Verdetti scandalosamente tirchi per lo scozzese

Josh Taylor sventa il furto dell'anno a Las Vegas e conquista il titolo mondiale vero dei pesi superleggeri battendo ai punti Jose Carlos Ramirez e dimostrando di essere un fuoriclasse degno della classifica Pound for Pound. Perché sventa il furto dell'anno? Perché nonostante lo scozzese abbia messo due volte a terra in due round diversi l'avversario, i signori Tim Cheatham, Dave Moretti e Steve Weisfeld hanno tre cartellini identici con 114-112 per Taylor il che vuol dire che, a parte quei 2 round, Ramirez ne avrebbe vinti 6 su 10 il che è sia offensivo per la boxe che ridicolo.
Nella realtà dei fatti il match è terminato praticamente dopo il secondo atterramento quando un Ramirez segnato psicologicamente e fisicamente non è più stato in condizione di imporsi. Il match era iniziato su un piano di sostanziale equilibrio. Sicuramente il jab destro del mancino Taylor, doppiato da qualche colpo al corpo, aveva dato il primo round a Taylor ma nel secondo Ramirez si era imposto con il lavoro al corpo e nel terzo aveva lasciato andare le mani in un round molto combattuto dove le sue serie avevano costretto Taylor anche sulla difensiva spalle alle corde in qualche occasione usando anche un efficace montante destro. Taylor era però più preciso e anche più continuo nell'arco dei tre minuti ma il match era tutto da decidersi e in più Taylor riportava una ferita alla parte esterna del sopracciglio sinistro durante il 5° round, un problema verificatosi in misura maggiore anche nel match precedente con Prograis.
L'inizio del 6° round però cambiava tutto. Assalito da Ramirez, Taylor metteva a segno un corto gancio sinistro al mento che passava sopra il destro basso del californiano che cadeva al tappeto. L'atterramento non era di quelli devastanti ma certo toglieva qualche sicurezza a Ramirez che provava a rifarsi subito ma subiva la maggiore lucidità dell'avversario, mobile e preciso nella sua boxe d'incontro. Ciò che avveniva a fine 7° round era però più determinante. Mentre i due erano in fase di clinch l'arbitro Kenny Bayless toccava le braccia dei due pugili perché non continuassero a legarsi, nel fare mezzo passo indietro Ramirez lasciava aperta la strada a uno splendido montante sinistro al mento da parte di Taylor e crollava pesantemente al tappeto.
Se ci fosse stato qualche secondo in più nel round probabilmente tutto sarebbe finito lì perché Ramirez si era rialzato su gambe che lo reggevano a malapena. Il minuto di riposo gli dava sollievo ma non era abbastanza per recuperare fiducia ed energie. Da quel momento il match era tutto di Taylor che lo controllava mentre Ramirez si affidava a sporadiche serie prendendosi anche qualche colpo d'incontro. Nell'intervallo fra decima e undicesima ripresa l'angolo del californiano, dove si parlava spagnolo, gli diceva di vincere assolutamente i due round mancanti e di battersi per la famiglia e la patria e tutte le sciocchezze che certi angoli dicono per motivare un pugile che sta perdendo.
Ramirez sicuramente non vinceva il penultimo round e a nostro avviso neanche l'ultimo perché non basta venire avanti, bisogna mettere anche i colpi mentre la maggior parte di quelli di Ramirez erano bloccati dal campione scozzese. Ma a certi giudici basta vedere uno che attacca per assegnargli i 10 punti e questo sta diventando un vero problema purtroppo. Il nostro punteggio era 117-111 per lo scozzese ma anche un 116-112 sarebbe stato accettabilissimo, più di così certamente no.

Se è vero che Taylor, che già si era aggiudicato il torneo Super Series battendo in finale Regis Prograis, passerà nei welter sarà un vero peccato anche se arricchirà il già ricco il serbatoio di talenti delle 147 libbre. Un peccato perché Taylor ha dimostrato che quelle 4 cinture che ha unificato sono spazzatura. Quello che conta è essere il vero campione del mondo, e nessuno può ora negare che Taylor lo sia.



