Traduciamo un articolo di The Ring scritto dopo il match con Turpin
Ringraziamo Eric Armit che dal suo archivio ha tratto questo articolo di Nat Loubet pubblicato da The Ring nel 1954 e ce lo ha inviato. L'articolo è firmato da Nat Loubet, il genero di Nat Fleischer che, alla morte di quest'ultimo, ne avrebbe preso il posto alla direzione della rivista. Loubet scrive di Tiberio Mitri immediatamente dopo la fulminea vittoria su Randy Turpin esaminandone l'esperienza negli Stati Uniti e le future possibilità di rivederlo a New York. Purtroppo quel match fu invece il canto del cigno del pugile triestino.
Tiberio Mitri sedeva in mezzo alla stanza nel quartier generale della stampa dell'International Boxing Club del Madison Square Garden. Fotografi e membri del Quarto Potere erano al lavoro. in mezzo ai flash. Bel giovanotto di 24 anni, aveva dalla sua più del rotto mix di inglese e italiano e del calore latino.. A pochi metri di distanza c'era Miss Italia 1948. I giornalisti erano divisi fra questa bellezza e Tiberio. Uno chiedeva alla Tigre che veniva da vicino al Tevere cose riguardo al vicino match con Dick Wagner, un mediomassimo buon cavallo da tiro., un altro scriba puntava invece alla sparring partner di vita di Mitri.
"Come vi siete messi insieme?" chiedeva.
Mitri attraversava la stanza. "Eravamo in vacanza nello stesso paese e abbiamo deciso di stare in vacanza insieme a vita"
Si girò verso il primo giornalista "Il prossimo incontro" disse lentamente avendo problemi con l'inglese "Sono eccitato di combattere in questo, come lo chiamate... Garden e provo...duramente a non deludere tutti"
Qualcuno chiese da quanto fossero sposati
"Quattro mesi, forse...alcune ore?"

Uno dei ragazzi chiese se fosse troppo tardi per baciare la sposa. Fu a questo punto che il manager americano di Mitri, Saverio Turiello, a sua volta un buon pugile negli anni 30, suggerì che sarebbe stato meglio per tutti finirla lì. Non c'era niente altro da fare per il ragazzo tricolore che combattere con Dick Wagner. E lo fece vincendo per decisione unanime, secondo noi 9 round a 1. La bolla faceva il suo corso puntando in alto. Gli esperti di bordo ring prevedevano un brillante futuro per il ragazzo che aveva mostrato una superba forma pugilistica e al quale sembrava mancare solo il pugno. Non era dispiaciuto di essere venuto in America in cerca di fama e fortuna. Poi è arrivata la sua grande occasione. Rocky Graziano doveva combattere con Jake La Motta per il titolo mondiale dei pesi medi ma rinunciò lasciando la strada aperta a Mitri. Per accettare il match doveva prendere una decisione. Mitri deteneva il titolo europeo dei pesi medi e doveva o difenderlo o rinunciarvi. Rimanere negli Stati Uniti significava non avere il tempo di tornare in Europa per combattere prima che scadesse il limite di tempo. Cosa fare? Quando affrontò la decisione davanti alla stampa sorrise timidamente: "Sono venuto negli Stati Uniti per combattere per la corona mondiale e così combatto qui".
Questo avveniva nel 1950. Per 15 faticosi round Mitri prese il pestaggio che solo un La Motta al suo meglio poteva dare. Fu solo negli ultimi round che lo sfidante italiano fu in grado di fare della boxe efficace contro "Il toro del Bronx" che lo aveva assalito da gong a gong. Quando fu reso noto il verdetto unanime a sfavore di Mitri tutti concordarono sulla mancanza di esperienza e che maturando Mitri avrebbe potuto ancora minacciare il possessore della corona dei pesi medi.
Nessuno dubitò del suo coraggio o della sua capacità di incassare. Per 15 round aveva fatto vedere di avere diritto alla definizione di cuore della Tigre anche se le sue armi offensive erano state così rovinose che non poteva più essere chiamato "La Tigre". Un giovane uomo molto scoraggiato si imbarcò per tornare in Italia. In 'autunno fece il suo ritorno e deluse perdendo contro un pugile di medio livello, Claude Ritter, a Parigi. Poi sono venuti alcuni incontri non importanti. Vittorie su Gaston Chambraud, Gus Degouve, Jackie Marr e Gilbert Stock lo portarono a un match contro Livio Minelli. L'incontro, svoltosi a Milano, finì in parità e il valore di Mitri non crebbe nè diminuì.
