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17 Aprile 1967: Benvenuti vs Griffith una nazione intera s’incolla alla radio

17 Aprile 1967: Benvenuti vs Griffith..34 anni dopo Carnera una nazione intera s’incolla alla radio

C’è stato un tempo non troppo lontano nel quale la boxe, insieme a calcio e ciclismo, era lo sport più amato e seguito dagli italiani. Ed i suoi titoli più ambiti, allora come oggi, erano le cinture dei pesi Massimi e dei Medi.  Senza nulla togliere a quanti hanno contribuito con le loro gesta a scrivere pagine di storia del pugilato nazionale non è un caso se ancora oggi i due incontri più famosi, amati e ricchi di significato rimangono Carnera vs Sharkey del 29 Giugno 1933 e Benvenuti vs Griffith del 17 Aprile 1967.

La storia di Emile Griffith - Il Post

Nel 67 l’Italia si era già lasciata alle spalle il dopoguerra per tuffarsi nel boom economico, girava in Vespa e con la seicento, aveva scoperto le minigonne e impazziva per quattro ragazzi di Liverpool. La Milano calcistica dettava legge nel Mondo e le rivalità tra Simmenthal e Ignis, così come quella tra Merckx e Gimondi, infiammavano il paese. Erano gli ultimi sussulti di spensieratezza prima che il sessantotto, la crisi economica e Piazza Fontana facessero sprofondare l’Italia negli Anni di Piombo ed in quella che venne ribattezzata “La Notte della Repubblica”. Uno degli ultimi lampi si accese proprio quel Lunedi notte di 54 anni fa, quando a New York Giovanni “Nino” Benvenuti da Trieste salì quegli stessi gradini del Madison Square Garden che trentaquattro anni prima aveva solcato il friulano Primo Carnera da Sequals. Analogie beneauguranti.Data l’ora la Rai decise di non trasmettere l’evento in televisione ma solo alla Radio per preservare il sonno degli italiani. Malgrado questo si calcola che circa 18 milioni di personesi attaccarono ai transistor per ascoltare Paolo Valenti stabilendo un record avvicinato in seguito solo dalla “partita del secolo” Italia Germania 4-3. Va inoltre ricordato che la Rai cessava le sue trasmissioni a mezzanotte e la prima eccezione avvenne solo due anni più tardi per vedere Armstrong mettere piede sulla Luna.

Cinquant'anni fa Benvenuti-Griffith: ''Gli americani, l'attesa, il  trionfo''. Storia di una notte che ha fatto epoca - la Repubblica

Al peso Griffith registrò 69.400 kg mentre Benvenuti 72.100 kg e per contratto il campione pretese un’immediata rivincita in caso di sconfitta. Eventualità considerata per altro improbabile sia dai bookmakers che dagli stessi media americani, convinti che l’italiano avrebbe subito una dura lezione. Del resto solo il francese Marcel Cerdan era riuscito a conquistare il titolo dei Medi negli USA mentre tutti gli altri pugili europei avevano fallito. Benvenuti per contro già mesi prima intervistato dal New York Post si era detto certo di poter battere Griffith.Per la cronaca il titolo indiscusso era condiviso sia dalla WBA che dal nuovo ente WBC. Si disse anche che il comitato del Madison Square Garden appoggiò l’incontro nella speranza di poter scalzare il campione di colore con un giovane bianco biondo e dagli gli occhi azzurri. Tant’è,tra i 14251 spettatori presero posto a bordo ring autentiche leggende come Rocky Marciano, Sugar Ray Robinson, Jake La Motta e Rocky Graziano oltre alla cantante Milva. Stava per iniziare quello che sarebbe stato premiato come “Fight of the Year 1967” per  Ring Magazine.

All'assalto di New York sfidando i pugni dell'imbattibile Griffith Così  cinquant'anni fa Benvenuti diventava re - PressReader

