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Kaba: “Pronto a ricominciare più forte di prima”

 

Arblin si confida alla vigilia del ritorno sul ring del PalaBoni di Mantova, dove il 24 maggio 2019 conquistò il titolo italiano dei superleggeri e dove il 13 novembre 2020 in un match senza titolo ha conosciuto la prima sconfitta e il primo ko in carriera. Dopo cinque mesi torna in scena, per difendere la sua cintura tricolore dagli assalti di Randazzo in un venerdì di boxe importante (Organizzazione Loreni)



di Maurizio Roveri


Il “Lupo” è pronto a combattere. Intensamente, valorosamente. Il senso della sfida lo accompagna sempre: fa parte del suo istinto, del suo spirito, della sua energia, del suo coraggio.
Arblin Kaba, soprannominato “il Lupo” per via di un tatuaggio che porta su un fianco raffigurante il simbolo del lupo animale di potere, ulula verso la luna. Preparando gli ultimissimi dettagli per la battaglia di venerdì 9 aprile a Mantova. Che può aprirgli le porte a prospettive molto interessanti. Ne ha bisogno, Arblin. Come tutti i pugili emergenti che il flagello della pandemia ha frenato inesorabilmente nell’attività e nella programmazione.
Bisogna ripartire. Con determinazione. Per recuperare il tempo che è andato perduto. E per ritrovare il ritmo.
Il “Lupo” Kaba, sul ring mantovano del PalaBoni, sarà chiamato a difendere il suo territorio. Con tutta la carica emotiva che sarà necessaria in questa sfida.
Il pugile italoalbanese di Bologna, in questo venerdì, mette in palio il titolo di Campione d’Italia dei pesi superleggeri.
Quella cintura è da due anni il territorio del ventiseienne Arblin. Un territorio da difendere aggrappandosi a tutta la forza, la fierezza e l’intelligenza che possiede.
Ci sarà da respingere l’assalto che, in una foresta presumibilmente piena di insidie, gli porterà Luciano Randazzo il ventottenne pugile alessandrino che quel titolo dei superleggeri lo ha detenuto nel 2016 e nel 2017 (vittorie su Renato De Donato e poi su Luca Maccaroni, prima di lasciare la cintura tricolore nelle mani di Francesco Lomasto).
Kaba in attacco 2021
Il palcoscenico dove Arblin Kaba difenderà per la seconda volta la sua corona è lo stesso dove l’allievo del Maestro Paolo Pesci ha vissuto la notte più suggestiva ma anche - più recentemente - la più dolorosa. 
Era il 24 maggio 2019, quando all’undicesimo match della carriera professionistica Arblin ebbe l’opportunità di battersi con un pugile molto più esperto, il quotato e valoroso Massimiliano Ballisai. L’imbattuto Kaba seppe sfruttare al meglio l’occasione: diventò campione d’Italia sconfiggendo Ballisai per TD (technical decision) all’ottavo round.
Dopo una apprezzabile difesa del titolo contro Hassan Nourdine al PalaPilastro di Bologna, Arblin Kaba tornò sul ring della palestra Boni di Mantova (la città del suo manager Francesco Ventura). E’ storia di quasi cinque mesi fa. Novembre 2020. Il pugile bolognese avrebbe dovuto difendere il titolo italiano, ma… l’uno dopo l’altro il challenger ufficiale Randazzo e successivamente Andrea Scarpa s’erano trovati nella situazione di dover rinunciare. Però l’Evento mantovano organizzato dalla Boxe Loreni non poteva permettersi di perdere il match clou. C’erano le telecamere della RAI, quella sera. Perché la programmazione dell’Evento, il “Mantova Boxing Night”, prevedeva una notte con due Campionati d’Italia (l’altro, andato regolarmente in scena, è stato quello fra Tobia Loriga e Dario Socci, titolo dei welter). Però - come detto - una serie di contrattempi fece saltare il tricolore dei superleggeri.
 
E allora Mario Loreni, l’esperto l’organizzatore bresciano, ebbe l’intuizione di coinvolgere Mohammed “Clay” Khalladi (il neo campione Intercontinentale IBF dei pesi leggeri, fresco vincitore di Valentino per KO) proponendo per i telespettatori una sfida appassionante tra due pugili lanciatissimi. Quelle sfide che piacciono alla gente. Khalladi contro Kaba. Senza titolo in palio. Faccia a faccia: il tunisino che aveva fatto “saltare” Domenico Valentino, di fronte al giovane italo-albanese ancora imbattuto. Si combatteva per l’orgoglio, per l’immagine, per il gusto della battaglia. I pugili che hanno ambizioni non si tirano indietro. Mai. Loro accettarono la sfida. E i rischi. 
 
 
E fu una sfida vibrante, intensa, aspra, vera, con il pathos del knock out. Arblin Kaba era partito meglio, appariva in controllo, ma poi… come un lampo quel diretto destro del tunisino di Genova si stampò sul mento dell’italo-albanese di Bologna. Folgorandolo. Al settimo round.
Quella sera del 13 novembre 2020 Arblin Kaba si è trovato all’inferno. Ha conosciuto quella strana amara sensazione di disappunto della prima sconfitta da Pro e soprattutto lo smarrimento del primo KO subìto da quando va sul ring.

