NICOLA HENCHIRI, CHIAMATO ALL'ULTIMO MOMENTO, E' IL NUOVO CAMPIONE DELL'UNIONE EUROPEA DEI PESI SUPERPIUMA. PER MARIO ALFANO ALTRA DELUSIONE.
Ogni tanto capita che nella boxe un pugile venga chiamato all'ultimo momento, o quasi, ad affrontare un match titolato perché uno dei due contendenti precedentemente designati dà forfait.
E talvolta capita pure che questo pugile, molto spesso considerato un ripiego che sarà facilmente battuto, invece compia il match che quasi quasi vale una carriera e riesca pure a vincere. L'esempio più classico è quello che capitò al peso massimo friulano Paolo Vidoz, che nel 2005 con cinque giorni di sola preparazione andò in Germania e a sorpresa, ma meritatamente, conquistò il titolo Europeo contro Timo Hoffman. Ebbene, stasera a Brescia, nel match più importante della riunione messa in cartellone dalla Promo Boxe Italia di Mario Loreni, si è ripetuta quasi la stessa cosa. Mario Alfano, pugile romano designato co-sfidante al titolo dell'Unione Europea dei superpiuma perché, precedentemente sconfitto nel match per lo stesso titolo da parte del maltese Laamouz cui la cintura è stata revocata per uso di sostanze dopanti, avrebbe dovuto affrontare l'irlandese Eric Donovan, infortunatosi alla vigilia.

Per non far saltare il match titolato di Alfano, Loreni ha tre giorni fa deciso, con approvazione dell'Ebu, di fargli trovare di fronte il pisano Nicola Henchiri, che nella medesima riunione e per la stessa categoria doveva affrontare un semplice match di rodaggio. Henchiri, già protagonista un mese fa a Milano di una sostituzione come avversario del belga Francesco Patera (sconfitto ma a testa alta), aveva quindi la grande occasione trovata quasi per caso. E questa sera, per qualche demerito di Alfano ma molto per merito suo, se l'è anche portata a casa, battendo l'avversario dopo dodici riprese non spettacolari ma comunque piacevoli e a tratti anche equilibrate. I cartellini dei tre giudici recitano infatti un doppio 115-113 e un forse più condivisibile 116-112 per Henchiri, che quasi per caso si ritrova ad essere campione dell'Unione Europea.
Mario Alfano ha combattuto decisamente meglio di come non fece lo scorso dicembre a Roma contro Laamouz, ma ha pressoché ripetuto e ribadito le stesse pecche. Si è fatto colpire in maniera non potente ma comunque chiara dalla lunga distanza, ha patito il ritmo e la miglior preparazione atletica avversaria e troppo di rado è riuscito a imporre la sua boxe fatta di colpi più potenti e di pressione continua. Il romano non è andato più in là di qualche buon round, ha portato colpi troppo isolati senza la necessaria continuità, e non è riuscito praticamente mai a tagliare la strada a un mobilissimo Henchiri, correndogli dietro e sfiancandosi a sua volta. Probabilmente Alfano (ora 15-3-1, 4ko) e il suo staff si aspettavano che nella parte finale Henchiri calasse il suo ritmo e il suo gioco di gambe per portarlo alle corde e lì lavorarlo facilmente, invece il pisano ha fatto tesoro del bel match disputato contro Patera, e ha dimostrato di essersi preparato con scrupolosità anche se a Brescia avrebbe dovuto fare la metà dei dodici round che effettivamente ha fatto. Henchiri (ora 10-4-2) non è un picchiatore, del resto mai ha vinto prima del limite nei suoi dieci successi, magari non fa male ma i colpi li porta in quantità e anche con una certa precisione. Lo avevamo visto pareggiare con Carafa per il titolo italiano, lo abbiamo visto mettere spesso in imbarazzo un nome importante come Patera, lo abbiamo visto con piacere anche stasera. La sua non è una boxe da fighter, ma ha fiato, tecnica e convinzione. E questa cintura può essere per lui un punto di partenza. Lo stesso attendiamo Alfano, che in cinque mesi perde due volte il match per a stessa cintura, a una pronta riscossa, perché resta comunque sia un buon pugile che può ancora togliersi delle soddisfazioni.
Andrea Bacci



