E questo sarebbe stato un match titolato?

Prima facilissima difesa del titolo di sigla WBO dei pesi supermedi da parte dell'ecuadoriano Carlos Gongora, il primo pugile del suo Paese ad arrivare così in alto. Affrontava il 30enne Christopher Pearson, che si è guadagnato questa sfida battendo il brasiliano Yamaguchi Falcao ma che si è imostrato in tutto e per tutto non all'altezza di tale onore. Il fatto è che Pearson è uno che fa spesso lo sparring partner per vivere, per esempio alle dipendenze di Canelo Alvarez ed Erislandy Lara, e si è portato sul ring questa abitudine ad Hollywood, Florida. Gongora lo ha dominato in lungo e in largo, per 3 riprese Pearson non ha fatto assolutamente nulla, poi ha solo offerto qualche colpo singolo mentre Gongora senza fretta lo sottoponeva a colpi di ogni genere. Pearson ha clowneggiato, protestato per qualche insignificante motivo mentre perdeva tutte le riprese. Quando si è arrivati all'8° round Gongora gli ha messo una serie di colpi culminata in un gancio sinistro che ha preso l'occhio destro di Pearson. Quest'ultimo si è inginocchiato, l'arbitro lo ha contato, lui si è rialzato ma si è poi inginocchiato nuovamente durante il conteggio e ha lasciato che l'arbitro arrivasse al'out. Purtroppo le farlocche classifiche delle sigle portano anche a incontri indegni come questi. Gongora non ha nessuna colpa, dopo aver battuto prima del limite Ali Akhmedov in uno splendido incontro che gli è valso questo titolo ha dovuto partecipare a questa mezza farsa. Lo attendiamo presto sul ring con un avversario più qualificato.



