialmente nella ripresa successiva, per un esagerato uso di piccole scorrettezze. Vince chiaramente Socci (ora 13-6-2, 6ko) contro un Giorgetti (ora 9-17, 5ko) che può essere soddisfatto di essere arrivato comunque alla fine del match.
Khalil El Harraz, romano de’ Roma nonostante l’appellativo di “Arabetto”, era al rientro dopo la delusione di aver visto saltare l’opportunità di combattere in Germania per il titolo dell’Unione Europea. Il suo è stato un match sempre a comunque a centro ring e all’attacco, tanto che il brasiliano Idiozan Matos ha toccato il tappeto per due volte, nel primo e nel quarto round, poi ha messo esperienza e qualche buon colpo di sbarramento per arrivare alla fine del match senza ulteriori danni. Per il brasiliano (ora 36-21, 30ko) la curiosità che questa è la terza sconfitta che mette in archivio ai punti, con ben diciotto conclusioni prima del limite. El Harraz (ora 13-1-1, 1ko) che invece si rimette in fila per qualcosa d’importante.
Andrea Bacci