Giovanni “Nino” Benvenuti, 28 anni (71-1-0 30 Ko’s) nato a Isola d’Istria, si trasferì in seguito da prima nel territorio libero di Trieste e quindi nella zona amministrata dall’Italia per sfuggire alle repressioni anti italiane subite dalla famiglia. Entrato in palestra a tredici anni spinto al padre concluse con l’alloro olimpico dei Medi a Roma 1960 una straordinaria carriera dilettantistica condita da 108 vittorie a fronte di una sola scandalosa sconfitta subita durante una tournee in Turchia dal pugile di casa Akbas, surclassato dall’inizio alla fine tanto da spingere la federazione italiana a chiedere inutilmente l’annullamento del match. Passato tra i pro nel 1961 sotto l’egidia del bolognese Bruno Amaduzzi ed allenato da Libero Golinelli conquistò il titolo italiano nel 1963 difendendo agevolmente il titolo nei due anni seguenti. Periodo durante il quale nel frattempo il coetaneo Sandro Mazzinghi era salito alla ribalta delle cronache conquistando il titolo mondiale dei Superwelters, sebbene tra i dilettanti non fosse riuscito a qualificarsi per le Olimpiadi romane battuto da Carmelo Bossi. Questo particolare, unitamente al fatto che malgrado una striscia di  56 incontri tutti vinti Benvenuti si trovasse ancora confinato a recitare un ruolo nazionale accese pian piano una rivalità tra i due gioielli che spinse Benvenuti a scendere di categoria per lanciare la sua sfida a Mazzinghi. Dopo molte vicissitudini ed un terribile lutto che colpì il pugile toscano il match andò finalmente in scena il 18 Giugno 1965 a San Siro davanti a 40.000 spettatori. Benvenuti vinse per Kot alla sesta ripresa dopo un gancio al mento che spedì Mazzinghi al tappeto prima che lo stesso si rialzasse per terminare il round. L’arbitro decise comunque d’interrompere ugualmente l’incontro scatenando polemiche a non finire che divisero il paese, alimentando una rivalità cavalcata dai media da fare invidia a Coppi e Bartali. Anche perché Mazzinghi era parso fin li leggermente in vantaggio ai punti. Per assistere all’inevitabile rivincita si dovettero aspettare sei mesi, quando al Palazzeto dello Sport di Roma Benvenuti risolse la contesa ai punti con verdetto unanime. Nel frattempo si era impossessato anche della cintura europea Medi, che difese una prima volta e con grande dispendio d’energie il 14 Maggio 1966 contro il tedesco JuppElze. Questo particolare si rivelò fatale perché subito dopo il suo manager Amaduzzi fece l’errore di mettere in palio il titolo dei Superwelters a Seul contro l’idolo locale Ki-SooKim, convinto dalla sostanziosa borsa di 55.000 $, la più alta mai realizzata da un pugile italiano. Amaduzzi inoltre non si preoccupò ne di concordare il nome dell’arbitro ne il peso dei guantoni, che in Asia sono di 8 once ed attutiscono la potenza dei pugni. Il risultato fu che un Benvenuti scarico non riuscì a chiudere la contesa prima del limite, consegnando così il verdetto nelle mani di una giuria scandalosa che gli confezionò la prima delusione in carriera. Tanto da rinunciare anche al diritto di rivincita stipulato per contratto. Rientrato nella categoria a lui più congegnale dei Medi nei dieci mesi successivi Benvenuti riprese il suo ruolino di marcia inanellando sei vittorie consecutive, per poi lanciare il guanto di sfida ad Emile Griffith.

Benvenuti vs Griffith 1967 poster

Emile Griffith, 29 anni (52-7-0 18 Ko’s), nativo delle Isole Vergini e residente a New York. Tra i dilettanti si distinse nel 1958 aggiudicandosi i prestigiosi Golden Gloves per poi sbarcare tra i professionisti nello stesso anno. Tre anni più tardi, nel 1961, dopo 22 incontri vinti e 2 persi per Split Decision conquistò il titolo iridato dei pesi Welters contro il cubano Benny KidParet spezzando l’equilibrio dopo tredici riprese con un perentorio Ko. Dopo aver difeso il titolo in due occasioni Griffith cinque mesi più tardi perse però ai punti la rivincita contro lo stesso Paret. Sei mesi dopo, il 24 Marzo 1962, nella “Bella” si consumò poi la tragedia. L’antefatto risiede nelle provocazioni verbali da parte di Paret che pose dei dubbi sugli orientamenti sessuali di Griffith, con dichiarazioni mirate ad infamare il pugile statunitense nel contesto di una società ancora molto bigotta e poco tollerante, specie in un ambiente intriso di testosterone come quello della Boxe. Il dramma si consumò al dodicesimo round.

Quella notte di 50 anni fa, alla radio, per Benvenuti vs Griffith -  SporteconomyGriffith sebbene contato alla sesta ripresa si trovava agevolmente in controllo del match, quando apertosi un varco nella difesa di Paret chiuso all’angolo scatenò violentemente tutta la sua frustrazione contro il cubano, già inerme e senza difese, colpendolo ben 18 volte in soli sei secondi prima che l’arbitro Ruby Goldstein si decidesse con colpevole ritardo ad interrompere il massacro. Paret fu portato immediatamente al Roosvelt Hospital dove non riprese mai conoscenza prima di morire il 3 Aprile seguente. Nei giorni successivi Griffith fu accusato di aver voluto deliberatamente infierire sull’avversario finendo oggetto di molte controversie. Secondo molti Paret era salito sul ring già molto debilitato a causa dei colpi presi negli ultimi tre incontri precedenti. Questo tragico evento insieme alla morte di Davey Moore un anno dopo spinse i media statunitensi a sospendere le trasmissioni della boxe fino al 1970. Nel 1962 Griffith andò poi a prendersi anche la cintura dei Superwelters, titolo poi abbandonato, in quanto riconosciuto solo dalla federazione austriaca, per poi dedicarsi alla difesa del titolo dei pesi Welters, perso, riconquistato e confermato nella trilogia contro l’altro cubano Luis Rodriguez. In mezzo sei incontri d’approccio nella categoria dei Medi, dove incappò anche una terribile sconfitta (KOT1) contro l’astro nascente americano Rubin Carter, divenuto poi tristemente famoso per le vicende e gli errori giudiziari che ne stroncarono la carriera e la libertà. Nominato “Figher of the Year 1964” Griffith difese altre tre volte la cintura alternando i match titolati alle escursioni fra i Medi, fino a quando il 25 Aprile 1966 si prese la tanto agognata cintura strappandola dalle mani del favoritissimo nigeriano Dick Tiger, “Fighter of the Year” in carica cui per altro concedeva 4 kg. Abbandonato il titolo Welters il pugile delle Isole Vergini respinse ai punti di stretta misura due assalti portati dal concittadino JoeArcher prima di accettare la sfida della nostra punta di diamante.(Roby Maddonini )

 

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