
di Gualtiero Becchetti
Un ring senza pubblico attorno.
E lassù, tra le ombre del soffito, la presenza invisibile di qualcuno che in quel piccolo palasport di provincia venne accolto da giovane sognatore in cerca di fortuna e salutato alla fine da indimenticabile campione di casa.
I rari applausi rimbombanti nel vuoto.
Le voci di pochi ad infrangere il forzato silenzio.
Ma soprattutto ragazzi dal cuore pieno di coraggio e d'orgoglio palpitanti nell'arena cordata.
Ragazzi con la mente verdeggiante di speranze e miti di un remoto passato a battersi per la gioia di battersi.
Il volto delle persone coperto da una maschera che rende tutti uguali e irriconoscibili.
Ma sotto talvolta un sorriso, talvolta un'espressione di entusiasmo o di paura, perché la maschera non nasconde il cuore.
Le sfide ardenti di giovani in lotta con se stessi e con altri uguali a loro.
Battaglie disperatamente allegre o meravigliosamente crudeli.
Farsi male per cosa? Soffrire per chi? A che serve vagheggiare mete impossibili per quasi tutti?
Non lo so. O forse lo so...
Ognuno ha spiegazioni proprie per giustifacare ciò che sembra assurdo.
Poi, quando tutto é finito, mi sono ritrovato nella vita com'é.
La maschera di nuovo a mutilare il libero respiro del corpo, dell'anima e della mente.
I pensieri di sempre, miei e di tutti, ritornati nuovamente padroni.
Però mi sono sentito meglio.
Chissà perchè...
Forse quei ragazzi protagonisti di una follia per certi versi inspiegabile mi hanno acceso una lucina in più.
Riconciliato un millimetrro in più con il futuro.
Perché il mondo é fatto così e va avanti sempre per la follia di pochi. Per la rincorsa alle nuvole di chi ama rincorrerle anche senza prenderle mai...
E se nei giovani il gusto per l'assurdo non é esaurito.
Se nei giovani l'indomito spirito dei guerrieri senza meta non é essicato, allora si può sperare in un domani migliore.
E io, dopo averli visti, ho più speranze di ieri.
Solo chi osa attraversare i dirupi con un balzo folle, anziché fermarsi nell'attesa infinita di qualcuno che costruisca il ponte, prima o poi passerà dall'altra parte!
E indicherà al prossimo la via...
In quei ragazzi ho intuito che non tutto é spento, muto, inquadrato, calcolato e catalogato.
Prima o poi il mondo dovrà rifare i conti con loro, con i ragazzi dipendenti da quell'invisibile droga che é l'amore per la vita.
Per fortuna.



