logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Ultime notizie

Tra vaccini, coprifuoco e brutti match, quando la gente ricomprerà il biglietto per la boxe?

RingVirus

di Gualtiero Becchetti

Rompere le palle alla gente con il crollo verticale di pubblico alle riunioni di pugilato in Italia é ormai cosa scontata.
Lo fanno tutti. Da almeno vent’anni. Forse trenta.
Molto raramente e quando proprio non hanno altro da fare, ne scrivono anche i giornalisti dei quotidiani sportivi più diffusi.
In modo più modesto ma con maggiore assiduità, persino quelli come me.
Non credo però che siano molti coloro che poi alla fine leggono. Purtroppo. Proprio perché la platea degli appassionati s’é ridotta. E tanto.
Insomma, le cose ce le diciamo tra noi, gli “ultimi dei mohicani” nelle praterie del bordo-ring…
Figurarsi poi in questo periodo di casino totale!
Siamo inseguiti dai virus, imprigionati dal coprifuoco, imbavagliati dalle mascherine, rincretiniti da mille imbecillità e dal loro esatto contrario, oppressi dall’impegno di sopravvivere, rintronati dalle chiacchiere a vuoto di politici senza capo né coda, di virologi da discoteca, di opinionisti senza opinioni e da ciarlatani inutili eppure con un microfono tra le mani….
Chi avrà mai voglia e tempo di discutere di boxe, se non chi é da anni in terapia intensiva a causa dell’inguaribile covid-pugilistico del quale soffre?
Allora bisogna semplificare! Ridurre le parole dette o scritte affinché chi presta un attimo d’attenzione non abbia a pentirsene.
La gente ha troppa fretta e tanti “cavoli” da risolvere. Vuole tornare persino a disquisire di vaccini; se uno é meglio dell’altro; se “quello lì” richiede più invecchiamento di “quello là”, imitando i sommelier dinanzi ad una fila di vini pregiati. Sommelier che in realtà non sono quasi mai in grado di distinguere un calice di rosso da una cedrata…
Quindi, quali le cause di questo arcinoto tracollo di pubblico alle manifestazioni guantate?
Le stesse cause che sconsigliano d’entrare in determinati ristoranti o boutiques o carrozzieri o dove comunque c’é da pagare per ricevere un servizio che per tale motivo si pretende buono!
Altrimenti che si paga a fare?
Primo: per anni, anni e anni sono stati propinati allo spettatore incontri di basso livello, privi di rilevanza tecnica e agonistica, con il pronostico al 99% da una parte e all’1% dall’altra.
Secondo: se non si conoscono i pugili; se i protagonisti non solo non sollevano interesse, ma neppure un briciolo di curiosità; se lo spettacolo é spesso incolore, mediocre e talvolta addirittura patetico, perché mai una persona dovrebbe acquistare il biglietto o mettersi alla TV per guardare la boxe?
Certo, esistono delle eccezioni. Ci mancherebbe! Ma sono rare-rare-rare…Una piccola prova? Basta domandare ad uno sportivo quali incontri tra italiani ricordi negli ultimi due anni, citando nomi e risultato…
Qualsiasi avvenimento svanisce in un batter di ciglia e scompare nel buio. Perché? Perché valeva poco e non era quindi importante.
Le cose importanti, sia personali che sociali, rimangono impresse nella mente talvolta per tutta la vita. Anche i fatti di sport. Soprattutto quelli di boxe. Questa è la certificazione semplice e incontestabile di avere visto o vissuto qualcosa di memorabile.
E si badi bene che nel pugilato anche sfide tra comprimari possono entusiasmare e meritare un posto di rilievo.
Altrimenti perché avrei scritto il libro “La grande BOXE dei piccoli MATCH”?
Però i “piccoli” match devono essere preparati con pazienza, attenzione, cura e lungimiranza o andranno ad allungare l’interminabile fila delle “bidonate”. Serve conoscere le caratteristiche psico-fisiche dei due pugili perché il cocktail sia perfetto. Occorre studiare tutto per bene. Ancor più di quando si mettono in scena veri campioni dei quali si conoscono le doti e di per se stessi rappresentano una semi-garanzia…
L’agonismo, il coraggio, l’orgoglio, la volontà possono supplire alla mancanza di una raffinata sapienza tecnica, del talento, del prestigio dei protagonisti. Almeno sotto l’aspetto emotivo e spettacolare.
Un po’ per volta, anche senza avere a disposizione al momento “numeri uno” attorno ai quali faccia quadrato l’intera Italia come accadeva in un altro mondo e in un’altra vita, il pugilato nostrano si abbarbichi come un rampicante ai tantissimi campanili di paese e di città su cui può contare e forse potrebbe ricominciare a vendere biglietti, a guidare il pollice del telespettatore sul tasto giusto del telecomando per vedere la boxe, a far sì che qualche giornale locale parli delle piccole ma onorevoli imprese del ragazzo del posto. Nella speranza che un giorno gli orizzonti ridiventino ampi e soleggiati.
Non c’é altro da fare. Illudersi di richiamare gente definendo “campione” chiunque infili le mani nei guantoni e mettendo in scena incontri inguardabili può solo aggravare il disastro. Il volume di voce e l’enfasi con cui si descrivono certi combattimenti d’imbarazzante modestia non servono a nulla. Il pugilato non é il “mercato delle pulci” in cui il venditore che più strilla più clienti richiama!
E gli spettatori, ovviamente, non pagano per andarsi a rovinare una serata.
Preferiscono persino restare in casa ad assistere gratuitamente ai litigi televisivi tra gli “scienziati” del virus.
Almeno spesso fanno ridere…

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 2349 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go