Quando l’ultimo albero sarà abbattuto,
l’ultimo fiume seccato, l’ultimo pesce catturato,
solamente allora scoprirete
che il denaro non si mangia.
(Proverbio indiano)
Nella narrazione giornalistica i fatti dovrebbero avere la precedenza. Io appartengo alla vecchia scuola e seguo questa regola.
Tokyo 2020 è in calendario dal 23 luglio all’8 agosto 2021. Mancano dunque 63 giorni all’inizio della manifestazione.
I dubbi che l’Olimpiade possa essere cancellata sono ancora in piedi.
ELEMENTI A SFAVORE
Il Giappone sta subendo la quarta ondata della pandemia, contagi e decessi sono alti.
Al momento nove prefetture, compresa quella di Tokyo, sono in stato di emergenza e lo saranno sino al 31 di maggio (a 53 giorni dai Giochi).
Solo il 3,5% della popolazione è stata vaccinata.
I medici non sono in grado di garantire assistenza a tutti i malati, mancano i posti letto.
I SEGNALI
Thomas Bach aveva annunciato la sua presenza a Tokyo per questo mese, avrebbe dovuto essere a Hiroshima per il passaggio della torcia olimpica. Ha rinviato l’arrivo all’11 luglio, meno di due settimane dalla Cerimonia di apertura, a causa della crescita dei contagi.
L'OPPOSIZIONE
In nove giorni, a Tokyo, sono state raccolte 350.000 firme per la cancellazione dell’Olimpiade.
L’Associazione Tokyo Medical Practitioners (seimila dottori) ha spedito una lettera al primo ministro Yoshida Suga.
Tokyo non ha medici e posti letto in caso di crescita della pandemia.
In un recente sondaggio, l’80% della popolazione si è espressa contro lo svolgimento dell’Olimpiade.
NEGATIVITA' ACCERTATE
Olimpiade vietata ai cittadini stranieri.
Possibilità che gli eventi si svolgano a porte chiuse, cioè senza neppure una quota di pubblico giapponese (la decisione sarà presa a giugno, a un mese dall’inizio).
Riduzione del 50% degli addetti ai lavori: dirigenti, arbitri, giudici, allenatori, giornalisti, staff dell’organizzazione.
PROBLEMI PRATICI
Gestione degli undicimila, tra atleti, dirigenti e allenatori, presenti all’interno del Villaggio Olimpico.
Necessità di vaccinare almeno l’80% degli addetti ai lavori.
I Giochi si svolgerebbero a Tokyo, una città che ha una densità abitativa di 6.168 abitanti per kmq (tanto per dare un termine di confronto, la densità abitativa di Roma è 808).
Completamento della fase di qualificazione, al momento il 43% degli atleti deve ancora ottenere il pass olimpico.
DANNI
In caso di cancellazione il CIO perderebbe circa sei miliardi di dollari.
Il Giappone brucerebbe l’1,4 % del prodotto interno lordo.
Tokyo vedere sfumare 12,6 miliardi di dollari spesi per l’organizzazione.
Cio, città e Paese ospitanti hanno stilato assicurazioni a tutela. Sembra che quella del CIO pretenda un premio di venti milioni di dollari.
I rimborsi garantirebbero il Comitato Olimpico Internazionale per il 30% delle perdite. Questo provocherebbe un danno notevole per le Federazioni Internazionali che poggiano il loro bilancio proprio sulle elargizioni del CIO in riferimento ai guadagni (nell’ordine di importanza: diritti televisivi, sponsor e biglietteria) generati dai Giochi.
Sarebbe un incubo per quasi tutti gli sport. Potrebbero rimanerne meno colpite solo otto Federazioni: atletica leggera, nuoto, calcio, pallavolo, basket, ginnastica, tennis e ciclismo.
POSSIBILE CANCELLAZIONE
Solo il CIO può farlo, essendo proprietario unico dei diritti sulla manifestazione. Lo dice anche il contratto firmato dallo stesso Comitato Olimpico Internazionale e dalla città ospitante. C’è solo un’eccezione per cui i Giochi potrebbero essere cancellati senza discussioni.
La sancisce una clausola chiave.
È la 66, scritta sotto il titolo Termination (fine, chiusura). Autorizza a rinunciare ai Giochi in caso di guerra, disordini civili, boicottaggi, e se la salute dei partecipanti viene messa in pericolo per qualsiasi ragione.
La pandemia rientrerebbe nel caso, ma non è così scontato che basti.
CONCLUSIONI
Non ne sono sicuri neppure loro, come potrei essere io a dire: si faranno, non si faranno.
Ho esposto i fatti. La conclusione più logica sarebbe quella di annullare il tutto e dare appuntamento a Parigi 2024. Ma in questa storia ci sono di mezzo soldi (tanti, tantissimi), gestioni politiche (a febbraio 2022 Pechino ospiterà l’Olimpiade invernale e il Giappone non può consegnare il testimone alla Cina senza soffrire), reputazione (il presidente Bach e i maggiori esponenti del governo giapponese si sono altamente esposti sull’effettuazione dei Giochi), sportive (gli atleti si preparano da anni a questo appuntamento, rinunciarvi sarebbe un sacrificio notevole).
La spinta negativa dell'opinione pubblica è fortissima, l’appoggio del mondo medico anche. La pandemia sta picchiando duro.
E il 23 luglio si avvicina sempre di più…



