L'inglese conquista l'europeo dei supermedi in un match senza storia

E' triste, doloroso dovere commentare un match nel quale Giovanni De Carolis ha perso tutte le riprese disputate contro l'inglese Lerrone Richards nel vano tentativo di conquistare il titolo europeo vacante dei pesi supermedi. Purtroppo i nostri timori, espressi in sede di presentazione, hanno trovato conferma. I quasi 2 anni di assenza dal ring e l'età avanzata hanno tolto al pugile romano il 90 per 100 delle sue qualità e crediamo che De Carolis sia il primo a rendersi conto che la sua prestazione di Manchester segna il capolinea di una onorevolissima carriera. L'EBU non avrebbe nemmeno dovuto nominare co-sfidante un pugile da troppo tempo lontano dal quadrato.
Il jab di Richards, pugile mancino abile quanto poco potente, ha dettato legge, spesso doppiato. L'inglese è veloce, ha ritmo, muove bene il tronco e si è permesso anche il lusso di divertirsi. Colpi in serie, maggiore abilità persino da vicino. De Carolis non ha quasi mai usato il jab, non ha quasi mai lasciato andare le mani, non vi è stata traccia di un lavoro al corpo, di un vero piano di combattimento che è impossibile non ci fosse ma che lui, troppo più lento e anche esitante, non poteva più mettere in atto nonostante i disperati inviti del suo angolo.
Le poche sortite erano telefonate, le braccia lente e pesanti e l'abilità difensiva di Richards troppa.. Punteggi di 120-108 due volte e un 119-109

Dispiace, ma è la dura legge del ring. E' lui, il ring, a dire che quando è finita è finita. Bisogna ascoltarlo.