Gli fu data un'altra possibilità di dimostrare il suo valore. Charley Humez, sfidante fra i pesi welter, aveva rinunciato alle pretese al titolo e debuttava fra i pesi medi. Il match fu combattuto a Parigi e Mitri perse facendo vedere poco della forma che ne aveva fatto un forte sfidante agli onori mondiali dei medi. L'italiano non fu solo battuto da Humez, ma atterrato diverse volte durante l'incontro.
Così inizio il lungo sentiero verso l'oblio. Vero, il ragazzo di Trieste vinse la maggior parte dei suoi incontri ma contro avversari mediocri e la maggior parte degli esperti lo schedò come un ragazzo che avrebbe fatto tutto giusto con questi avversari ma non sarebbe mai tornato ad alto livello. Il tempo passò ed ecco il 1954. Randy Turpin, ex campione del mondo dei pesi medi e grande pugile inglese, detentore del titolo europeo, cercava un avversario per rinforzare il suo percorso di ritorno. Qualcuno pensò a Mitri. Non aveva pugno, non è vero? Sarebbe stato un buon allenamento per Randy e la sua abilità pugilistica non si era vista contro gli uomini al top. Sicuramente Mitri era il loro uomo. Nessuno faceva troppo caso all'italiano che si allenava a Santa Marinella, vicino Roma.
Poi venne la grande notte. Turpin e Mitri, guantoni allacciati, si fissavano negli occhi. Ventotto secondi dopo il gong d'inizio match un gancio sinistro e un gancio destro videro Turpin riportato all'angolo, pugile confuso e sconfitto. Mitri, senza nemmeno avere sudato, aveva dimostrato di avere pugno.e, anche, per la seconda volta nella vita, deteneva il titolo europeo dei pesi medi.
E' vero che Turpin era stato per un certo periodo oggetto delle critiche dei suoi connazionali per i suoi metodi di allenamento e alcuni erano arrivati a dire che fosse in declino. Certamente non era al massimo della forma contro Mitri ma senza considerare quanto Turpin fosse regredito solo il futuro dimostrerà quanto Mitri abbia imparato nei suoi 4 anni di attività da quando era stato in cartellone negli Stati Uniti. Potrebbe battersi con Johnny Sullivan e fare un altro paio di incontri all'inizio di questa estate.Dovesse continuare a dimostrare la sua ritrovata abilità sarebbe senza dubbio in coda per un assalto al titolo mondiale dei pesi medi ora in possesso di Carl Bobo Olson. Dopo l'incontro l'abbronzato Mitri è stato bloccato dai giornalisti. Il 27enne biondo vincitore faceva ancora notizia. Gli è stato chiesto se intendesse combattere per il titolo mondiale. Lui ha dichiarato di non vedere l'ora di tornare negli Stati Uniti e avere una chance per la corona di Olson. A cosa attribuire la sua sorprendente vittoria? Non così sorprendente per Mitri:

"Ricordate cosa ho detto prima del match. Conoscevo il record di Turpin e sapevo di dover imporre il ritmo. Non dovevo boxarlo. Sapevo anche di avere trovato come picchiare duro e di dover scambiare con lui"
C'era qualcosa responsabile della sua fortuna?
"Ho corso 5 miglia ogni giorno prima di colazione poi, dopo aver mangiato, una doccia e un po' di esercizi per poi fare un duro allenamento. Non l'ho presa alla leggera come quando facevo i film." ha dichiarato Muti che fa l'attore quando non combatte. Se la sua abilità sullo schermo è buona come la sua recente esibizione sul ring farà più di Gregory Peck.
Le chiacchiere dal Madison Square Garden dicono che se l'italiano, con sole 3 sconfitte in 74 incontri, supera i prossimi match potrebbe ritrovarsi intervistato nell'ufficio dell'International Boxing Club. I giornalisti di New York hanno aspettato molto tempo per baciare la sposa.