Sono passati centoquarantasei giorni. Vissuti da Kaba con una certa frenesia, aspettando impazientemente il giorno di tornare sul ring. La voglia forte d’essere di nuovo lassù fra le sedici corde. Per dimostrare che…
Kaba vs RANDAZZO 9 aprile

“ L’attesa è stata abbastanza sfibrante, ma nel senso che mi manca il combattimento. Mi manca il ring. Non c’è mai stata inquietudine per la sconfitta di cinque mesi fa. La sconfitta fa parte dello sport in generale, e in particolare d’una disciplina dura come la boxe. Va accettata e capìta. Sul ring basta un attimo, un errore e puoi trovarti giù. Quella sconfitta del novembre scorso l’ho presto metabolizzata. Ho cercato di capire dove ho sbagliato, che cosa ho sbagliato. L’importante è imparare dagli errori. Posso dire che quell’incidente di percorso è come avesse trasmesso in me una nuova carica. Lo stimolo a ricominciare più forte di prima. Con una determinazione ancora maggiore, ogni giorno in allenamento. Non c’è ansia di riscatto. Semplicemente ho voglia di riprendere a combattere e di fare bene. Dopo due mesi e mezzo di preparazione intensa, e rigorosa, mi sento veramente pronto. Sono in ottima condizione. Assieme al mio staff tecnico è stata programmata ima preparazione che mi permetterà di portare sul ring una fisicità superiore anche alle altre volte”, così annuncia il Campione d’Italia. Dimostrando di non avere perso certezze. 

Ha idee chiare, Arblin. 
“ Ho lavorato molto in palestra per correggere gli errori compiuti nel combattimento con Khalladi e anche in precedenti match. Io so di fare bene il pugilato, però a volte regalo troppo. In che senso? In certi momenti tendo a rilassarmi sul ring e ciò può portare ad un calo di concentrazione. Di conseguenza, regalo qualche colpo. Di solito li reggo bene, grazie alla mia solidità fisica. Però, se non sei attento attento e ti arriva un colpo potente e preciso… si può finire kappao. Come è successo”.

E dunque, che “Lupo” vedremo la sera del 9 aprile?
“ Sarò aggressivo. E’ vero che io sono il campione in carica e pertanto dovrebbe essere Randazzo, lo sfidante, a venire avanti e attaccare. Però a me non piace lasciar fare il match agli altri. Pertanto cercherò d’essere io ad impostare il ritmo, l’intensità dell'incontro. Sono un combattente e non posso snaturare le mie caratteristiche. Poi, è chiaro che sarà il ring a farti capire la tattica più saggia. E’ quando si è là sopra che bisogna avere la capacità di adattarsi alle situazioni, all’avversario. E saper impostare un match anche in maniera differente da come l’avevi pensato”.

Luciano Randazzo, piccolo guerriero dal grande fiato, è stato più volte accostato ad Arblin Kaba. Fu proprio il forfait di Randazzo per infortunio, nel maggio 2019, ad aprire la strada del combattimento tricolore per il superleggero di Bologna. Max Ballisai avrebbe dovuto incrociare i guantoni con Randazzo per il titolo. Indisponibile, il siciliano che vive ad Alessandria (portacolori della Boxe Valenza) venne rimpiazzato da Kaba. Quella sostituzione fece la fortuna di Arblin. Successivamente, Randazzo venne riconfermato come sfidante ufficiale. Ancora una volta un imprevisto, un contrattempo a fermarlo. Prese il suo posto Hassan Nourdine, apprezzabile per impegno la sera dell’11 ottobre 2019 ma non in grado di creare veri problemi a Kaba. 
E ancora: un altro problema costrinse Randazzo a rinunciare, con evidente disappunto, al combattimento con l’italo-albanese nel novembre 2020. Quando il successivo forfait anche di Andrea Scarpa fece definitivamente saltare il match per il titolo italiano, ma portò alla sfida internazionale (senza un titolo in palio) fra Arblin Kaba e Mohamed Khalladi.

Finalmente, stavolta Kaba-Randazzo si fa.
“ Il mio avversario - racconta il campione d’Italia - è un pugile un po’ anomalo perché ha una guardia un po’ differente dall’impostazione classica. E ha un modo di boxare un po’ tutto suo. Pugile scorbutico, sgusciante. Spero di riuscire a trovare la chiave giusta”.

Chiaro che ora la testa e la concentrazione di Arblin Kaba sono totalmente su questo combattimento. Non c’è spazio per altri pensieri. Non è permessa alcuna distrazione se si vuole mantenere il titolo e poter guardare il domani da una buona prospettiva.
Tuttavia, tentiamo alla vigilia del combattimento di Mantova, di stuzzicare Kaba. In caso di vittoria, potrebbe cambiare il percorso?
Arblin si apre. E confida progetti e sogni.
“ Se riuscissi a difendere vittoriosamente il titolo di Campione d’Italia anche stavolta, sarebbero praticamente due anni con questa cintura. Dal maggio 2019 quando la conquistai. Al titolo tricolore sono affezionato, perché tutto è partito da lì. Però, a quel punto, avrei bisogno anche di altri stimoli. E di percorrere strade nuove. Verificare ad esempio se si potesse arrivare a battersi per qualche titolo internazionale”.

Ma, sotto questo aspetto, l’allenatore di Kaba - il maestro Paolo Pesci - è un attimo più prudente. O meglio, concreto. “ Se Arblin vince e conserva il titolo, si può andare avanti ancora su questa strada. Da campione in carica, i titoli si difendono. E quella di campione d’Italia è una cintura che ha valore. I Tricolori sono sempre appuntamenti importanti. Poi, al momento giusto, quando ci saranno opportunità interessanti, si faranno anche altre scelte”.

L’organizzazione della giornata pugilistica di venerdì 9 aprile (inizio ore 17) è della Promo Boxe Italia di Mario Loreni e Graziano Loreni. Con la collaborazione di Cavallari-Ventura e della Boxe Mantova.


 

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