Si complica la corsa verso le presidenziali filippine, fissate nel 2022, per il sette volte campione mondiale Manny Pacquiao. Fedele alleato dell’attuale presidente Rodrigo Duterte nel 2016, l'attuale campione Wba dei welter "in recesso" fece di tutto affinchè egli salisse alla guida della nazione, ma oggi sembra che il rapporti tra i due non siano più eccellenti.
Duterte sembrava non si ripresentasse alle elezioni a vantaggio della figlia Sara, che oggi i sondaggi vedono al primo posto con Pacquiao secondo. Lo scorso anno “Pacman” ha accettato la presidenza ad interim del partito PDP-Laban però non sempre i progetti dei Duterte hanno coinciso con i suoi.
Ora il 76enne leader pretende un altro posto di rilievo nel governo futuro a fianco della figlia e questa situazione non favorisce certo le ambizioni del 42enne Pacquiao. Nel 2016, quando Pacquiao era alleato con Duterte, ha difeso la reintroduzione della pena di morte per crimini efferati e ha sostenuto la micidiale campagna di Duterte contro le droghe illegali, che ha provocato migliaia di esecuzioni extragiudiziali.

Manny, uno degli uomini più ricchi delle Filippine, ha l’appoggio totale del Sud grazie anche all’importante opera di sostentamento ai meno abbienti in tutto l’arcipelago. A sue spese ha costruito villaggi per anziani, finanziato l'edilizia pubblica e i funerali, ha fornito cibo agli abitanti delle zone colpite da eventi naturali e ha infine comprato vaccini per fermare la pandemia dilagante del Covid 19 .
Il mese scorso ha Pacquiao ha chiesto al presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, tramite una lettera ufficiale di facilitare la consegna anticipata dei vaccini Covid-19 di Moderna.
Forse non potrà però fare nulla contro gli intrighi di palazzo.



