IN UNA BELLA SERATA DI BOXE A UGENTO (LECCE) GIUSEPPE CARAFA CONQUISTA IL CONTINENTAL IBO DEI LEGGERI BATTENDO DI MISURA PABLO FUEGO. A GASPARRI IL TORNEO DELLE CINTURE DEI SUPERPIUMA, VITTORIE ANCHE PER GIORGETTI E RIZZO.

Rosanna Conti Cavini, che festeggia i quarant'anni di attività come promoter e manager di boxe (iniziò affiancata dal compianto marito Umberto Cavini nel 1981), contava molto sulla riuscita della riunione di stasera ad Ugento (Lecce), anche per l'accordo fatto con i network MS Sport e Fighters Life che hanno mandato in onda l'evento (e lo faranno anche per i prossimi appuntamenti della colonia grossetana) sul satellite, sul digitale terrestre e su internet. Si contava molto soprattutto su Giuseppe Carafa, che aveva l'onere e l'onore di sostenere il main event proprio in casa sua, sul giovanissimo Christian Gasparri che doveva affrontare la finale del Torneo delle Cinture, e pure su Giorgetti e Rizzo che devono presto mettersi nelle condizioni di combattere per un titolo. Ebbene, per il team Conti Cavini tutto è andato secondo copione, anche con un pizzico di spettacolo che certamente rappresenta l'essenza della boxe di livello.
Iniziamo da Carafa. Il ragazzo di casa allenato da papà Totò e da Francesco Stifani sentiva molto questo impegno, al di là della cintura Continental IBO, importante ma non decisiva sul vedere a che punto fosse e quali potessero essere le sue prospettive per il futuro. Il già campione italiano dei superpiuma, e valido avversario (l'unico degli ultimi tre anni) di Michael Magnesi, messo di fronte a un avversario come lo spagnolo Pablo Fuego, non trascendentale ma sicuramente esperto, valido e determinato, ha faticato nelle prime due riprese, quando ha incassato qualche destro di troppo, prima di trovare la sua misura e il modo per accorciare la distanza di fronte a un avversario decisamente più alto e prestante fisicamente di lui. Dal terzo round Carafa ha raggiunto il suo equilibrio e messo il match sulla tecnica pura, cosa che lo avvantaggiava, nella precisione dei colpi e nella ricerca dei raddoppi e delle combinazioni. La cosa ha funzionato benissimo durante una bellissima quarta ripresa, quando lo spagnolo è andato in evidente difficoltà e sull'orlo dell'atterramento. Nella quinta ripresa il pugliese ha pagato un po' la fatica del round precedente poi ha continuato a fare quello che più gli conveniva, difendersi con ordine ed attenzione e rientrare di giustezza nella guardia di Fuego. Lo spagnolo si è rivisto nell'ottavo round con un destro isolato ma pericoloso che ha centrato in pieno Carafa e gli ha limitato l'azione, quindi di nuovo nella decima e ultima ripresa quando Carafa ha accettato per trance agonistica la scazzottata pura che francamente non è nelle sue corde. A fine round entrambi i pugili esultavano felici, ma il verdetto unanime (doppio 97-93 per Piras e Montella, un secondo noi maggiormente condivisibile 96-94 di Ramacciotti) dava vittoria e titolo a Giuseppe Carafa (ora 13-4-2, 3ko), con evidenti proteste da parte di Fuego (ora 16-6, 2ko). La vittoria di Carafa, non nettissima, è comunque sostanzialmente giusta: il ragazzo ha buona tecnica e la convinzione di avere le carte per emergere, possiede una buona difesa, un buon ritmo ma deve secondo noi migliorare qualcosa dal punto di vista dell'attenzione che qualche volta perde per volontà di strafare. Chiaramente non è un picchiatore, ma quando trova la misura e il ritmo è anche piacevole a vedere. Carafa ha bisogno di match come questi, con avversari magari non di cartello ma comunque sia determinati ed esperti, perché la sua crescita passa proprio da questo. E l'età gli gioca a favore.
Età che a maggior ragione è dalla parte di Christian Gasparri, ventunenne mancino di Tarquinia, che contro Antonio Conforto, che di anni ne ha ventidue, ha conquistato il Torneo delle Cinture per la categoria superpiuma, dopo otto round in cui ha dimostrato tecnica, velocità, precisione e colpo d'occhio, oltre che non indifferenti doti difensive quando l'avversario ha cercato il tutto per tutto. Il match è stato un monologo o poco meno di Gasparri, che ha controllato il match con il jab destro e spesso colpito a piacimento Conforto con il sinistro. Quest'ultimo è stato generoso e mai domo nell'ossessivo tentativo di rincorrere l'avversario e accorciare la distanza, ma il ragazzo gestito da Monia Cavini non ha mai battuto ciglio. Insomma la vittoria di Gasparri (ora 6-0, 1ko) mai è stata in discussione, e si può a ragione contare per il futuro con un talento come il suo. Di contro anche Conforto (ora 4-1, 2ko) esce sconfitto ma non ridimensionato, perché ha mostrato di poter già fare otto round a ritmo elevato e il coraggio che potrebbe comunque portarlo lontano.
Per il resto della serata vittorie in fotocopia per il superwelter grossetano Simone Giorgetti (ora 7-0-1, 3ko) e per il peso massimo laziale Angelo Rizzo (ora 7-1-1, 4ko) che hanno battuto entrambi per squalifica al terzo round rispettivamente Marco Delmestro (ora 1-26) e Ignazio Di Bella (ora 1-17). Non era lecito attendersi match di chissà quale livello, ma sia Delmestro che Di Bella hanno interpretato l'impegno cercando di limitare i danni pure giocando sporco poi costringendo il povero Marzuoli, che ha arbitrato entrambi i match, a piegarsi a terra quasi sette od otto volte in totale per raccogliere i loro paradenti platealmente sputati dalla bocca. Delmestro è stato richiamato per tre volte, Di Bella per due più un conteggio prima che l'arbitro medesimo propendesse per la squalifica. Giorgetti lo stavamo vedendo bene, molto meglio del precedente impegno con Rauseo finito in parità, del resto pare che a luglio lo attenda il primo match titolato in carriera; Rizzo invece ha fatto i primi due round a ritmo blandissimo giusto per riprendere confidenza con il ring e con l'avversario, ha quasi appoggiato i colpi senza esagerare badando a fare movimento, poi appena ha premuto sull'acceleratore, Di Bella, molto più limitato nel fisico e nell'altezza, ha visto bene di badare alla salute e ha fatto in modo di far chiudere la contesa.
Andrea Bacci



